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News Mercoledi 03 Marzo 2021

Giusti Wine, un atto d’amore verso la propria terra

Ermenegildo Giusti è riuscito a "costruire" una delle realtà del vino più dinamiche e interessanti del nostro Paese, testimoniando concretamente cosa significa essere un imprenditore coraggioso e illuminato, capace di dare grande valore al suo territorio.

di Fabio Piccoli

Ho superato i 30 di attività nel mondo del vino eppure, fortunatamente, riesco ancora a sorprendermi.

Questa volta a sorprendermi è un uomo che si chiama Ermenegildo Giusti, anche se tutti lo chiamano Gildo.

La sua vita potrebbe essere una sceneggiatura perfetta per Hollywood perché ha tutti gli ingredienti di un film di successo basato su una storia assolutamente vera.

Una storia che parte da Nervesa della Battaglia (Treviso), si sposta poi in Canada, per poi ritornare a Nervesa.

Una storia che abbraccia quasi 50 anni da quando, nel 1973 Gildo, appena diciottenne, saldatore specializzato, decise di emigrare in Canada: “Senza nemmeno il consenso di papà che per questa ragione decise di non pagarmi nemmeno il biglietto aereo. Fu mio nonno a darmi 288.000 lire per il biglietto di sola andata e altre 20.000 lire per le prime settimane in Canada”. Questo mi racconta Gildo seduto al tavolo della splendida sala di degustazione della cantina Giusti Wine, un vero e proprio capolavoro anche dal punto di vista architettonico.

L’incontro con Gildo Giusti è durato un paio d’ore ma per l’intensità dei contenuti e per la forza dirompente di quest’uomo sono uscito con la sensazione di averlo conosciuto da sempre.

Sarebbe facile, ma sbagliato, liquidare la storia di Gildo Giusti come quella di tanti migranti italiani che hanno fatto fortuna fuori dal nostro Paese. Certo, quella di Gildo, è sicuramente anche una storia di migrazione di successo, di quei giovani italiani che con coraggio hanno preso la valigia per spingersi verso Paesi di cui conoscevano molto poco. Gildo in Canada aveva uno zio che sicuramente gli aveva decantato le opportunità di questo grande Paese. Ma non è stato questo lo stimolo principale che ha portato un giovane diciottenne di Nervesa a oltre 10.000 km di distanza. La prima spinta è stata sicuramente la curiosità e il desiderio di mettersi alla prova in un Paese con maggiori opportunità e libertà del nostro. Questo ho percepito subito dai racconti appassionati, praticamente senza nessuna pausa, di questo signore che oggi ha 67 anni ma ha lo stesso entusiasmo che nei primi anni 70 lo portarono a nella west coast canadese, a Vancouver.

E la cosa incredibile, e devo ammettere rara, è che non è mai stato l’italiano nostalgico dell’Italia perché è riuscito a diventare canadese senza mai perdere la sua identità italiana.

“Amare il mio Paese, pur vedendone tutti i suoi limiti - racconta Gildo - non mi hai mai impedito di apprezzare il Canada e di riuscire quindi a poter trarre da questo Paese tutto il meglio possibile per me e la mia famiglia. Sarò sempre grato quindi al Canada per tutto ciò che mi ha permesso di fare”.

E sicuramente il Canada ha offerto molte opportunità a Gildo Giusti ma è altrettanto vero che lui è stato in grado di coglierle al meglio, tanto che in meno di un anno, dopo essersi fatto raggiungere dal fratello, si era già costruito un nome nelle costruzioni. Per farla in breve Gildo ci racconta che dai primi telai in case di metà degli anni 80 oggi la Giusti Wall Tech ltd ha una produzione di circa 12.000 case prefabbricate all’anno.

L’animo del costruttore è stato sicuramente la “molla” che ha spinto Gildo a realizzare gran parte dei suoi sogni. Non a caso la sua presentazione, subito dopo avermi salutato è stata: “Sono un costruttore, faccio quello che voglio e non ascolto nessuno”.

Potrebbe sembrare un’affermazione “arrogante” ma solo per chi non conosce bene Gildo Giusti. Il suo spirito “costruttore”, sempre rivolto al bello delle cose, è assolutamente autentico e mai fine a se stesso: “Per me costruire bei luoghi significa aprirli agli altri. Metterli a disposizione per migliorare la qualità della vita. Tanto per essere chiari per me la comunicazione più bella del vino è quella che si sviluppa attraverso le feste”.

E lo spirito di festa è assolutamente nelle corde di Gildo Giusti e della sua azienda bellissima sulle tra le colline del Montello.

Peccato veramente per questa pandemia che ha impedito alla Giusti Wine di proseguire nella sua ampia attività comunicativa dove le “feste” hanno un ruolo chiave. Nella Tenuta Rolando sono state organizzate prima dell’arrivo di Covid-19 feste che hanno visto la partecipazione di circa 4.500 persone.

“Appena saremo fuori da questo incubo - mi racconta Gildo con gli occhi entusiasti da bambino - organizzeremo qua una grande festa, la Woodstock del vino italiano, dove ospiteremo, per tre giorni, più di 60.000 persone”. Un sogno? Assolutamente no se si conosce bene Gildo Giusti.

Basta leggere la sua storia per capirlo.

Tutta la storia di Gildo Giusti in Canada, infatti, è straordinaria e l’ha portato a diventare anche un importante protagonista pure sul fronte petrolifero.

Difficilmente quindi potrò dimenticare il racconto che Gildo mi ha fatto partendo dalla galleria che corre in parallelo alla cantina, dove sono appese le foto delle 11 Tenute e si concludono con le immagine della sua grande e bella famiglia.

Ma tra le tante foto ce n’è una che spiega in maniera perfetta lo spirito di quest’uomo, di questo imprenditore visionario, coraggioso ma anche estremamente generoso.

La foto dell’Abbazia di Sant’Eustachio che lui ha voluto ristrutturare con un investimento di circa 2,5 milioni di euro e l’ha messa a disposizione della comunità. Un gesto straordinario che così spiega il noto imprenditore italo-canadese:”Ho sempre amato questo luogo fantastico, dove tra l’altro Giovanni della Casa scrisse il famosissimo Galateo. Anche da bambino ci passavo vicino e ogni volta fantasticavo su quest’Abbazia che di anno in anno purtroppo cedeva ai segni del tempo. Ho sempre pensato, anche quando ero in Canada, che questo luogo mi aspettasse. Quindi quando ho pensato a quale poteva essere un segno tangibile di amore concreto per la mia terra è stato quello di regalarle un luogo storico di grande rilievo e di metterlo nelle condizioni di poter essere utilizzato anche dalla comunità”.

Se a questo aggiungiamo gli oltre 50 milioni di euro investiti per Giusti Wine e le sue Tenute si capisce quanto l’amore di Gildo per questa straordinaria terra del vino dove le tracce della storia del passato sono ancora fortissime, è tangibile ed è stato in grado di genare uno straordinario indotto a tutto il territorio.

“Per me questo significa essere veri imprenditori - sottolinea Gildo - non riesco a concepire questo ruolo con un’accezione speculativa. Per me l’imprenditore credibile è quello che ridà alla sua terra, alla sua comunità parte di ciò  che è stato in grado di costruire, di produrre”.

Oggi i 125 ettari vitati di Giusti Wines rappresentano quel modello di vitivinicoltura che più amiamo, dove viene valorizzata la “sostenibilità” del prodotto ma anche esaltata la bellezza dei luoghi.

La stessa opera architettonica della Giusti Wine rappresenta un modello eccellente di modernità e al tempo stesso di rispetto del luogo in cui è inserita.

Un’ultima annotazione va dedicata ai vini, ma ne scriveremo più ampiamente in un altro articolo. Lo stesso sforzo sul fronte delle “costruzioni” (vigna e cantina in primis), Gildo Giusti lo sta dedicando ai vini dove nulla è lasciato al caso. Basti citare “solo” la scelta dell’enologo, Graziana Grassini, una delle professioniste più autorevoli e apprezzate a livello internazionale.

Saluto Gildo e non vedo l’ora di ritrovarlo felice alla sua Woodstock del vino. Ci sarà da divertirsi, statene certi.