IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Martedi 05 Ottobre 2021

Il vittimismo nel mondo del vino

È difficile ammettere di soffrire di vittimismo: se è sempre colpa degli altri, cosa possiamo fare noi?

di Lavinia Furlani

Incontrando e ascoltando tanti manager e imprenditori del mondo del vino, sento spesso frasi come:

Sì, ma sono capaci tutti di vendere Prosecco e Amarone.

Se io fossi il mio titolare farei scelte diverse.

Se la mia azienda fosse in un territorio diverso sarebbe tutto più facile.

Sì, ma i miei collaboratori non mi seguono nelle mie visioni.

A tutti noi capita, più spesso di quello che crediamo, di immaginare che i nostri problemi siano speciali: questo è il primo ostacolo alla loro risoluzione. Il punto, infatti, è che tutti noi affrontiamo le nostre battaglie quotidiane (come periodi difficili, sconfitte inaspettate, team di lavoro complessi).

Nello specifico, sono 3 i motivi che fanno del vittimismo un virus letale per te e gli altri:

  • Il vittimismo ti fa male. Più fai la vittima, più ti convincerai di essere una vittima e più provocherai situazioni in cui sarai una vittima. Lamentandoti, non fai altro che rafforzare la percezione che ci siano motivi per considerarti vittima, in un circolo vizioso pericoloso.
  • Il vittimismo degli altri ti fa ancora peggio. Quanto tempo dedichiamo ad ascoltare le lamentele dei colleghi? Ma questo atteggiamento non fa bene né a noi, né agli altri. Uno studio presentato da un noto formatore ha dimostrato come ascoltare per mezz’ora una persona che si lamenta porta allo spegnimento dei neuroni preposti alla creatività e alla risoluzione dei problemi.
  • Il vittimismo alimenta e allunga i tuoi problemi. Finché ti lamenti non potrai mai trovare la soluzione ai tuoi problemi perché non puoi fare entrambe le cose.

 

Ma anche in questi momenti difficili abbiamo sempre due opzioni:

  • Possiamo scegliere di continuare a focalizzarci su ciò che non funziona nella nostra quotidianità;
  • Possiamo scegliere di concentrare tutta le nostra energia su piccole azioni positive che ci permettano di aggiustare quel poco che è sotto il nostro controllo.

 

Se è sempre colpa degli altri, cosa possiamo fare noi? Proviamo a cambiare le frasi dell’inizio in questo modo:
"Sì, ma sono capaci tutti di vendere Prosecco e Amarone". Che cosa posso fare per rendere il mio vino più riconoscibile sui mercati?
"Se io fossi il mio titolare farei scelte diverse". Partendo dal mio ruolo posso dimostrare qualcosa al mio titolare e farmi dare più fiducia?
"Se la mia azienda fosse in un territorio diverso sarebbe tutto più facile". Quali sono i valori di questo territorio poco conosciuto che posso trasmettere?
"Sì, ma i miei collaboratori non mi seguono nelle mie visioni". Ho provato proprio tutto per coinvolgerli nelle mie scelte?

Prova a guardare le tue giornate con uno sguardo oggettivo e costruttivo: cerca di individuare una piccola area che sia pienamente sotto il tuo controllo e che puoi aggiustare. Fallo ora!