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News Mercoledi 11 Maggio 2022

Italia, enoturismo: principali misure per il rilancio

Identificare punti di forza e debolezza dell’enoturismo italiano per tradurre presupposti e obiettivi in misure concrete.

di Emanuele Fiorio

Nomisma Wine Monitor ha voluto predisporre uno strumento permanente di monitoraggio, realizzando un osservatorio annuale nazionale sul turismo del vino in Italia. Un progetto richiesto dal mondo imprenditoriale, dato che sei aziende su dieci ritengono rilevante il monitoraggio dell’evoluzione dell’enoturismo attraverso la creazione di un osservatorio dedicato a livello nazionale.

L’obiettivo è restituire un quadro completo sul fenomeno enoturistico in Italia attraverso l’analisi di 2 target:

  • le aziende vitivinicole italiane,
  • i Comuni aderenti a Città del Vino.


Il sondaggio di Nomisma Wine Monitor è utile a soandare la situazione attuale per identificare obiettivi e misure volte a raggiungerli.

Quali sono i punti di forza e di debolezza dell’enoturismo in Italia?
Secondo l’indagine di Nomisma, i 3 principali punti di forza sono:

  • la varietà dei vitigni e dei vini,
  • il paesaggio e la bellezza dei territori,
  • la varietà e qualità dei prodotti gastronomici.


Le 3 principali aree di miglioramento riguardano:

  • la formazione del personale enoturistico in ambito informatico,
  • l’organizzazione dei servizi turistici,
  • la capacità di accogliere gli enoturisti stranieri.


​​​​​​​Obiettivi e fattori chiave​​​​​​​
La governance del territorio è un altro aspetto cardine nell’ottica di potenziare l’enoturismo italiano. Il fattore chiave per il rilancio del turismo del vino che è emerso dal sondaggio riguarda la programmazione e la gestione della sostenibilità (ambientale, sociale ed economica). In questo senso, tre Comuni su dieci hanno attivato progetti per la produzione di energie rinnovabili a favore del territorio, mentre due su dieci li attiveranno durante il prossimo anno.

Queste misure si traducono nel supporto a progetti come SECAP che ha l’obiettivo di migliorare la pianificazione energetica degli operatori locali, puntando sul risparmio energetico, sulle energie rinnovabili, sulla riduzione di emissioni di CO2 e sulle misure di mitigazione connesse alle variazioni climatiche in essere.
Altri aspetti riguardano l’introduzione sui territori comunali di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, la creazione di comunità energetiche e accordi pubblico/privati per l’implementazione del fotovoltaico.

Gli intervistati hanno inoltre sottolineato l’importanza della tutela del paesaggio, la necessità di un miglioramento dell’accessibilità dei territori (attraverso strade, parcheggi, servizi per disabili, arredo urbano), la digitalizzazione (banda larga diffusa) e la connettività dei territori intesa come costruzione di una rete tra gli operatori locali in grado di definire un’offerta completa e coerente con le tipicità del territorio.

Misure concrete
​​​​​​​Per tradurre in pratica questi presupposti fondamentali, le misure concrete e maggiormente segnalate da parte dei Comuni e delle istituzioni locali per poter rilanciare l’enoturismo italiano sono:

  • un piano di promozione e comunicazione nazionale dell’enoturismo,
  • fondi a sostegno dei Comuni interessati,
  • fondi a sostegno delle aziende vitivinicole,
  • incentivi fiscali per gli enoturisti.


​​​​​​​Le aziende si dimostrano concordi ed in linea rispetto alla necessità di un piano di promozione e comunicazione nazionale dell’enoturismo, ma rilevano altre misure prioritarie, in particolare:

  • ​​​​​​​corsi formativi per operatori e addetti all’enoturismo,
  • digitalizzazione delle aree rurali,
  • creazione di corsi di management dedicati agli imprenditori/titolari.