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News Lunedi 21 Gennaio 2019

Oltre il Bio, la visione di Tenuta Montemagno che esalta i vitigni autoctoni

Produzione sostenibile e territorio incontaminato sono gli ingredienti base dell’azienda piemontese che punta a sposare i mercati del mondo. Come? Grazie al rapporto con la cucina italiana all’estero

Trattiamo spesso di vitigni autoctoni e della loro promozione sui mercati internazionali. Poche aziende, specie se di ridotte dimensioni, riescono a far emergere il valore dei propri territori in Italia e all’estero, questo perché trovare la giusta chiave di promozione senza risultare scontati non è cosa semplice, ma certo non impossibile.
Prima di guardare al futuro e di concentrarci solo sui buoni propositi per il 2019, facciamo un passo indietro e andiamo ad esaltare un case history che riteniamo di grande ispirazione per tutte quelle piccole e medie imprese che puntano a crescere sui mercati del mondo, ma sono alla ricerca della strada giusta da percorrere.

Prima di tutto però, un po’ di background.
Tenuta Montemagno sorge sulle fondamenta di un antico casale del XVI secolo, sulle colline piemontesi del Monferrato. L’azienda dispone di 100 ettari, di cui venti vitati (il resto sono a noccioleto e a seminativo, con il girasole protagonista) che racchiudono i principali cru piemontesi: la Barbera d’Asti, il Grignolino d’Asti, il Ruché di Castagnole Monferrato e la Malvasia di Casorzo. La particolarità e, anzi, unicità di questi terreni è che si tratta di un territorio totalmente incontaminato, senza altre produzioni vicine e soprattutto una zona che mai ha ospitato altre colture in passato.

Da questi elementi nasce il progetto "Oltre il Bio", al quale ci ha introdotti Tiziano Barea,  Presidente di Tenuta Montemagno.
Tenuta Montemagno è, grazie alla sua produzione sostenibile tramite il Metodo TM e la ricerca costante del valore vincente e della qualità, l’esempio di un marketing del territorio, ma soprattutto, di un marketing identitario ben riuscito.

Cos’è il progetto Oltre il Bio?
Letteralmente, come il nome suggerisce, si tratta di una sommatoria di obiettivi che vogliono andare oltre il concetto di biologico ed esaltare veramente la sostenibilità. La produzione dei vini dell’azienda infatti va oltre i limiti imposti dalla certificazione "bio", che attribuisce il "bollino verde". Il territorio incontaminato da colture nei secoli, permette una produzione a bassissima percentuale di solfiti per tutte le etichette, esaltando il terroir di ogni cru della zona, producendo vini di qualità che raccontino una storia di sostenibilità e accuratezza.
Ma non si tratta solamente di puri tecnicismi produttivi: Oltre il Bio è la carta da giocare sui mercati, a livello di comunicazione, selezionando un target di consumatori attenti e alla ricerca di storie sostenibili, ma che siano vere, non solo frutto di una tendenza degli ultimi anni verso la produzione "più green".

Quali sono stati i mercati più ricettivi?
Sicuramente quelli del Nord Europa, i più legati al concetto di biologico, organico e biodinamico. E poi gli Stati Uniti, dove siamo stati attenti a ricercare distributori che diventassero nostri partner, che condividessero i nostri valori, così da poter raccontare al meglio il prodotto, andando oltre alle sole etichette.

E nei mercati meno educati e consapevoli? Come siete riusciti a promuovere il marketing del territorio?
Crediamo molto nel potenziale del rapporto fra vino e cucina italiana nel mondo. Se pensiamo al numero di ristoranti italiani all’estero, è ancora incredibile che non si investa troppo nel comunicare con il mondo della ristorazione, uno fra i principali punti di incontro per i consumatori con il prodotto. Durante quest’anno abbiamo investito molto per orientare la produzione dell’azienda verso una comunicazione migliore ai ristoranti. L’abbinamento al piatto ha un potenziale troppo spesso sottovalutato, è invece un ottimo mezzo di promozione dei territori e dei vitigni autoctoni, un momento di riflessione e apprendimento per il cliente che avrà modo di ricordare ed apprezzare il prodotto, grazie all’esperienza di degustazione.

Con il 2019 l’obiettivo è continuare su questa linea, esaltare la cucina e il vino nella loro unione in matrimonio, puntando sull’esperienza culinaria come mezzo di promozione, per confermare alcuni clienti e mercati e per raggiungerne sempre di nuovi.