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News Lunedi 13 Luglio 2020

Vino sfuso: aumentano i volumi, calano i valori. I dati export / import

The Bulk Wine Club ha pubblicato gli ultimi dati (marzo/aprile 2020) relativi ai 10 maggiori Paesi esportatori ed importatori di vino sfuso e in confezioni di capacità superiore a 10 litri.

di Emanuele Fiorio

Da gennaio 2019 a gennaio 2020, il commercio globale di vino sfuso e in confezioni superiori a 10 litri ha raggiunto i 33,93 milioni di ettolitri, per un totale di 2,472 milioni di euro. Questi dati rappresentano un aumento del 2% in termini di volume, ma un calo del 5,6% in termini di valore. Il prezzo medio è sceso del 7,4% a 73 centesimi al litro in euro.

La Germania è il Paese che acquista di più in volume, mentre il Regno Unito è quello che spende di più in valore.
La Spagna ha perso più di 100 milioni di euro di esportazioni di vino sfuso, nonostante abbia venduto 0,56 milioni di ettolitri in più. L'Italia ha esportato un milione di ettolitri in più, ma ha fatturato quasi 10 milioni di euro in meno.
Nuova Zelanda, Argentina e Ungheria sono i Paesi che hanno aumentato maggiormente le vendite di vino sfuso.
Tra i primi 10 paesi importatori, Stati Uniti, Portogallo e Danimarca sono i mercati che hanno speso di più per il vino sfuso.

ESPORTAZIONI
La Spagna si è consolidata come primo paese esportatore mondiale con un aumento delle vendite del 5,3%, pari a 11,2 milioni di ettolitri. Tuttavia ha anche registrato il crollo più consistente in termini di valore (-18,4%) - con un fatturato di 460 milioni di euro - dal momento che il suo prezzo è sceso a 41 centesimi al litro (-22,5%). In poche parole: La Spagna ha fatturato 104 milioni di euro in meno per l'esportazione di 0,56 milioni di ettolitri in più a causa del raccolto record del 2018.

L'Italia ha registrato un andamento simile a quello della Spagna, anche se più positivo. L'Italia è cresciuta del 26% fino a superare i 4,7 milioni di ettolitri (+1 milione), ma è diminuita del 3% in termini di fatturato, attestandosi a poco meno di 300 milioni di euro (-9,5 milioni). L'Italia rimane il secondo esportatore in termini di volume, seguita dall'Australia (3,47 milioni di ettolitri, -13%). L'Australia continua tuttavia a superare l'Italia in termini di valore, anche se ha fatturato solo 600.000 euro in più rispetto all'Italia, in quanto è scesa del 9% (300,1 milioni di euro).

Il Cile, quarto Paese fornitore, segue un andamento simile a quello della media mondiale: in aumento in volume (+2,3%) ma in calo in valore (-7,3%), a causa dei prezzi più bassi.

La Nuova Zelanda ha acquisito una notevole importanza in quanto è cresciuta del 12% in termini di volume e del 14,5% in valore, dato che ha esportato ad un prezzo medio molto superiore agli altri paesi: 2,28 euro/litro. Seguono Stati Uniti e Francia, entrambi a 1,20 €/litro e l’Australia a 87 centesimi al litro. Gli Stati Uniti hanno ridotto le vendite di vino sfuso, ma più in termini di volume che di valore e sempre negli Stati Uniti, il vino sfuso francese è cresciuto di oltre il 3%.

L'Argentina è leader in termini di crescita a volume (+58,4%) ma con un calo del prezzo del 30,3%, la crescita non è altrettanto entusiasmante in termini di valore (+10,4%).
Nel 2020, va sottolineato l'enorme aumento delle vendite di vino sfuso argentino in Spagna a prezzi stracciati. Le esportazioni dall'Ungheria sono aumentate di circa il 20%. Le esportazioni dal Sudafrica sono diminuite notevolmente.

IMPORTAZIONI

Il Regno Unito domina le importazioni mondiali di vino sfuso in termini di valore, pari a 602 milioni di euro (-1,6%), seguito a distanza dalla Germania (500 milioni di euro, -9,9%).

Tuttavia, la Germania (mercato a minor valore aggiunto rispetto a quello britannico) è chiaramente il primo acquirente in termini di volume con 8,5 milioni di ettolitri (+4%) ad un prezzo medio di 59 centesimi al litro, seguita dalla Francia (5,45 milioni di ettolitri, +2,5%), a un prezzo ancora più basso (47 centesimi al litro). Il Regno Unito si posiziona come terzo acquirente con 5,1 milioni di ettolitri, ad un prezzo medio di 1,18 €/litro, questo spiega la leadership del Regno Unito in termini di valore.

Gli Stati Uniti hanno leggermente diminuito le vendite, mentre le importazioni statunitensi di vino sfuso sono aumentate di oltre il 20% in volume e del 15% in valore. Gli acquisti della Danimarca, mercato ad alto valore aggiunto (prezzo medio: 1,24 €/litro), sono aumentati di circa il 15%. Anche il Portogallo, paese produttore, ha registrato un aumento significativo ma a prezzi molto più bassi.

Il Canada è rimasto stabile in termini di volume importato, ma ha speso il 12% in meno.

Le importazioni russe sono diminuite di circa il 6%, la nuova legge sul vino prevede un futuro buoi per i vini sfusi esteri. La Cina ha diminuito il suo prezzo più di qualsiasi altro mercato (-20%), scendendo del 9,5% in volume e del 28% in valore. Infine, l'Italia ha seguito un andamento simile a quello della Cina, con un calo molto più marcato in termini di valore (-20%) che in volume (-3,5%).