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News Venerdi 27 Marzo 2015

Terremoto Russia: sarà un 2015 duro

La Russia è un mercato conosciuto che sta per affrontare nel 2015 uno dei terremoti più importanti della storia recente

Wine Meridian ha partecipato al convegno, organizzato da Vinitaly International, "What do Italian producers need to know about the Russian wine market today?" . Un incontro che ha cercato di raccontare le previsioni future e ha dato qualche consiglio ai produttori italiani. "Il mercato russo è uno dei più grandi d’Europa, registra un consumo medio di 9 litri di vino per persona all’anno contro i 2 litri di 20 anni fa. Il vino rimane comunque al terzo posto come consumi dopo birra e superalcolici, ma negli ultimi anni ha rivelato grandi potenzialità. L’Italia si assesta al terzo posto come Paese che esporta in Russia e al primo posto come fornitore di vini frizzanti, con 25 milioni di litri l’anno" dice Alexander Siderov, giornalista e direttore di Drinktime. Il 2015 si prefigura un anno nero per la Russia. Un terremoto politico ed economico è in corso: il PIL previsto segnerà un -3%, il tenore di vita raggiungerà un -40% e di conseguenza calerà anche il potere di spesa dei russi. Gli esperti preparano i produttori italiani ad una discesa verticale dei consumi e dei profitti, con una rassicurazione. "Il mercato è destinato a crescere tra qualche anno e dunque si tratta solo di avere pazienza e di mantenere le relazioni commerciali per tempi migliori. Un elemento è fondamentale per dimostrare questo: il popolo russo è un popolo di bevitori e non smetterà mai di farlo. Forse cercherà vini a prezzi più contenuti, ma non smetterà mai di consumare vino" Anatoly Korneev, vicepresidente di Simple. Secondo Vladislav Volkov "I prossimi due anni non porteranno profitti. Il mio consiglio ai produttori italiani è di mantenere il mercato, trovando delle soluzioni con gli importatori". La difficoltà più grande di fronte a questa recessione è che il mercato russo è molto tradizionale, chiuso alle varietà, legato ai top brand consolidati e storici. Dunque strada sbarrata per le aziende meno conosciute in Russia che intendano aumentare la promozione in questo Paese, cautela, consigliano gli esperti, almeno per qualche anno. Nonostante le più nere previsioni, il pessimismo lascia spazio alla speranza che la crisi passi più in fretta possibile.