IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Lunedi 21 Novembre 2022

Sondaggio Wine Meridian: il mondo del vino si evolve, la comunicazione arranca

L’indagine è lo spaccato di come le aziende del vino gestiscono la comunicazione: "Di fronte ad un mondo che cambia, si continua a comunicare alla stessa maniera".

di Emanuele Fiorio

In occasione del SIMEI 2022, il Salone Internazionale delle macchine per enologia e imbottigliamento di Unione italiana vini (UIV), siamo stati alla Fiera di Milano (Rho), ospiti di Amorim Cork Italia.


La location è divenuta il cuore pulsante di un dialogo multidisciplinare dove noi di Wine Meridian abbiamo presentato in anteprima parte dei risultati di una nostra indagine sulla comunicazione aziendale.

Sondaggio Wine Meridian: cosa vuol dire comunicare oggi per le imprese del vino?

L’intervento si è focalizzato su una indagine che ha coinvolto 324 aziende del vino (tra cooperative e aziende produttrici medio-piccole e medio-grandi) con l’obiettivo di approfondire cosa significa oggi comunicare per le imprese del vino.

Dall’indagine è emerso che la maggioranza (85%) delle aziende investe in comunicazione, il restante 15% non si occupa di questo aspetto ma afferma di avere delle motivazioni ben definite: assenza di budget, tempo, personale formato, consapevolezza reale.

Far conoscere il proprio brand ed i valori aziendali risulta essere l’obiettivo più condiviso (59%) che le aziende mirano a raggiungere attraverso le attività di comunicazione. Il 29% del campione ritiene che l’obiettivo primario sia trovare nuovi clienti ed aumentare le vendite. 

Le attività di comunicazione più utilizzate negli ultimi 3 anni si sviluppano soprattutto sui social media, ma anche, in misura inferiore, attraverso la partecipazione a fiere/eventi, l’implementazione del sito web ufficiale, lo sviluppo dell’e-mail marketing e di prodotti redazionali.

Solo il 14% delle imprese del vino ha una figura interna dedicata che si occupa di comunicazione, mentre il 19% del campione non ha nessuna risorsa impiegata su questo fronte. Il 20% delle aziende si affida ad agenzie esterne e la maggioranza (47%) utilizza una risorsa interna trasversale che svolge anche altri ruoli.

Il 59% delle aziende del settore vino dedica alle attività di comunicazione una percentuale del fatturato che va dall’1% al 5%.
Il 29% investe una percentuale del fatturato che va dal 6% al 20% ed il 7% del campione supera il 20% del fatturato. Il 5% non dedicata nessun investimento alla comunicazione.

Il 57% delle imprese dichiarano di pianificare annualmente la comunicazione, il restante 43% non si occupa di questo aspetto. 
I 3 valori identitari maggiormente comunicati dalle aziende del vino fanno riferimento alla qualità dei prodotti, al territorio, alla famiglia. Mentre l’identità, la ricerca e l’originalità rimangono in fondo alla classifica. 

“Le considerazioni finali che emergono da questa indagine riguardano il fatto che oggi il vino italiano si trova di fronte ad una rivoluzione culturale, ad un approccio da parte dei consumatori molto più laico, con meno pregiudiziali ideologiche” ha evidenziato in chiusura Piccoli.  “Si coltivano molte più tendenze rispetto al passato, però c’è un problema: c’è un mondo che cambia, molto più segmentato, però noi continuiamo a comunicare alla stessa maniera. Investendo poco, con poche competenze spesso delegate e con una difficoltà a selezionare i valori che ti rendono realmente unico e riconoscibile”.