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Oceania Venerdi 18 Febbraio 2022

Export vino australiano: crollo mercati consolidati, boom mercati emergenti

L’export totale in valore cala del 30%, crollo in Cina (-97%). Singapore, Hong Kong e Corea del Sud nuovi trampolini di lancio.

di Emanuele Fiorio

Nel 2021 le esportazioni totali (compresa la Cina) di vino australiano sono crollate del 30% in valore a 2,03 miliardi di dollari. 
Il declino riflette le difficili condizioni di mercato che il settore ha affrontato, compresa la crisi globale dei trasporti e i dazi punitivi della Cina sulle importazioni di vino australiano in bottiglia. 

Dopo un anno di dazi, nel 2021 l’export di vino australiano in Cina è sceso:

  • del 97% in valore a 29 milioni di dollari con una perdita di circa 1 miliardo di dollari,
  • del 93% in volume a 6,4 milioni di litri con una flessione di 90 milioni di litri.


Rachel Triggs, general manager of corporate affairs and regulation di Wine Australia, ha detto che l'aumento dei tempi di deposito causati dalla carenza e dell'aumento del costo delle navi container ha anche ostacolato la capacità degli esportatori di far arrivare il vino sui mercati. 

"Un'importante società di logistica ha riferito che l'Australia rappresenta solo l'1% del flusso globale di container. Con questo aumento della domanda, siamo davvero alla mercè dei grandi player internazionali e si prevede che questa situazione sfavorevole prosegua per tutto il 2022", ha evidenziato Triggs. 

In questo contesto complesso e difficile, ci sono anche alcuni segnali positivi per l’export di vino australiano.

Escludendo la Cina continentale, c'è stato un aumento del 7% del valore delle esportazioni che hanno raggiunto nel 2021 i 2 miliardi di dollari. Era dal 2009 che l’export (escludendo la Cina continentale) non raggiungeva questa cifra.

Il vino esportato con un valore superiore ai 10 dollari al litro (principalmente vino rosso imbottigliato esportato precedentemente in Cina) è aumentato in valore del 49%. Triggs sottolinea che "questo è un segno veramente positivo, la domanda di prodotti che prima erano destinati al mercato cinese, sta emergendo in altri mercati". 

Ci sono stati alcuni grandi movimenti nei mercati asiatici, le vendite di vino australiano in valore sono aumentate:

  • del 108% a Singapore, raggiungendo i 166 milioni di dollari, 
  • del 45% ad Hong Kong, raggiungendo i 191 milioni di dollari,
  • del 75% in Corea del Sud, raggiungendo i 47 milioni di dollari.


Il Regno Unito è rimasto il più grande mercato del vino australiano sia per valore (453 milioni di dollari) che per volume, nonostante un calo dell'1%.

Anche gli Stati Uniti sono scesi del 7% a 403 milioni di dollari, ma ci sono 2 aspetti positivi da tenere in considerazione:

  • le spedizioni verso gli Stati Uniti sopra i 10 dollari al litro hanno raggiunto il picco massimo dal 2009,
  • il numero delle aziende vinicole australiane che esportano negli Stati Uniti è il più alto dal 2009.


Timori per il mercato del Regno Unito
L'industria vinicola australiana teme che la proposta di modifica relativa alla tassazione dell'alcol nel Regno Unito, possa erodere i profitti.

I cambiamenti proposti riguardano sia per i vini con un gradazione alcolica tra l'8,5% ed il 15%, sia per quelli tra il 15% e il 22%.
Il vino verrebbe tassato in base alla quantità di alcol che contiene, con scaglioni dello 0,5%. 

Significherebbe che qualsiasi vino venduto nel Regno Unito con una concentrazione di alcol superiore all'11,5% sarebbe tassato in misura superiore rispetto alle imposte attualmente in vigore.

"Questo è problematico per l'Australia” secondo Triggs “dato che produciamo vini che sono abbastanza alcolici. Nel nostro clima le uve non maturano fino a quando non raggiungono un livello zuccherino sufficientemente alto, quindi di solito hanno un contenuto alcolico più elevato".

Tony Battaglene, amministratore delegato di Australian Grape and Wine, ha dichiarato che se il sistema di tassazione dell'alcol proposto dal Regno Unito diventasse realtà, cancellerebbe qualsiasi beneficio scaturito dall'accordo di libero scambio: "aggiungere circa 30-40 pence ad una bottiglia di vino australiano, è un aumento incredibile per noi. Molti dei nostri produttori stavano puntando a diversificare l’offerta nel Regno Unito dopo la chiusura del mercato cinese, questo aspetto è particolarmente importante per le piccole e medie imprese australiane".

La possibilità di un aumento della tassazione e l’incertezza prodotta da questa eventualità ha portato molti esportatori australiani a fare un passo indietro: "Abbiamo circa 370 esportatori nel Regno Unito” ha sottolineato Battaglene “Speravamo che questo numero aumentasse, ma abbiamo già parlato con alcuni di loro e non hanno intenzione di correre il rischio".