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News Mercoledi 10 Marzo 2021

L’Europa del vino: grande sofferenza per l’Horeca, ma rimane elevato il consumo privato

Abbiamo intervistato i buyer dei mercati europei key player nella compravendita del vino italiano. Nonostante la chiusura dei ristoranti, si fa largo il consumo privato che predilige sempre più i vini di qualità.

di Roxana Zeca

Il network con gli importatori, realizzato con la collaborazione di Michèle Shah nel suo Speedtasting digitale, ci ha permesso di avere una chiara e pratica prospettiva sui mercati del vino globali: dall’Asia all’America. 

Questa volta ci siamo focalizzati sui mercati più simili al nostro, sia per vicinanza che per economia, cercando di capire come si stanno muovendo gli importatori provenienti da Francia, Regno Unito, Polonia, Danimarca, Germania e Austria,

Quando pensiamo alla situazione in cui versa il mercato del vino italiano, ci sembra che gli altri Paesi abbiano sempre un vantaggio. La nostra intervista ai buyer europei ci ha permesso di rivalutare questo pensiero, in quanto, esattamente come in Italia, anche negli altri mercati europei, vige più o meno la stessa situazione, se non peggiore in alcuni casi. 

Questo permette di comprendere maggiormente l’importanza di creare un network coeso tra gli operatori del settore, in modo da avere una percezione diretta delle dinamiche che si stanno evolvendo in tutta Europa. 

Dalla Polonia, al Regno Unito, alla Germania si è riscontrata, infatti, una crescita ingente delle vendite di vino tramite il settore retail a causa di una chiusura prolungata dei ristoranti. Tante, inoltre, le aziende che hanno riconvertito la propria distribuzione, ampliando le vendite e-commerce e cercando di arrivare direttamente ai consumatori finali. Privati che, costretti ad una chiusura forzata, detengono ora maggior disponibilità finanziaria, e che pertanto continuano in maniera preponderante a consumare vino, nonostante i pochi momenti conviviali. 

Ad esempio, nel Regno Unito, un mercato già in difficoltà a causa della recente Brexit e della situazione Covid-19 nefasta, troviamo un settore Horeca che attualmente lavora al 20% della sua capacità, come rivelato da Adam Marshall.

La chiusura quasi totale del settore on-premise, inoltre, ha permesso un ingente incremento delle vendite tramite il settore retail. Un nota interessante è che, il boom dei retail stores, ha portato a migliorare la percezione da parte dei consumatori per i vini che si acquistano al supermercato. 

I consumatori, infatti, stanno iniziando a scoprire che si possono comprare vini di qualità così come al ristorante anche nel settore retail, deducendo, pertanto, anche un incremento della capacità di spesa, prediligendo vini di una fascia più alta. 

Situazione più difficoltosa per la Francia, come rivelato dal buyer francese, la cui azienda lavora principalmente con il settore Horeca. A causa della chiusura dei ristoranti per diversi mesi, si è resa necessaria una riconversione dell’attività tramite e-commerce che sta permettendo di rientrare dalle perdite. In particolar modo si è cercato di vendere direttamente al cliente finale, le vendite i privati, infatti, stanno continuando ad essere uno dei settori più redditizi accanto al retail. 

La strategia di effettuare vendite direttamente ai consumatori privati, è stata una strategia utilizzata anche dalle grandi case produttrici francesi, che viste dalla necessità di ampliare le vendite specialmente delle vecchie annate, hanno organizzato numerosi tasting ed incontri online direttamente coi consumatori. 

Un incremento del consumo casalingo si è riscontrato anche in Austria ed in Germania, dove le rigide restrizioni non permettono ancora l’apertura degli wine shop e delle attività. 

Anche Claude Fantoli, dalla Svizzera, ci conferma che la sua azienda BM Vins Fins, che nonostante la perdite delle vendite on-trade a causa della chiusura totale in tutti i Lander, sta continuando a lavorare positivamente grazie alle vendite private. 

Situazione diversa per i Paesi nordici, dove il Monopolio di Stato detiene un ferreo controllo sulle vendite degli alcolici. In Norvegia ed in Svezia, ad esempio, le vendite in termini di volume non stanno riscontrando grosse perdite, nonostante il settore Horeca sia completamente chiuso. 

Tuttavia, il controllo statale non sta più concedendo l’opportunità di effettuare incontri b2b e questo va a penalizzare i nuovi produttori e le nuove proposte.

Situazione più ottimistica per il mercato della Danimarca, che sempre controllato dal monopolio statale, ha visto un ingente crescita delle vendite tramite il retail stores. Permesse, inoltre, le degustazioni e gli incontri fino ad un massimo di 5 partecipanti. 

Il consiglio che viene dato dai buyer, per i produttori italiani che si voglio interfacciare ai mercati del Nord, è quello di affidarsi alle vendite ed alla distribuzione tramite il Monopolio di Stato, che seppur più complicato in termini di documentazione e approvazione, si rivela al momento attuale uno tra i metodi più efficaci per avere una distribuzione sicura dei propri vini. 

Anche dalla Polonia le notizie che giungono sono generalmente positive. Qui, come in tutta Europa, si assiste ad settore Horeca altamente sofferente, Tuttavia, i vini italiani si caratterizzano tra i più popolari sul mercato polacco e le pressioni per la riapertura dell’Horeca fanno percepire prospettive interessanti per i prossimi mesi. 

Riassumendo, il mercato europeo, seppur in seria difficoltà a causa della chiusura dell’Horeca, settore molto importante per la vendita di vini, sta evidenziando una buona resilienza. Riconvertire la propria struttura distributiva, ampliare le vendite tramite l’e-commerce e vendere direttamente al consumatore finale, sono tutti segni di un settore vinicolo che, nonostante le difficoltà del caso, sta cercando di mantenersi dinamico e proattivo in attesa di una ripresa effettiva.