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News Lunedi 19 Aprile 2021

Le nuove opportunità per i vini no/low alcohol

La ricerca IWSR riporta i trend legati ai no/low alcohol in crescita grazie a tematiche come il benessere, la salute e lo sport.

di Matilde Anghinoni

Source: Harpoon Brewery

La categoria no/low alcohol, secondo una recente ricerca di IWSR, occupa una quota di mercato pari al 3%. Lo studio ha preso in considerazione i 10 paesi trainanti del trend NOLO che, insieme, occupano una quota di mercato del 75%: Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone, Sud Africa, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante il leggero sviluppo rispetto al 2019 (+1%), IWSR riporta un’aspettativa di crescita del 31% entro il 2024.  

La ricerca, inoltre, ha individuato importanti opportunità per la categoria no/low alcohol che riguardano soprattutto i luoghi di vendita e distribuzione delle bevande: 

  • Sviluppo della presenza nei canali on-trade tradizionali. 

  • Entrata, da parte delle aziende, in luoghi non tradizionali. 

 

Una delle dimostrazioni di come la categoria si stia sviluppando è la nascita di pub alcohol-free come, ad esempio, BrewDog AF, la prima birreria analcolica del mondo. Ha aperto a Londra nel 2019, più precisamente durante il Dry January, campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcool proposta per la prima volta nel 2012 dalla Alcohol Change Uk. A Dublino, invece, il Virgin Mary offre un menu di mocktail, birre e vini alcohol free. 

La categoria no/low alcohol deve il suo sviluppo anche alla sempre maggiore importanza nei riguardi di salute e benessere. Secondo IWSR, i consumatori, infatti, scelgono i NOLO per evitare gli effetti dell’alcol e preferiscono la moderazione all’astensione. Il 58% preferisce passare da bevande NOLO ad altre alcoliche durante la stessa occasione e solamente il 14% non consuma mai alcolici.  

Gli Stati Uniti sono un chiaro esempio del maggiore interesse verso il wellness. Nel 2020, nonostante le chiusure legate alla pandemia, hanno registrato un incremento del 30% del consumo di bevande no/low alcohol. Come riporta Forbes, la crescita è dovuta soprattutto ai millennials, che incidono per il 42% sugli acquisiti NOLO.   

È in quest’ottica che alcuni brand stanno espandendo i propri spazi di vendita a luoghi non tradizionali: spa, palestre, club e persino negozi di vario tipo come fioristi.  

“Stiamo cercando spa, ateliers e negozi di parrucchieri perché c’è un forte legame tra la categoria NOLO e i temi di salute e benessere. Anche gli eventi sportivi e i cinema drive-in sono luoghi che prendiamo in considerazione, così come esperienze ed eventi durante i quali l’alcol non è appropriato. Gli organizzatori, però, rimangono comunque alla ricerca di prodotti premium”, ha spiegato Paul Mathew, fondatore dell’aperitivo analcolico Everleaf, a IWSR.  

Negli Stati Uniti il legame tra sport e bevande no/low alcohol si fa sempre più sentire. Alcuni brand stanno, ad esempio, aggiungendo vitamine ai lori prodotti. Tra questi Harpoon Brewery, Sufferfest Beer Company e Zelus Beer Company, società che si sono focalizzate in uno specifico mercato di nicchia. Vendono birre fortemente indirizzate al pubblico sportivo e  stanno sviluppando numerose campagne marketing mirate.