IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Giovedi 04 Febbraio 2016

Vino italiano: la fatica di "emergere" nei mercati emergenti

Cosa sta accadendo nei Paesi BRIC? L’Eldorado è finito, e anche se il mercato vino si difende ancora egregiamente, l’Italia arranca.

di Agnese Ceschi

Vi siete mai chiesti a che punto sono le economie dei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), i mercati delle "Grandi Economie emergenti"? Come stanno andando le importazioni di vino italiano nonostante la crisi di mercato che alcuni di loro a riprese alterne stanno vivendo?
Le ultimissime notizie ci dicono che l’Eldorado dei Paesi emergenti è finito (per ora) e anche se il mercato del vino continua a difendersi egregiamente, l’Italia non brilla per niente. Secondo un recente studio Sace, che ha pubblicato la Mappa dei Rischi 2016 e presentato lo scenario dei rischi per chi esporta e investe all’estero, "il 2016 sancirà la fine dell’era dei BRIC(S) e della rappresentazione degli emergenti come Eldorado - come spiega Roberta Marracino, direttore area studi e comunicazione di Sace -. Sarà un mondo meno piatto e con sensibili differenze all’interno delle singole aree geografiche, di fatto un ritorno allo stato dei mercati pre-2007, ma con maggior complessità e volatilità, che abbiamo chiamato ‘nuovo Old Normal’".
Il quadro fotografato è quello di un mercato più volatile e rischioso, segnato dai prezzi bassi delle materie prime, dall’aumento del debito nei Paesi emergenti e dall’estensione della violenza politica.

Ma come se la stanno cavando in termini di importazioni di vino questi quattro Paesi? Per parlare di questo riprendiamo un interessante studio di Wine Monitor che analizza l’andamento delle importazioni di vino in questi Paesi nel corso dei primi 8 mesi del 2015. 
Il vino si dimostra ancora un mercato dove i numeri girano nonostante la crisi, seppur con qualche "ruota bucata" che rallenta i giri, che in questo momento è rappresentata dalla Russia principalmente. 
Dati complessivi quasi incoraggianti per i 4 mercati che hanno segnato un import aggregato di vino pari a 6,5 milioni di ettolitri, e dunque un incremento complessivo dell’import del vino del 12% (in volume) e di quasi il 22% in euro. La Russia si dimostra l’unico mercato che segna un dato negativo, con una diminuzione degli acquisti di vino estero del 12%, percentuale che in euro arriva al -27% a causa della svalutazione del rublo. La Cina è invece il contrappeso in positivo, con un’incoraggiante crescita e recupero rispetto all’anno passato (+43%), a seguire India (+12%) e Brasile (+2%).

Purtroppo tra tutti i Paesi del mondo, l’Italia non brilla, sia per quanto riguarda il posizionamento acquisito che il trend nell’export più recente. Il peso del prodotto italiano nei primi 8 mesi del 2015 non è arrivato al 9% sul complessivo import aggregato. Complice il crollo della Russia, che per noi rappresenta il primo dei 4 mercati di export considerati, i vini italiani fanno peggio della "media" in quasi tutti i Paesi. Va meglio solo in India, dove la crescita arriva addirittura al +46%, ma stiamo parlando di appena 4.000 ettolitri di vino esportato, di cui quasi il 60% sfuso.
Dal punto di vista delle tipologie importate, gli sparkling e i vini fermi imbottigliato crescono, i primi fino al+43% della Cina, invece in Russia accusano un calo nelle quantità del 12%. Di tutta risposta la Russia continua a dimostrare interesse per il vino italiano e, nonostante la perdita di capacità di acquisto dei propri importatori e consumatori, incrementa gli acquisti di vino in cisterna di oltre il 21% rispetto a quanto fatto nel 2014.