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News Lunedi 09 Marzo 2015

Sarà l’Italia nel 2016 la regina del Vancouver International Wine Festival

Nell'edizione appena conclusa 16 aziende italiane hanno fatto un lungo viaggio per Vancouver portando orgogliosamente la bandiera italiana

di Michaela Morris

La 37esima edizione del Vancouver International Wine Festival ha proposto come Paese protagonista l’Australia e il vitigno Syrah/Shiraz. Ciò non ha tolto ai vini italiani la possibilità di farsi notare. Anzi, 16 aziende italiane hanno fatto un lungo viaggio per Vancouver portando orgogliosamente la bandiera italiana. Produttori da Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia e Veneto hanno formato un piccolo, ma compatto gruppo in un angolo dalla grand tasting room.
Nonostante sulla carta potesse sembrare sfavorita, la compagine italiana ha richiamato una lunga coda di assaggiatori e operatori del settore. I Prosecco preferiti (Anna Spinato, Collavini, Giusti and Mionetto) e gli Amarone (Montresor, Monte del Frà, Sant’Antonio and Zenato) hanno avuto un inaspettato successo. Al banco d’assaggio del Barolo sono finite addirittura le bottiglie. Gli assaggiatori andavano anche oltre i nomi più conosciuti per provare i meno conosciuti Pagadebit Romagna DOC e Nerello Mascalese dalla Sicilia. Infine anche il Lambrusco ha iniziato a sedurre i consumatori canadesi.
Cosa ne pensano del Festival i produttori? Il direttore commerciale di Damilano Maurizio Arduino vede il Vancouver International Wine Festival come "un festival molto importante dove la gente ormai riconosce il nostro marchio". Marica Bonomo di Monte del Frà è una sostenitrice del British Columbia market e dice che "la cultura del vino italiano è cresciuta". Il direttore marketing di Rocca delle Macìe, Marco Toti, ha osservato che vi è "una buona conoscenza soprattutto nel settore del commercio".
Per quanto riguarda i consumatori presenti, Toti osserva che, nonostante la scarsa informazione, si approcciano al vino italiano con grande entusiasmo. Mentre Serena Fraccaroli, direttore marketing di Cantine Riondo, dice che "le persone sono interessate a conoscere". Certamente i partecipanti confondevano spesso Barolo e Amarone, ma i pazienti e generosi produttori italiani hanno saputo prendersi il tempo di spiegare la differenza tra i vini e indirizzare le persone su dove poterli gustare ed acquistare. "È incredibile la loro curiosità per le diverse varietà e regioni italiane. Educare i consumatori è molto importante" ha commentato Nicole Poggi, che si occupa di branding e di export per Poderi Nespoli. Questo è sicuramente il prossimo passo per l'Italia se vuole capitalizzare il successo attuale. E l’opportunità è lì, dietro l’angolo. Infatti, alla fine del festival, è stato annunciato ufficialmente il Paese protagonista del 2016: sarà l’Italia.