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Nord America Mercoledi 09 Settembre 2020

USA: confermati i dazi nessun dietrofront

L’USTR ha dichiarato che il 25% dei dazi rimarrà in vigore per i vini francesi, spagnoli e tedeschi. Importatori e commercianti ribadiscono che i dazi stanno decimando i posti di lavoro americani.

di Emanuele Fiorio

Come riportato da Wine Spectator, i dazi del 25% che l’USTR (U.S. Trade Representative) ha imposto alla maggior parte dei vini francesi, tedeschi, spagnoli e britannici quasi dieci mesi fa, rimarranno in vigore per il prossimo futuro. Questo costringerà gli amanti del vino a pagare di più e infliggerà ulteriori difficoltà economiche a importatori, rivenditori, ristoratori e hospitality che si trovano già in crisi a causa dell’emergenza COVID-19.

"Se l'Amministrazione intende seriamente aiutare le aziende americane a riprendersi dalla pandemia, deve mettere fine alla follia assoluta di questi dazi che uccidono il lavoro", ha detto a Wine Spectator Ben Aneff, managing partner di Tribeca Wine Merchants e attuale presidente della U.S. Wine Trade Alliance. "I dazi non sono riusciti a far indietreggiare l'Unione Europea e non fanno altro che danneggiare gli americani laboriosi".

Il vino, così come il whisky irlandese e scozzese ed altri prodotti alimentari europei, continua ad essere un bersaglio collaterale nella contesa relativa ai sussidi ai produttori di aerei. La guerra commerciale nasce da una disputa che ormai dura da due decenni tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea per i prestiti agevolati di Spagna, Francia, Germania e Regno Unito ad Airbus. (L'UE contesta che gli Stati Uniti e lo stato di Washington hanno dato benefici ingiusti a Boeing).

Il 2 ottobre 2019, l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha dato il via libera agli Stati Uniti per imporre dazi su merci europee per un valore di 7,5 miliardi di dollari. Il giorno dopo, l'amministrazione Trump ha annunciato il 25% di dazi su una vasta gamma di prodotti europei. Anche i vini da tavola con meno del 14% di alcool delle quattro nazioni che hanno dato sussidi, sono stati vittime dei dazi al 25%.

Si tratta della seconda revisione dei dazi ma non ci sono state variazioni notevoli, gli unici cambiamenti hanno riguardato i "biscotti dolci" dal Regno Unito (che sono stati eliminati dalla lista dei dazi) ed è stata aggiunta alla lista la marmellata di fragole dalla Francia e dalla Germania.

Per l'USTR, la lotta è tutta sugli aerei. "L'UE e gli Stati membri non hanno intrapreso le azioni necessarie per conformarsi alle decisioni del WTO", ha dichiarato Lighthizer (rappresentante dell’USTR). "Gli Stati Uniti, tuttavia, si sono impegnati ad ottenere una risoluzione a lungo termine di questa controversia. Di conseguenza, inizieremo un nuovo processo con l'UE nel tentativo di raggiungere un accordo che ponga rimedio alla condotta che ha danneggiato l'industria aeronautica e i lavoratori statunitensi e garantisca condizioni di parità alle aziende statunitensi".

Mentre infuria la contesa, le esportazioni di vino europeo verso gli Stati Uniti sono diminuite drasticamente. Secondo la U.S. International Trade Commission, le importazioni di vino francese da gennaio a giugno sono diminuite di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le importazioni di vino spagnolo sono diminuite del 60%.

Ma i dazi significano anche danni economici per importatori e retailers americani, in un momento in cui la pandemia ha reso gli affari abbastanza difficili. "Questi dazi hanno fatto e continueranno a fare molti più danni alle piccole imprese americane rispetto ai loro obiettivi all'estero", ha detto Aneff. Alla fine, i consumatori americani pagano l'aumento del costo dei vini. "Con la sua recente decisione, l'USTR ha ignorato la forte preoccupazione pubblica. Le imprese e i consumatori hanno riempito il portale dell'USTR con oltre 27.000 contributi, la stragrande maggioranza dei quali chiedeva la rimozione dei dazi".

Un recente studio del Wine and Spirits Wholesalers of America ha scoperto che quest'anno i dazi potrebbero causare la perdita di 93.000 posti di lavoro con 3,8 miliardi di dollari di stipendi persi e, in ultima analisi, un colpo da 11 miliardi di dollari all'economia statunitense.
Se Stati Uniti ed Unione Europea non riusciranno a negoziare una soluzione,  i dazi saranno nuovamente soggetti a revisione a febbraio 2021.