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The Wine Village Martedi 01 Giugno 2021

La missione del leader, una faticosa costruzione di equilibri

The Wine Village: L’intervista al Capo Villaggio. Ogni ruolo di guida dovrebbe essere associato al concetto di responsabilità, più che a quello di controllo.

di Cristian Fanzolato

Siamo arrivati alla conclusione del nostro tour all’interno di  “The Wine Village”

La sera è scesa e ritroviamo riuniti intorno al falò tutti i protagonisti, di cui ricordiamo nomi e una peculiarità.

 

Vi siete riconosciuti in qualcuno di loro? Avete riconsciuto qualche vostro collaboratore, collega o competitor? Manco solo uno all’appello, colui che sa tenere assieme un gruppo, il leader. Stiamo parlando del Capo del villaggio.

Capo del villaggio, leader, condottiero, imprenditore, tanti sono i nomi che si possono usare per questa figura centrale nella storia di una comunità. È una figura che ricorda per prima cosa la leadership naturale che s’instaura in un gruppo: per esempio, fra i lupi, c’è il capobranco che si assume la responsabilità della sopravvivenza del gruppo. È un ruolo affidato all’elemento più forte e astuto, che sa dare segnali precisi di leadership. 

Il tema della leadership (a ogni livello, che sia aziendale, economico, comunitario o politico) diventa oggi fondamentale per capire come le comunità possono trovare modi nuovi e più efficaci per darsi delle regole, organizzarsi e vivere insieme.

Vediamo cosa ci ha raccontato il Capo Villaggio

 

1. In che modo i si può guidare una comunità? 

“ Il rischio è quello di pensare che esista un solo modo di essere leader. 

Sono molti i leader, i manager e le figure politiche che preferiscono rafforzare la propria leadership affidandosi a modelli stereotipati di autorevolezza gestuale e vocale di facile impatto sull’audience, invece di preoccuparsi di sviluppare ed esprimere la propria autenticità e congruenza.

Più che per altri membri del villaggio, il mio rischio è di lasciarmi intrappolare in un ruolo è forte, perdendo di vista il fatto che ogni ruolo di guida dovrebbe essere associato al concetto di responsabilità, più che a quello di controllo.

La leadership non è qualcosa che ci viene conferita dal ruolo che ricopriamo.”

 

2. A quali “voci” fa riferimento un Capo villaggio?

 

“Sono fondamentali:

  • il coraggio del Guerriero: la forza di operare scelte difficili e di saper spiegare le motivazioni che stanno alla base delle mie scelte in fatto di priorità;
  • la visione sistemica dello Sciamano: essere in grado di cogliere il quadro generale entro cui si muove il proprio gruppo di riferimento, di immaginare linee di sviluppo possibili e saper scegliere le persone giuste di cui circondarsi;
  • la capacità di dosare del Cuoco: valorizzare i talenti che si hanno a disposizione.
  • il forte radicamento nei valori del Custode del fuoco
  • la visione chiara e la capacità di comunicarla del Narratore ”

 

3. Le sono quindi richieste diverse competenze. Quali sono e quali sono le sfide? 

“Ascolto, attenzione, equilibrio, capacità di scegliere sulla base delle priorità e coraggio nel comunicare in modo trasparente i criteri di questa scelta. Non è facile combinarle assieme, il rischio, se non si riesce a trovare un equilibrio, è quello di perdere la fiducia, che è la componente principale della relazione fra gli abitanti di qualunque villaggio e la figura che li guida.

Le grandi sfide della leadership sono:

  1. saper accogliere e accompagnare i processi partecipativi, facilitando modelli di leadership diffusa cioè di assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti in un processo 
  2. Farsi carico delle scelte che determineranno il futuro, in un senso o nell’altro, della società futura.”



4. Quali sono le sfide del Capo del villaggio nel mondo del vino?

“Dare le giuste deleghe, monitorare costantemente l’attività dei collaboratori, essere insomma autorevoli e credibili.

Ci sono numerosi Capi del villaggio che non sono dei leader, che faticano ad assumersi le giuste responsabilità, che non sono in grado di dare le deleghe più adeguate.

Questa “incapacità” nelle aziende del vino, in gran parte molto piccole, dove il titolare ricopre numerosi ruoli, è alla base di molte problematiche.

È chiaro che nella piccola azienda dove il Capo non riesce ad essere leader, talvolta nemmeno di sé stesso, le conseguenze sono particolarmente gravi.

Molte volte, anche nel mondo del vino, si considera la leadership un talento naturale dimenticando che essa può essere aumentata, coltivata attraverso lo studio, l’aumento delle nostre competenze.

Un Capo del villaggio, infatti, poco leader è colui che conosce in maniera superficiale sia la parte produttiva che quelle del mercato.

È la competenza, la preparazione, la professionalità che ci può rendere dei leader.”

 

E voi vi sentite un vero Capo del villaggio?

 

Scoprite come esprimere al meglio la vostra responsabilità di Capo del villaggio: per informazioni e consulenza scrivete a redazione@winemeridian.com.

 

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