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News Mercoledi 18 Maggio 2022

ProWein 2022: slancio e voglia di ripartire

Ci siamo confrontati con tanti produttori, sono emersi un forte desiderio di ripartire ma anche la speranza disattesa che fosse tutto come prima.

di Riccardo Bertazzoni

Dopo aver intervistato decine di imprenditori del vino durante questi giorni di ProWein, abbiamo registrato opinioni molto eterogenee sull’andamento e sulle aspettative rispetto a questo importante appuntamento internazionale. Tuttavia il denominatore che accomuna il pensiero di tutti i professionisti può essere sintetizzato in una parola: “ripartenza”.

Una ripartenza diversa rispetto a quella che abbiamo raccontato durante il Vinitaly, dato che ProWein ha registrato una platea più ampia rispetto alla fiera italiana in termini di provenienza degli espositori.
Chiaramente non tutti i player sono stati pienamente soddisfatti, non tutti hanno espresso pareri favorevoli su ProWein 2022, ma una cosa è certa: durante la fiera la sensazione diffusa è stata quella di aver lasciato alle spalle gli anni bui della pandemia ed, erroneamente, le atrocità della guerra in corso.

ProWein era immersa in una bolla che la separava dal mondo esterno, lo testimoniano alcuni elementi particolari: la totale assenza di mascherine, la presenza non solo di espositori ucraini ma anche di importatori russi, come ci ha rivelato Giovanni Brumat, Export Manager di Cantina Toblino, testimone della presenza degli importatori russi che sono riusciti a raggiungere la Germania pur senza l’appoggio delle compagnie aeree europee.

Tuttavia parlando con tanti produttori, sono emersi un forte desiderio di ripartire con grande slancio ma anche una preparazione parziale e la speranza disattesa che fosse tutto come prima. Questo quadro generale ha lasciato gli espositori lievemente spaesati, una reazione comprensibile dopo più di due anni di chiusure per gli eventi in presenza di questa caratura.

Chiaramente c’è chi è arrivato preparato, con agende programmate a ritmi serrati, come il Titolare di Villa Canestrari Francesco Bonuzzi, che ha raccontato di non aver riscontrato differenze sostanziali rispetto alle precedenti edizioni, proprio in virtù della buona organizzazione degli appuntamenti.
Nonostante la situazione in parte problematica, l’atmosfera generale percepita è stata di estremo ottimismo. Nonostante i danni della pandemia a livello sociale ed economico, le vendite di vino non si sono fermate e in tanti casi i volumi ed i valori sono aumentati. Un esempio emblematico è stato quello dell’azienda Villa Sandi, il titolare Giancarlo Moretti Polegato ci ha confermato un aumento del fatturato del 31% nel primo quadrimestre di quest’anno.

Nonostante il clima un po’ “fiacco” di questa edizione di ProWein, tutti gli imprenditori ed i manager intervistati hanno evidenziato l’importanza di aver respirato questa voglia di ricominciare. In poco tempo è cambiato tutto e, come prima esperienza, è stato fondamentale essere presenti e riabituarsi a questo genere di eventi. 
Nei prossimi mesi sarà compito di ogni singolo player capire come si siano evolute le fiere, al pari di tutte le altre sfere della vita professionale negli ultimi due anni.