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News Lunedi 23 Febbraio 2015

Sempre più bollicine sul mercato Usa, e se fosse tempo per il metodo classico?

Nel 2014 il mercato del vino negli Usa si è chiuso con una crescita dello 0,3%, ma si sale al 3% se si considerano gli sparkling wine e al 6,6% se consideriamo solo le bollicine da importazione dove quelle italiane, Prosecco in primis, guidano l’ascesa. Forse i tempi sono maturi per una maggiore campagna promozionale del metodo classico italiano

di Fabio Piccoli

foto made in vino
Secondo gli ultimi dati di Us Wine Market Impact Databank, il 2014 si è chiuso per il mercato del vino negli Stati Uniti con una piccola crescita dello 0,3% raggiungendo un volume complessivo di 321,8 milioni di casse che tradotto in bottiglie significa la considerevole cifra di quasi 3 miliardi di bottiglie.
Se si guarda però solo la categoria degli sparkling i dati sono molto più incoraggianti con un complessivo aumento del 3% che tradotto significa 16 milioni di casse (ben 144 milioni di bottiglie).
Ma il dato diventa ancor più interessante se si guardano le "bollicine" importate negli Usa e qui la crescita è di ben il 6,6%, aumento che ha consentito di raggiungere il considerevole numero di 7,1 milioni di casse, circa 64 milioni di bottiglie.
E si tratta di una crescita guidata soprattutto dalle bollicine made in Italy anche se le vendite di Champagne hanno dato importanti segnali di ripresa (circa +3,5%) rispetto ad un disastroso 2013.
E’ abbastanza evidente e ormai notorio che il principale driver di questa crescita degli sparkling negli Usa ha un nome preciso, Prosecco. Il Prosecco ormai rappresenta circa il 5% del mercato del vino statunitense, un dato impensabile fino a pochi anni fa.
Ma a questo punto la domanda nasce spontanea: se il Prosecco ha così aperto la via ai consumi di bollicine negli Usa perché non provare ad aumentare, su questa scia, anche le vendite di metodo classico?
Noi saremo anche degli illusi ma pensiamo che oltre all’ottimo lavoro che possono fare le aziende pensiamo molto possano fare i territori di produzione del metodo classico a partire da Franciacorta e Trentodoc. Qualcosa è vero si sta già facendo ma ci sembra francamente ancora troppo poco e forse potrebbe non essere così campata in aria qualche azione comune proprio sulla promozione del metodo classico italiano nel suo complesso.
Anche in nostri recenti viaggi negli Usa, perfino tra taluni addetti ai lavori, di fronte a degustazioni di ottimi Trentodoc o Franciacorta ci è stato chiesto se erano Prosecchi e alla nostra domanda se conoscevano la differenza tra Charmat e Metodo Classico la risposta erano sorrisini imbarazzati.
Ma fare squadra sul metodo classico italiano all’estero ci sembra uno dei tanti bei sogni di Wine Meridian, che non smetteremo comunque di fare.