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Oceania Lunedi 05 Aprile 2021

Batosta per l’Australia: dazi sui vini fino al 218,4% per 5 anni

Dazi cinesi alle stelle, perentoria la risposta del Governo australiano: il Primo Ministro Morrison dichiara che l'Australia "rifiuta completamente" i dazi e minaccia ricorso al WTO.

di Emanuele Fiorio

L'anno scorso la Cina aveva imposto dazi provvisori sul vino australiano, ora i timori che questa industria da 1 miliardo di dollari potesse essere coinvolta in una dannosa guerra commerciale a lungo termine con la Cina, si sono avverati. Come testimonia Vino Joy News, il Ministero del Commercio cinese ha annunciato la sua decisione di imporre dazi fino al 218,4% sui vini australiani per un periodo di cinque anni, a partire dal 28 marzo scorso.

L'Australia ha esportato 1,15 miliardi di dollari australiani di vino in Cina nel 2020, il suo più grande mercato di esportazione di vino, ma i dazi preliminari negli ultimi 2 mesi dell’anno, hanno praticamente bloccato le esportazioni.
L’export di vino verso la Cina in dicembre è quasi crollato a zero; prima che venissero imposti i dazi, il vino australiano occupava circa il 40% della quota di mercato nel Paese asiatico, davanti a Francia e Cile.

Il prezzo delle azioni del più grande esportatore di vino australiano in Cina, Treasury Wine Estates, società madre di Penfolds e Wolf Blass, è sceso vertiginosamente dopo la notizia dei dazi definitivi. Bisogna tenere presente che il gigante australiano del vino è soggetto a dazi al 175,6%, percentuale inferiore rispetto alla maggior parte delle piccole aziende vinicole australiane, schiacciate da un 218,4%.

Come dicevamo, l'anno scorso la Cina aveva introdotto dazi provvisori fino al 200%, sostenendo che i produttori di vino australiani avevano venduto vino al di sotto del costo di produzione ed erano stati sovvenzionati dal proprio Governo.

L'amministratore delegato dell'Australian Grape and Wine, Tony Battaglene, si aspettava che Pechino confermasse i dazi di quasi il 220% per i prossimi cinque anni: "Onestamente, non importa. Quando sei al 200% non sei redditizio e quando sei al 215%, sei ancora meno redditizio, quindi il mercato cinese per vino australiano rimane chiuso. Almeno ora sappiamo cosa succederà nei prossimi 5 anni, così il comparto potrà procedere con il suo lavoro".

I funzionari del Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiani hanno riferito ai membri del Senate Estimates che, da quando la disputa commerciale si è intensificata tra i due Paesi, il valore del commercio australiano con la Cina è crollato del 40% per quasi tutti i settori.

Il risultato più eclatante evidenzia che le esportazioni di vino sono scese a meno di 1 milione di dollari a gennaio 2021, da un picco di 164 milioni di dollari lo scorso ottobre.

Il ministro del commercio australiano Dan Tehan ha definito i dazi "ingiustificabili” e ha sottolineato che “questa decisione ha reso impossibile per il vino australiano essere competitivo in Cina".

L'indagine dettagliata pubblicata dal Ministero cinese, ha bollato il pacchetto di esportazioni di Wine Australia (da 50 milioni di dollari australiani) come sovvenzioni finanziate dal Governo australiano. Trentadue milioni di dollari sono stati assegnati per promuovere le esportazioni australiane in Cina e negli Stati Uniti. I dazi definitivi sono stati più alti dei dazi anti-dumping precedentemente annunciati al 212,1%. 

La risposta del Governo australiano non si è fatta attendere, come riporta SBS News il Primo Ministro Scott Morrison ha minacciato di denunciare la questione alla WTO.
Morrison ha dichiarato che l'Australia "rifiuta completamente" quelle che ha chiamato "non-tariff restrictions": "Per loro stessa ammissione, questa è una forma di ritorsione nei confronti degli australiani che si battono per i nostri valori". Con queste dichiarazioni il Primo Ministro ha voluto fare riferimento al fatto che l'Australia è stata a fianco del Regno Unito nel condannare il trattamento degli Uiguri nella regione dello Xinjiang e che per questo anche gli alleati britannici sono stati osteggiati.

Pechino non si è limitata al vino ma ha lanciato attacchi commerciali contro una serie di prodotti australiani tra cui carbone, orzo, manzo, aragosta e legname.

Il Ministro del commercio australiano Dan Tehan ha sottolineato che l'industria ed il Governo lavoreranno insieme strettamente per esplorare altri mercati: "I consumatori cinesi hanno mostrato chiaramente una grande simpatia per il vino australiano e siamo molto fiduciosi che anche i consumatori di tutto il mondo vorranno apprezzare i grandi prodotti che i viticoltori e i coltivatori australiani producono".