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News Giovedi 20 Gennaio 2022

Trend di consumo 2022: fra buoni propositi effimeri e tendenze di mercato durature

Alla luce della sua ultima ricerca di mercato, la nota società di targeting GWI condivide le sue riflessioni sulle abitudini d’acquisto dei consumatori di tutto il mondo, delineando un quadro di previsioni per il 2022.

di Sara Migliorini

Dato l’anno impegnativo appena trascorso, il fascino di scrivere una lista di buone intenzioni per il 2022 è più forte che mai: ma quali sono i propositi che arrivano per restare e quali, invece, sono solo idee sporadiche?
Lo svela Katie Gilsenan, Consumer Insights Manager di GWI, presentando i risultati dell’ultima ricerca di mercato condotta dalla nota società di ricerca.

Sebbene non tutti lo riconoscano, i buoni propositi per l’anno nuovo non sono solo un frivolo passatempo: sono un’indicazione utile e preziosa sullo stato d'animo dei consumatori e su quali siano le loro priorità per l'anno a venire.

 

Le priorità dei consumatori

Analizzando la ricerca “Zeitgeist” condotta da GWI a novembre, è possibile evidenziare gli elementi che compaiono in cima alla lista delle priorità dei partecipanti al sondaggio. Non è un caso, ad esempio, che le prime 5 intenzioni indicate dai consumatori come “prioritarie” riguardino l’acquisire nuove competenze o il cambiare certi aspetti delle loro vite introducendo delle novità (come mangiare in modo più sano, imparare cose nuove o trascorrere più tempo con la famiglia e gli amici). Questi, dunque, i primi 5 propositi indicati dai partecipanti:

  1. Mangiare cibo più sano
  2. Acquisire nuove competenze o imparare nuovi hobby
  3. Risparmiare più soldi
  4. Concentrarsi sulla salute mentale
  5. Passare più tempo con familiari ed amici.

Gli ultimi 5 propositi sono ugualmente significativi:

  1. Consumare meno carne e prodotti di origine animale
  2. Trovare un/a partner
  3. Fare del volontariato
  4. Guardare meno televisione
  5. Bere meno alcol

Come spiega Gilsenan, molte ricerche condotte da GWI negli anni passati hanno dimostrato che eliminare cattive abitudini o evitare determinati comportamenti sono propositi che si rivelano più fallimentari rispetto ad adottare abitudini nuove o introdurre delle novità nella propria vita. Aggiungere elementi positivi è dunque meglio di togliere elementi negativi, secondo le indagini.
Ciò, fra le altre cose, sottolinea l'importanza di fissare obiettivi realistici e gratificanti: un proposito, infatti, non dovrebbe prendere le sembianze di una punizione o di un lavoro faticoso.

Resta da capire come si inserisce il vino in questo contesto di riduzione del consumo di alcolici: molti intervistati, infatti, riferiscono di voler virare verso opzioni no- o low-alcohol per raggiungere uno stile di vita più salutare, in cui il benessere possa convivere con il piacere di avere nel bicchiere una bevanda appagante. Come possono inserirsi i brand di vino in queste nuove dinamiche di acquisto?

La pandemia ha spinto molte persone a rivalutare le proprie priorità e a capire cosa le rende veramente felici, portandole ad essere (secondo Gilsenan) più sensibili a temi relativi al significato di prodotti ed esperienze. Per i brand, il consiglio è quello di appoggiarsi alla mentalità positiva dei consumatori riguardo a comportamenti sani e consapevoli per riuscire a coinvolgerli nella propria filosofia aziendale.

 

Viaggiare di più

Negli USA e nel Regno Unito, “viaggiare di più” è il proposito che ha visto il maggiore aumento di popolarità fra i partecipanti al sondaggio durante l’ultimo anno. Il 36% di questo gruppo afferma che viaggiare di più sia uno dei propri buoni propositi per il nuovo anno; un aumento significativo rispetto al 29% del 2020.
Come illustrato in una recente ricerca dell'ABTA, recuperare i viaggi persi durante la pandemia è una tendenza che sta emergendo sempre di più fra i consumatori.

A livello globale, l'ottimismo relativo alle finanze personali è cresciuto rispetto allo scorso anno, raggiungendo il 57% dei partecipanti nel terzo trimestre del 2021. Inoltre, quasi il 40% dei consumatori in 7 mercati afferma che la cura personale (fisica e mentale) sia diventata più importante per loro nell'ultimo anno. Questa maggiore fiducia finanziaria e personale, unita al bisogno di avventura e al desiderio di concedersi il lusso, favorirà i brand che nel 2022 sapranno interpretare i bisogni dei consumatori ed intercettare le loro necessità.

 

Salute mentale e cura personale

I dati emersi dalle ricerche di GWI in USA evidenziano che ansia e stress sono aumentati trasversalmente in tutte le generazioni durante l’ultimo anno, colpendo maggiormente i giovani. Non c'è da stupirsi, quindi, che le buone intenzioni incentrate sullo stare bene (come concentrarsi sulla salute mentale) facciano parte dei primi 5 propositi.

Per i brand, questo si traduce nella necessità di garantire che messaggi e campagne siano positivi e motivanti, senza dimenticare che, nel 2022, vincerà chi troverà il modo di arricchire la vita dei consumatori senza togliere loro nulla.