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News Venerdi 16 Settembre 2022

USA, alcolici: inflazione non spaventa segmento premium

Quale sarà l’impatto dell'inflazione sui consumi di alcolici premium negli USA?

di Emanuele Fiorio

Il consumo di alcolici negli Stati Uniti è stato relativamente stabile negli ultimi 40 anni, nonostante gli alti e bassi dell’economia statunitense: +0,51% CAGR in volume nel periodo 1980-2020. Nel contesto di una congiuntura sfavorevole come quella che stiamo vivendo attualmente, ci si domanda quale sarà l’impatto dell'inflazione sui consumi di alcolici di fascia alta negli Usa.

La logica potrebbe suggerire che, con l'aumento dei prezzi, i consumatori siano spinti a ridimensionare le loro scelte, soprattutto per quanto riguarda gli alcolici che non sono un bene primario. Tuttavia, i dati di IWSR suggeriscono una lettura differente.

Il PIL reale svolge un ruolo significativo nel consumo di alcolici, ma la relazione tra il consumo di alcolici premium ed il reddito disponibile si è indebolita nel corso degli anni. Il 2020 ha rappresentato un'eccezione rispetto a questa tendenza, con un aumento del consumo in volume di alcolici premium nonostante i tassi negativi del PIL. Ciò si è verificato a causa dei lockdown che hanno limitato le possibilità di spesa, portando a un aumento dei volumi e della qualità del consumo domestico.



Qual è l'impatto dell'inflazione sul consumo di birra, vino e distillati negli Stati Uniti?

Quando i prezzi dei distillati aumentano, la crescita dei volumi può essere influenzata negativamente. Questa relazione è molto più forte per i distillati che per il vino o la birra, a causa della gamma di prezzi più ampia e più elevata dei distillati. In altre parole, un aumento del 10% dei prezzi della birra può rappresentare un aumento inferiore a 1 dollaro, non troppo dannoso per determinare le decisioni di acquisto dei consumatori.

La birra sembra invece essere influenzata dalle variazioni di prezzo del vino, l'analisi IWSR mostra che i volumi di birra ed i prezzi del vino sono correlati in una certa misura. I distillati, invece, si sono dimostrati più immuni alla competitività intercategoriale. Non c'è uno schema coerente per il consumo di alcolici premium durante i periodi di recessione; il mercato ha reagito in modo diverso alla premiumisation durante le quattro recessioni più recenti (1991, 2001, 2008 e 2020).

Nel 2020, ad esempio, il segmento premium è stato premiato anche se i dati del PIL erano negativi. Nel 1991, invece, il consumo in volume di alcolici premium è diminuito in un contesto di economia stagnante e di minori opzioni per vini e distillati premium.

In generale, i volumi dei distillati e dei vini del segmento standard continuano a crescere durante le recessioni, mentre quelli di fascia alta presentano maggiori variazioni e mantengono un percorso di crescita dei volumi più lento, ma comunque positivo.

Mitigare i rischi

Sulla base delle tendenze storiche, negli USA l'interesse dei consumatori per gli alcolici di fascia alta dovrebbe mantenersi negli anni successivi a una recessione, lo dimostrano quelle del 2008 e del 2011. Se le previsioni di aprile del FMI su PIL e inflazione si riveleranno corrette, nel 2022 vivremo un altro anno di tensione economica.

Il 2011 ha visto un'impennata del segmento premium. Il PIL era all'1,6%, inferiore all'inflazione al 3,14% ed il tasso di occupazione negli Stati Uniti era in flessione. Tuttavia l'interesse per gli alcolici premium ha iniziato a decollare.

Dunque questa dinamica di premiumisation potrebbe ripetersi nel 2022, tuttavia, diversi fattori esterni influenzeranno la direzione del mercato dato che quest’anno – rispetto al 2020/21 - abbiamo assistito a una spesa più ampia dei consumatori per altre categorie, grazie a minori restrizioni ai viaggi, al ritorno in ufficio e a scuola e a una maggiore socializzazione fuori casa.

In conclusione secondo IWSR negli USA la domanda complessiva di alcolici non dovrebbe aumentare in modo significativo nei prossimi anni ma neppure subire flessioni pesanti e repentine. Pertanto, la diversificazione del portafoglio e l'aumento degli investimenti potrebbero rappresentare le leve più proficue per i produttori, una strategia necessaria per mantenere l'interesse dei consumatori e gestire il rischio.