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News Martedi 19 Gennaio 2021

L’e-commerce del vino va in Rete, con un importante sostegno fiscale

Saranno incentivate le piattaforme online per la vendita online realizzate da reti di imprese agricole con un focus sulle vendite all’estero.

di Luca Castagnetti

Il lockdown ha come noto accelerato la crescita delle vendite online di vino, portando incrementi a doppia cifra degli acquisti fatti sulle principali piattaforme market place (Tannico, Vivino, Vino 75 ed altre) così come sulle piattaforme proprietarie delle singole cantine.

Non è un caso se un colosso imprenditoriale quale Gruppo Campari abbia scommesso nel settore acquistando una quota rilevante di Tannico.

L’accelerazione generata dalla emergenza Covid peraltro, secondo molti operatori, è destinata a generare un cambiamento comportamentale stabile; vale a dire che, a fronte dei canali tradizionali che, una fuori dalla crisi pandemica, auspicabilmente presto, riespanderanno la propria portata, compressa dalle misure anti-contagio, il canale online è destinato ad avere un ruolo strategico anche al di là dell’emergenza attuale.

È opportuno quindi che ogni cantina includa nelle proprie strategie di sviluppo uno spazio dedicato a questo importante canale di vendita.

Un canale e-commerce, tuttavia, non si improvvisa, e, sulla scorta delle esperienze che stiamo seguendo da vicino, sentiamo di poter indicare alcuni requisiti necessari ad elaborare una strategia di successo nell’e-commerce.

Un catalogo prodotti ampio, anzitutto, rappresenta un pre-requisito per conferire al nostro market place; ciò vale sia con riferimento a siti aziendali, sia a market place di rete.

La nostra esperienza ci dice che spesso le imprese cercano compagni di Rete proprio in base alla possibilità di completare la propria gamma di prodotti, e potersi presentare sul mercato – italiano ed estero – con un numero di etichette apprezzabile, una varietà di tipologie di vino completa e un parco-vitigni di ampio respiro. Capita di assistere Retisti che si scelgono ai 4 angoli dello stivale allo scopo principale di comporre un’offerta in grado di attrarre il consumatore estero con il giusto mix di bollicine, bianchi immediati, bianchi strutturati, rosati, rossi con diverso grado evolutivo e vini dolci.

La capacità di confezionare una esperienza di acquisto facile, accompagnata da una logistica efficiente, sembra essere altro elemento capace di fare la differenza tra una proposta di successo e una che stenta a decollare, come pure la costruzione di una piattaforma che sia in grado di servire anche i mercati stranieri.

 

Non a caso, sono questi i requisiti che la stessa legge recentemente approvata richiede per l’ottenimento di un credito di imposta del 40% sugli investimenti effettuati. Raramente un provvedimento di aiuto ha centrato così bene un esigenza aziendale; ne va, in questo caso, della competitività dell’azienda.  Ma vediamo in contenuto della norma.

Gli investimenti agevolati sono quelli connessi alla realizzazione di infrastrutture informatiche per il potenziamento del commercio elettronico; al miglioramento delle potenzialità di vendita a distanza a clienti finali residenti fuori del territorio nazionale; alla creazione di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri; alla stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell'assolvimento degli oneri fiscali e per le attività e i progetti legati all'incremento delle esportazioni.

Il credito d’imposta viene concesso nella misura del 40% degli investimenti 2021-2022-2023 con un massimo di credito di euro 50.000, riferibile ad un investimento di euro 125.000.

I soggetti destinatari della norma sono le Reti di imprese agricole e agroalimentari costituite ai sensi della legge 9 aprile 2009, n. 33, le Cooperative, i Consorzi, le imprese aderenti ai disciplinari delle “strade del vino”.

Le reti agricole si candidano ad essere le protagoniste di questa misura, in quanto possono affiancare la flessibilità della rete di impresa alla esistenza di un soggetto giuridico capace di muoversi nel mercato. Riteniamo infatti che per la particolarità delle attività previste in questa agevolazione siano preferibili le reti “soggetto”: contratti di rete che scelgono di avere una soggettività giuridica propria. Le complessità fiscali legate alle vendite a distanza sul territorio nazionale e ancor più sul territorio internazionale richiedono infatti una impostazione giuridica e fiscale molto precisa.

Ricordiamo infine che il 1° luglio del 2021 entreranno in vigore nuove norme  IVA per le vendite a distanza nei Paesi UE; ogni progetto organico che si occupi di strutturare tali attività potrà conseguire vantaggi competitivi significativi nei mesi che caratterizzeranno l’era “post Covid”.

 

Se desideri approfondire il tema sfruttando le opportunità offerte dalla normativa puoi scriverci a  redazione@winemeridian.com. Esamineremo insieme le possibilità che si aprono per il tuo business.