IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Giovedi 09 Settembre 2021

Vino, chi è più influente: Parenti, amici o social media?

Le giovani generazioni sembrano più influenzate dai social media ma amici e parenti restano le fonti più affidabili per informazioni e raccomandazioni sul vino. La strategia migliore si chiama marketing multicanale.

di Emanuele Fiorio

Anche se gli influencer del vino sulle piattaforme social media come TikTok e Instagram stanno diventando sempre più rilevanti, i bevitori regolari di vino in mercati come gli Stati Uniti, la Cina e il Regno Unito continuano a fare più affidamento su amici e familiari come fonti affidabili di informazioni sul vino.

La domanda che sorge spontanea è: i consumatori di vino sono effettivamente sempre più influenzati dai social media e dalle fonti online per trovare suggerimenti e scegliere il vino da acquistare? 

I recenti risultati di Wine Intelligence, mostrano che le tendenze sono sfumate.
In Cina, gli eventi in live streaming legati al vino sono sempre più seguiti. Li Jiaqi, opinion leader con più di 40 milioni di follower su TikTok/Douyin, ad esempio, sembra abbia venduto 20.000 casse di vino da sei bottiglie prodotte da Great Wall in 30 secondi durante un live stream legato al Capodanno cinese nel 2019. Nel frattempo, Viya, una live streamer soprannominata la "Regina di Taobao" con più di 17M di follower, avrebbe venduto 30.000 casse di un altro vino prodotto da Great Wall in un minuto durante una sessione di live streaming sponsorizzato.

Nonostante la potenza di questi influencer, i risultati dell’indagine di Wine Intelligence sui bevitori regolari di vino cinesi sono chiari:

  • il 43% ha nominato amici, familiari e colleghi come fonte più affidabile di informazioni sul vino; 
  • la seconda fonte più affidabile di informazioni sono i siti web delle aziende produttrici (per il 42% dei bevitori cinesi);
  • seguono al terzo posto le informazioni online dei blogger specializzati nel vino ed i commenti sui siti di shopping online;
  • al quarto posto il 34% che indica i social media come fonte affidabile di informazioni.


Tuttavia, la percentuale è aumentata tra i Millennials, ed è questa generazione (piuttosto che i più giovani consumatori della Gen Z) che sta ricercando maggiormente fonti online di informazioni sul vino in Cina. Il 46% dei Millennials dichiara di fidarsi degli esperti online e il 39% dei social media. Solo il 27% dei bevitori di vino della Gen Z ritiene che i social media siano una fonte affidabile.

Lulie Halstead, CEO Wine Intelligence non ha dubbi: "Anche se i social media ed i blogger esperti di vino diventano sempre più importanti tra i bevitori Millennials in Cina, gli amici, la famiglia ed i siti web delle cantine, sono più influenti nel determinare le scelte relative al vino".

Negli Stati Uniti questa percentuale aumenta considerevolmente: il 70% degli intervistati da Wine Intelligence si rivolgono ad amici e parenti per ricevere informazioni e raccomandazioni affidabili sul vino.

Ma il quadro è differente se si tengono in considerazione le generazioni più giovani, come sottolinea Halstead: "La Gen Z nella scelta del vino si affida maggiormente ai social media ed ai consigli online dei blogger esperti piuttosto che alle indicazioni tradizionali di stampa, amici e familiari".

Il 40% dei bevitori regolari di vino negli Stati Uniti ha detto di fidarsi dei social media per quanto riguarda le informazioni e le raccomandazioni sul vino. Quella cifra è salita al 52% per i bevitori più giovani della Gen Z (21-24 anni), che sono significativamente più influenzati dai social media quando si tratta di scelte relative al vino. 

I dati di Wine Intelligence riflettono l'esperienza di Mar Barbera, senior influencer marketing strategist di Colangelo & Partners, agenzia specializzata in food & wine con sede negli Stati Uniti: "Quando l'obiettivo è quello di raggiungere i consumatori di vino per una cantina, o educarli su una determinata regione vinicola, lavoriamo con i 'wine influencer': appassionati di vino con vari gradi di esperienza e di educazione enologica, il cui pubblico cerca consigli sul vino".

"Quando miriamo a raggiungere un pubblico più giovane, collaboriamo per lo più con influencer di lifestyle. I lifestyle influencer sono individui con uno stile di vita desiderabile e una buona estetica, che spesso fanno post sui luoghi che visitano, sui ristoranti che amano o sui prodotti che apprezzano. I loro seguaci sono aperti a queste raccomandazioni perché si fidano del loro gusto e spesso vogliono emulare il loro stile di vita".

David Choi, proprietario di Angel Falls Wines e Magna Carta Cellars nella Napa Valley in California, è anche un wine influencer con più di 220.000 follower su TikTok. Ha iniziato a postare nel tentativo di colmare quello che lui chiama il "grande divario" tra l'industria del vino e i consumatori, che secondo lui possono essere spesso intimiditi dall'argomento.

"Parlo di tutti i vini, ma vedo che il pubblico si orienta verso le fasce di prezzo più basse. Sono bevitori di vino giovani e non molto maturi, i vini che vanno per la maggiore oscillano tra i 10 e i 20 dollari e i post più apprezzati riguardano Riesling, Sauvignon Blanc e Pinot Nero".

Ma “non tutto il mondo è paese”, ad esempio nel Regno Unito solo il 29% dei bevitori regolari di vino si fida dei social media. 
I bevitori Millennial e Gen Z nel Regno Unito non sono più influenzati dai social media rispetto alle altre generazioni di bevitori. I livelli di fiducia nelle informazioni fornite da un blogger o da un esperto di vino si attestano al 40%, ma amici, familiari e colleghi rimangono di gran lunga le fonti di informazione più affidabili per il 75% dei bevitori regolari di vino del Regno Unito.

I dati possono dare un quadro d’insieme frammentato ma, come evidenzia Halstead “suggeriscono che quando i brand di vino, i produttori e i distributori valutano le spese e gli investimenti di marketing, la scelta più consigliabile è un approccio multicanale, anche quando il target sono i bevitori più giovani (Gen Z e Millennials)”.