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The Wine Village Martedi 23 Febbraio 2021

In ogni azienda serve chi custodisce la tradizione

The Wine Village: Intervista al Custode del fuoco, figura centrale del mondo del vino.

di Cristian Fanzolato

Continua la nostra passeggiata all'interno di  “The Wine Village” . Questa volta la nostra attenzione cade su un personaggio la cui competenza chiave è quella di preservare le radici del suo “gruppo di lavoro”, il Custode. 

Tra tutte le figure del villaggio, è tra le meno appariscenti e sociali, si muove negli ambienti e tra le persone in modo silenzioso, apparentemente non impegnato in grandi azioni, è una presenza sottile che con piccoli gesti riesce ad avere un grande impatto sull’atmosfera e sull’ambiente, rendendoli confortevoli.

Ci siamo fermati “a parlare” con lui, scopriamolo assieme.

 

Perché ti chiamano “Custode del fuoco”?

“ Perché mi occupo di custodire, di proteggere un’area centrale per ogni comunità, i suoi valori, dai quali scaturiscono l’identità stessa della comunità. Proteggo quindi la tradizione e lo spirito del villaggio, ponendoli come entità al di sopra delle persone, lo faccio perché questo è il modo migliore per preservare il benessere della comunità intera.

L’aspetto che mi sta più a cuore infatti è il legame del villaggio con la natura e l’ambiente circostante. Se non c’è armonia con la natura, se la sua bellezza non rimane a disposizione di tutti, se non viene rispettata e valorizzata allora anche la salute del villaggio si degrada e con essa si corrompono in modo sottile anche i valori e lo spirito.”

 

Tu come ti definiresti?

“Mi piace riconoscermi come un mediatore, legato alle radici, alla tradizione. Vivo il tempo lento e circolare della natura, ho difficoltà nell’accettare che le cose cambino, instauro però un equilibrio diverso rispetto a quello della tradizione.”

 

Cosa fai in azienda?

“Verifico l’allineamento tra valori personali e valori organizzativi, valori che prima cerco di comprendere molto bene e poi traduco in pratica attraverso i comportamenti. E cosa importante mantengo la connessione con questi valori nelle diverse situazioni professionali. 

Sono capace grazie a tutto questo di valutare bene i rischi dei progetti di cambiamento”

 

E in concreto qual è il fuoco da custodire per un’azienda del vino?

“Il vino è diventato sempre più internazionale, in continuo movimento nei mercati di tutto il mondo, sempre più aperto a nuove relazioni, le risorse umane delle aziende vitivinicole si sono abituate di conseguenza ad avere contatti al di fuori della propria realtà, anche se non sempre fisicamente.

Ma “chi rimane” in azienda a garantire che tutto prosegua al meglio, che tutte le figure presenti nel villagio siano costantemente supportate? 

Io mi occupo di garantire che ci sia sempre la continuità, che ci sia una fiamma sempre accesa evitando pericolosissimi spegnimenti. La fiamma in un’azienda vitivinicola è composta sia da valori materiali come i flussi di cantina, gli ordini commerciali, il lavoro in vigna, ecc. ma anche da numerosi valori immateriali, come lo spirito aziendale, l’immagine dell’azienda, il mantenimento delle relazioni nel quotidiano.

Posso dire che la mia presenza garantisce “l’dentità” dell’Azienda stessa.”

 

Anche il Custode è sicuramente presente nella vostra Azienda, magari siete proprio voi che state leggendo. E chissà chi lo è tra i vostri colleghi, collaboratori e competitor. Provate a scoprirlo. Usate le domande fatte al custode, vi riconoscete nelle sue risposte?

Ci son tanti altri suoi aspetti e criticità da “studiare” per ottenere il massimo dal suo ruolo. 

 

Vi invitiamo per questo a leggere i prossimi articoli e a giocare al nostro “The Wine Village”

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