IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Lunedi 03 Maggio 2021

Il ruolo dell'etichetta del vino

Wine Intelligence si domanda quanto conti l’etichetta del vino e quali siano i criteri che determinano le scelte d’acquisto.

di Giovanna Romeo

I ricercatori di Wine Intelligence hanno analizzato con esperti del settore l’importanza del design nelle etichette del vino, prendendo in considerazione le reazioni dei consumatori di fronte a stili diversi.

Da qualche tempo a questa parte si sta osservando come siano davvero pochi i dettagli e le informazioni che si ricordano dopo l’acquisto di una bottiglia - produttore, regione e vitigno -, e le scelte d’acquisto sono indirizzate sempre di più da criteri visivi ed estetici. Le tendenze attuali vogliono packaging semplici da ricordare, attraenti, che si evidenzino con facilità sullo scaffale e offrano informazioni chiare. Brand riconoscibili ed etichette che trasmettano sempre di più elementi classici e familiari al mondo del vino.

I dati recenti mostrano il maggior bisogno di sicurezza dei consumatori, aspetti ritenuti fondamentali in questo periodo di pandemia.
Concetti semplici ma non sempre immediati da collegare alla realtà. Rassicurare distinguendosi, in un equilibrio che metta in luce la distintività e l’unicità del prodotto, mantenendo salda la sua centralità. Insomma far risaltare e al tempo stesso rassicurare, sarà la nuova sfida per tutta quell’industria che gravita intorno al mondo delle etichette.

Quanto può aiutare l’opinione del consumatore? L’etichetta è l’informazione diretta rispetto al contenuto della bottiglia, un aspetto spesso non sufficientemente compreso da parte dei brand owners. Questi, interrogati sul target di riferimento dei loro consumatori, hanno riportato una versione quasi idealizzata di sé stessi: istruiti, con un buon reddito, di bell’aspetto, intellettuali e giramondo, che cercano di dare prova della propria maturità culturale senza però essere sfacciati.

È vero che questo tipo di consumatore esiste e alcune nicchie di mercato hanno avuto successo vendendo proprio a persone che assomigliano e agiscono come i titolari delle attività. Tuttavia, per la maggior parte delle aziende vinicole, e in particolare quelli che operano su larga scala, questa figura di acquirente non è vincente

La realtà è che i consumatori di vino, come in un qualunque altro mercato, sono una platea ampia e variegata con caratteristiche comuni ma anche con differenze spiccate. I consumatori tendono a non essere sofisticati come i titolari si aspetterebbero, ovvero non hanno nei confronti del vino tutte le aspettative dei loro produttori. Piuttosto vogliono essere rassicurati sul prodotto, trovare un preciso interesse ed emozionarsi.

Questo può essere un problema poiché molte etichette nascono dal puro gusto estetico del proprietario, spesso solo accattivante ma meno rassicurante e didattico, rischiando di fallire nel veicolare il prodotto in un mercato in cui i consumatori hanno bisogni e valori diversi rispetto alle attese

Perché sono tutti elementi importanti? Pensiamo al mercato statunitense, ad esempio, sebbene sia il più grande a livello mondiale e anche quello di più alto valore per il settore, con le più importanti vendite premium (al dettaglio sopra 15 Dollari USA o equivalente), è uno dei più competitivi per la vendita di vino al mondo. Qui contano molto i riconoscimenti ottenuti dai produttori:

  • i premi vinti,
  • i punteggi più alti spuntati da critici influenti,
  • la distribuzione del prodotto,
  • un packaging attraente.


Il tutto per avere una minima possibilità di successo.

Sebbene premi e punteggi siano catalizzatori ben interpretabili per stimolare le motivazioni dei consumatori all’acquisto, c'è meno chiarezza su quanto conti l'etichetta. Il valore del design è più difficile da quantificare rispetto al punteggio del critico di grido. Le richieste inoltre sono le più disparate: tradizionalità, design più intriganti, meno scritte ma più evidenti.

Qualunque sia la modalità più corretta o la migliore etichetta è necessario andare oltre le preferenze personali nel decidere come sarà il packaging quando arriverà sullo scaffale.

D’altra parte non è infrequente che prodotti identici abbiano etichette differenti a seconda del mercato di destinazione, differenze legate non solo alle normative o alla lingua ma soprattutto alla necessità di adeguarsi al “gusto” locale.

I riscontri del rapporto di Wine Intelligence, Wine Label Design in the US Market, non intendono fornire una risposta definitiva su quale etichetta deve avere una bottiglia di vino, ma un’indicazione su come certe etichette interagiscono con le preferenze dei consumatori e suggerire come districarsi nella sfida di costruire un prodotto che sia correttamente percepito.

Un’etichetta è efficace quando, individuato il proprio target di consumatori, viene costruita su misura intorno ad esso, affidandosi a un label designer che sappia definirne la chiave del successo.