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Nord America Venerdi 05 Novembre 2021

Occhi puntati sul mercato canadese

Focus suI mercato del vino canadese al wine2wine 2021, una realtà complessa e peculiare ma in grado di offrire tante opportunità per i produttori italiani.

di Emanuele Fiorio

Nell’ambito del wine2wine 2021, abbiamo seguito la conferenza di Marco Saladini, Direttore ICE Canada dal titolo “Mercato del vino canadese”.
L’incontro si è concentrato su andamento dell’import, monopoli, normative, consumi, sfide ed opportunità.

Andamento import vino italiano in Canada
L’Italia nel 2020 ha importato sul mercato canadese vino per un valore di circa 553 milioni di dollari canadesi e rappresenta il 21% della quota totale, al pari degli Stati Uniti (21%) e appena sotto la Francia che primeggia col 23%. 
Per quanto riguarda i volumi, il nostro Paese si piazza al secondo posto dopo gli USA (19%) con una quota di mercato del 17% pari a 78 milioni di litri, appena sopra la Francia che si piazza al terzo posto con il 15%.

Dal 1996 al 2020 la crescita del vino italiano in Canada è stata costante con un incremento medio del +4,7%, passando da 28 a 78 milioni di litri. È importante rilevare questo dato anche mettendolo in relazione con il risultato del vino francese che in questi 24 anni è cresciuto solo dell’1,1%, passando da 51 milioni di litri a 67 milioni attuali. In questi anni sul mercato canadese abbiamo raggiunto e superato i nostri cugini e rivali storici francesi.

Nei primi 8 mesi del 2021 c’è stata una crescita dell’11,5% che ha determinato una lieve crescita della quota di mercato dell’Italia.

Categorie di vino
Per quanto riguarda le principali categorie, i vini fermi rappresentano la principale categoria e l’Italia nel 2020 ha registrato:
    • una quota del 21% per quanto riguarda i vini imbottigliati, con un calo a volume dello 0,1% e a valore del -2,2%
    • una quota del 48% per quanto riguarda i vini spumanti, con un calo a volume del -2% ed una crescita a valore del +1,4%
    • una quota del 6% per quanto riguarda i vini sfusi, con una crescita a volume dell’11,9% ed un calo a valore del -3,4%

I vini fermi imbottigliati coprono il 78% delle importazioni canadesi di vino italiano, spumanti (11%) e sfusi (11%) si dividono la restante quota. Francia e Spagna hanno percentuali simili, mentre Stati Uniti ed Australia importano grandi quantità di vini sfusi, rispettivamente 36% e 54%.

Importazioni per provincia
Prendendo in considerazione il 2020, il Quebec è la provincia dove la quota di mercato dei vini italiani importati è più ampia con un 43,9% in valore ed un 47,7% in volume. Al secondo posto l’Ontario con un 34,1% in valore ed un 34,6% in volume.

Monopoli
Lo Stato federale è responsabile delle normative di carattere nazionale, solo i  monopoli possono importare alcolici in Canada. La commercializzazione è quindi di competenza delle Province che sono 10 ed ognuna ha un suo monopolio, più 3 territori che detengono una frazione marginale nel commercio di vino. Il totale dei monopoli statali è 13.

Il vino viene importato da un agente che rappresenta uno o più produttori e presenta la richiesta munita di documentazione al monopolio, il quale compie analisi chimiche, organolettiche, valuta la richiesta ed eventualmente rilascia le licenze e stabilisce il prezzo di vendita. Il prodotto infine viene commercializzato attraverso punti vendita sia privati che di proprietà del monopolio.

L’importazione privata passa comunque dall’approvazione del monopolio e può essere fatta con l’obiettivo di vendere il proprio vino a wine club o ristoranti.
Sotto i 45 litri di vino viene considerata importazione personale.

I ruoli di monopoli e agenti
In sostanza il monopolio si occupa di:

  • acquisti,
  • importazione, 
  • distribuzione, 
  • vendita
  • salute dei consumatori.


L’agente si occupa di:

  • presentare i nuovi prodotti al monopolio per conto del produttore, 
  • mantenere rapporti con i funzionari del monopolio,
  • gestire la collocazione dei prodotti nei vari punti vendita,
  • promuovere i prodotti nell’on-premise e attraverso degustazioni,
  • svolgere attività di marketing, pubblicità e  PR con la stampa,
  • monitorare il mercato, aggiornando i produttori


I consumi in Canada
Il consumo pro-capite di vino in Canada dal 2011 al 2020 non ha subito grandi mutamenti, in Quebec (la provincia leader nel consumo di vino) siamo passati da 22 litri a 24,4 litri, a livello nazionale siamo a 17 litri pro-capite.

Il vino dopo la birra (38%) è la bevanda alcolica più consumata con un 32% di quota mercato, ma in Quebec questo dato si inverte, assegnando al vino una quota del 44% contro il 39% della birra.

Per quanto riguarda il tipo di vino consumato, il rosso la fa da padrone con una quota del 51%, seguito dal bianco con un 37,6% e dal rosè con un 4,8%. Le previsioni Euromonitor per il 2025 ipotizzano una crescita del +14% per il vino bianco, +9% per il rosso, 25% per lo spumante e +17% per il rosè.

La produzione locale rappresenta il 30% del totale con 150 mln di litri mentre il vino importato copre il restante 70% con 345 mln di litri in volume.

Novità e apertura del mercato
L’accordo CETA di libero scambio tra Canada ed Unione Europea ha consolidato l’accordo precedente del 2004 e nello specifico ha:

  • eliminato i dazi doganali,
  • abolito le barriere al commercio sul mercato interno (per salvaguardare la libera concorrenza tra prodotto locale e UE),
  • istituito una Commissione mista per prevenire pratiche discriminatorie da parte dei monopoli,
  • protetto le indicazioni geografiche,
  • abolito l’obbligo di miscelare prima dell’imbottigliamento i vini importati sfusi con quelli locali,
  • permesso ai produttori UE di etichettare i prodotti importati sfusi con l’indicazione geografica. 


​​​​​​​Opportunità e sfide del mercato canadese

Il Canada garantisce una serie di opportunità per i produttori di vino:

  • il 6° mercato import di vino al mondo,
  • il 5° mercato per l’Italia,
  • il consumo totale è in costante crescita negli ultimi 20 anni,
  • la crescita in valore è maggiore della crescita in volume,
  • ha una popolazione multietnica e multiculturale,
  • c’è sicurezza nei pagamenti (grazie ai monopoli),
  • i consumatori sono curiosi ed i prodotti di nicchia stanno riscuotendo successi.


​​​​​​​Per quanto riguarda le sfide:

  • l’accesso al mercato è limitato dai monopoli,
  • è un mercato frammentato,
  • i costi di marketing sono elevati,
  • il consumatore canadese tende ad incoraggiare i prodotti locali,
  • l’attenzione per l’impronta ecologica è forte
  • la cannabis è legale