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WinePeople Talent Martedi 07 Settembre 2021

Lavorare nel mondo del vino: competenze e ruoli specifici richiesti

Conoscere gli elementi peculiari del settore vitivinicolo italiano è essenziale per potersi approcciare a questo mondo che negli ultimi vent’anni è fortemente cambiato in tutti gli ambiti, compreso quello del lavoro.

di Lavinia Furlani

Non potete essere il candidato giusto per un’azienda del vino se non avete chiare le competenze che dovete avere e come esse possano essere utili nel settore vitivinicolo.
In poco più di vent’anni il mondo del vino si è completamente trasformato in tutti gli ambiti, compreso quello del lavoro. Se una volta lavorare nel mondo del vino significava, in estrema sintesi, o fare l’enologo o fare il commerciale (in Italia o all’estero), oggi i fronti dell’offerta occupazionale che caratterizzano il comparto vitivinicolo sono molto più diversificati.
La crescita di ruoli in questo settore è stata direttamente proporzionale alle evoluzioni dei mercati, ai fabbisogni del trade e dei consumatori

Il punto di partenza che non deve essere mai dimenticato o sottovalutato è che il mondo del vino ha delle specificità che lo rendono di non facile lettura per chi ne è “estraneo”.
Approcciarsi al mondo del vino con una certa “ingenuità” rischia di tenerci lontano da esso.

Ma quali sono, almeno a grandi linee, gli elementi più peculiari del settore vitivinicolo italiano?

In Italia ci sono circa 46.000 aziende vinificatrici ma circa il 75% hanno una produzione sotto le 15.000 bottiglie. Questo dato ha una semplice conseguenza: significa che circa 34.500 aziende non sono interessanti da un punto di vista di risorse umane.
Delle circa 11.500 aziende interessanti da una prospettiva occupazionale, sono solo 168 le società di capitali che nell’ultimo esercizio (2018) hanno un fatturato superiore ai 25 mln di euro.
Oltre a questa tipologia di “grandi” aziende, quelle che possono avere una reale capacità di investimento in risorse umane sono quelle comprese tra le 150.000 e i 15 milioni di bottiglie anno.

Potenzialmente, però, tutte le imprese sopra le 30.000 bottiglie iniziano a necessitare di risorse umane capaci di supportarle soprattutto sul fronte commerciale. E tra le 15.000 e le 150.000 btg troviamo ben 8.000 aziende che potremmo considerare il cuore dell’artigianalità enologica italiana.

E’ evidente che una polverizzazione della struttura produttiva di questo genere si traduce anche in una grande diversificazione delle figure professionali ricercate, soprattutto per quanto concerne le abilità personali e relazionali (le famose soft skill).

Vi sono manager idonei a lavorare in imprese medio-piccole, chi invece in quelle più strutturate e chi per esperienze ed attitudini a collaborare con più aziende contemporaneamente. Come primo passo, comprendere se le vostre competenze e attitudini si adattino meglio ad una o all’altra realtà è fondamentale per evitare “matrimoni sbagliati”.

 

Distinguiamo le competenze richieste ai manager per tre tipologie di casi:

  • aziende medio piccole e di carattere familiare: flessibilità nei ruoli, condivisione dei valori, capacità di muoversi cogliendo opportunità più che seguendo strategie di lungo termine, coinvolgimento e disponibilità (anche di tempo), fedeltà e attenzione alle relazioni interne;
  • azienda strutturata di medio grande dimensione: specializzazione elevata, capacità di muoversi in contesti organizzativi complessi, abitudine a lavorare in modo pianificato e con report costanti, diplomazia e capacità di mediazione, focalizzazione sugli obiettivi specifici del ruolo e savoir faire adatto allo stile aziendale;
  • “multi brand”, svolge la sua attività per più aziende vinicole: autonomia, intraprendenza, capacità di comprendere lo specifico di ogni azienda e di portarlo a fattore comune con le altre, focus preciso sulle proprie competenze specialistiche, capacità di assumersi rischi e abilità commerciali.

 

Per quanto riguarda i ruoli professionali, non è più il tempo del “one man show”, produttori che cercano di ricoprire tutti i ruoli, sono infatti molteplici  i ruoli che si sono aperti e hanno assunto un’autonoma fisionomia negli ultimi anni nel mondo del vino.

Ne vediamo qualcuno con alcune sue caratteristiche principali e vi rimandiamo per un approfondimento al libro “Talenti per il vino” che potete trovare nel bookstore di WinePeople. Chi saprà specializzarsi in uno di questi ruoli avrà ottime possibilità professionali nel comparto vitivinicolo.

Il produttore. In questa fase evolutiva del mercato, il produttore è (o dovrebbe essere) un imprenditore a tutti gli effetti. Ai giorni nostri un imprenditore è costretto ad essere “multidisciplinare”, quindi capace di conoscere tutti gli ambiti della sua realtà. Non significa che sarà obbligato a ricoprire lui stesso tutti questi ruoli, ma che -proprio grazie alle sue competenze “ad ampio spettro”- potrà dare le giuste deleghe e capire concretamente i fabbisogni della sua azienda.

L’enologo. Oggi un enologo non solo deve essere in grado di conferire la migliore identità riconoscibile ai vini che produce, ma deve avere anche costanti relazioni con chi opera sul mercato e, soprattutto, ottime capacità comunicative.

L’agronomo. Per l’agronomo valgono gran parte delle riflessioni fatte sopra per l’enologo. In più possiamo aggiungere che l’importanza attuale dell’agronomo è fortemente legata alla sempre maggiore valorizzazione del binomio vino e territorio di produzione. Sono necessari oggi agronomi con ottime capacità di divulgazione.

Le figure commerciali legate al mercato Italia. Il mercato domestico sta finalmente tornando al centro delle attenzioni delle aziende vitivinicole, dopo anni di prevalente focalizzazione sui mercati internazionali.
Essendo l’Italia caratterizzata da grande frammentazione della clientela, necessita di una rete capillare di agenti e sicuramente di un Responsabile Commerciale Italia, sempre più frequentemente sdoppiato tra la figura che segue il canale Horeca e quella specializzata nel canale GDO, da una parte con forti competenze sul prodotto vino e grande capacità di gestire e motivare la rete vendita, dall’altra nella GDO con grandi abilità di negoziazione, oltre a una solida conoscenza delle leve economiche e finanziarie della vendita.

L’export manager. Su questa figura si potrebbe vincere facile dicendo che -dal momento che riusciamo a consumare solo la metà di ciò che produciamo- siamo e saremo costretti anche in futuro ad esportare il nostro vino. E senza export manager bravi questo non sarà possibile. Oggi un export manager deve avere eccellente conoscenza dei mercati e deve sapere come affrontarli, insieme a ottime qualità relazionali e comunicative, adeguata capacità di adattamento e... resistenza fisica!

Il brand ambassador. Un bravo brand ambassador, anche se non è richiesto che sia lui a chiudere i contratti, deve avere comunque ottime competenze di mercato e quindi di vendita. Si auspica grande conoscenza dei prodotti e dei territori di produzione, ottime capacità divulgative, costante disponibilità ad affiancare e formare la rete commerciale, dagli export manager ai venditori, quelli insomma che alla fine dovranno portare a casa i contratti.

L’Hospitality manager. Colui che promuove le visite dei consumatori finali e degli operatori di settore nella sede dell’azienda, con l’obiettivo di trasmettere i valori e la cultura del produttore.
Per ricoprire il ruolo di Hospitality Manager, servono competenze molto articolate, a partire da una conoscenza dei meccanismi dell’incoming turistico, passando per la conoscenza fluente di più lingue straniere e per una preparazione adeguata sui prodotti, fino a includere capacità organizzative degne di un Event Manager e un innato gusto per le relazioni interpersonali.

Il responsabile marketing che deve saper leggere i dati dei vari mercati e tradurli in azioni concrete; l’esperto di comunicazione che deve vincere la sfida di rendere riconoscibile il brand non solo grazie al contenitore giusto ma soprattutto a contenuti credibili; e poi ancora il social media manager, il responsabile amministrativo, l’esperto legale e cantinieri, potatori, trattoristi.  

 

Cosa fare in pratica?


Potete vedere le posizioni aperte del settore vitivinicolo e inviare il vostro CV alla sezione Talent del sito WinePeople. Segui il nostro corso Lavorare nel Mondo del Vino per approfondire l'argomento.


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