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News Venerdi 22 Novembre 2013

Il Prosecco cresce all'estero e l'Inghilterra lo ama

In UK viene esportato circa 1 milione di bottiglie all'anno.

di Redazione Wine Meridian

Una crescita inarrestabile, che l'ha portato ad avvicinarsi alla produzione dello champagne: 300 bottiglie. Magari il valore difficilmente sarà eguagliato però la salute del Prosecco è ottima e l'hanno attestato anche gli oltre 170 operatori del trade e della stampa e circa 200 consumatori hanno celebrato, assieme al Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene, 40 anni doc e la nuova identità DOCG a Vino in Villa London. La formula ormai consolidata del banco d’assaggio e dei seminari, momenti di approfondimento condotti quest’anno dal Master of Wine Tim Atkin,. Già perchè l'Inghilterra, nonostante il momento congiunturale complesso, continua a crescere nei consumi. Oggi viene esportato 1 milione di bottiglie di spumante di Conegliano Valdobbiadene: il paese si colloca al 5° posto dell’export totale con il 6% delle vendite e al 3° posto nei mercati europei dietro a Germania ( 37,5% e 5.400.000 bottiglie) e Svizzera con il 18,7 % delle vendite e 2.700.000 bottiglie.
Il grande salto si è consolidato con l’allargamento della zona classica di produzione della Doc che ora è stabilizzata a una superficie complessiva di 20mila ettari (16.500 in Veneto e 3.500 in Friuli Venezia Giulia). Lo scorso anno sono state prodotte 230 milioni di bottiglie di Prosecco Doc, con un giro d’affari di circa 1 miliardo di euro. E l’export di Doc (soprattutto verso Germania, Usa e Gran Bretagna) è stato pari circa al 60% delle vendite complessive. Globalmente il mercato inglese da solo assorbe circa il 18% dell’export complessivo e ha registrato, nel primo trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo 2012, un trend di crescita del 58,6%.
Il Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene "vale" 68,7 milioni di bottiglie con un giro d’affari di circa 450 milioni di euro. Il Regno Unito rappresenta il terzo mercato estero di esportazione, con 4,8 milioni di bottiglie. Anche grazie a un buon sostegno promozionale collettivo (aspetto non banale nel frastagliato mondo del vino italiano). Per far conoscere il Prosecco Superiore e l’area storica di produzione, riconosciuta Docg nel 2009, dove la viticoltura è condotta rigorosamente a mano e per la quale è stato richiesto il riconoscimento come Patrimonio Unesco.

Nella foto Gianluca Bisol, alfiere del Prosecco di altissima qualità, nei magazzini Harrods di Londra