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News Giovedi 21 Novembre 2013

Forum Cia sul vino: "Più aggregazione, più export"

In corso oggi ad Orvieto il VI seminario del settore vitivinicolo

Il tema del VI Forum nazionale sul settore vitivinicolo promosso dalla Cia e in svolgimento ad Orvieto, parla da solo: "Più forte la filiera. Più forti gli agricoltori". La Confederazione dunque, con questo titolo ha voluto dare un indirizzo importante: per aumentare la competitività all’estero occorre migliorare la filiera e dunque la massa critica.
Alle imprese vitivinicole italiane serve dunque più aggregazione per migliorare la competitività e le opportunità offerte dal settore, con un export lanciato che quest’anno corre verso consegne record per un valore di 5 miliardi di euro. Già oggi i dati dicono che la quota di imprese che esprimono un miglioramento della propria sfida sui mercati esteri grazie a processi aggregativi di filiera va dal 20 per cento nel caso delle micro imprese a oltre il 30 per cento nel caso delle medio-grandi.
Secondo l’organizzazione agricola, il settore, «che già ora si candida a fare la differenza nel lento processo di ripresa dell’Italia e vale 14 miliardi di euro l’anno con l’indotto, può crescere ancora di più. Lavorando su una maggiore aggregazione della filiera». Gli strumenti per proporsi con più forza sui mercati del resto - evidenzia la Cia - ci sono e vanno debitamente sfruttati: sono le Op (organizzazioni produttori) e le Oi (organizzazioni interprofessionali), senza dimenticare il ruolo delle reti d’impresa e dei Consorzi di tutela.
Da un’analisi confederale, «emerge ancora una volta che la dimensione media inferiore rispetto agli standard europei dell’impresa agricola italiana (7,9 ettari contro 12,6) è un handicap rilevante, soprattutto in una fase in cui i consumi nazionali stagnano e i mercati stranieri costituiscono l’unica chance per aumentare i volumi di vendita».
«Solo sfruttando pienamente tutti gli strumenti a disposizione per l’aggregazione - conclude la Cia -, ci si può confrontare con maggiore forza sui mercati stranieri che tra l’altro sono sempre più concorrenziali, con quaranta gruppi vitivinicoli che oggi controllano quasi il 40 per cento del fatturato globale».
Il forum, a cui sono invitati gli assessori all’Agricoltura delle Regioni vitivinicole italiane, sarà l’occasione per analizzare le relazioni interprofessionali e le forme di contrattazione che rappresentano gli strumenti migliori e più efficaci per accrescere il valore aggiunto nella filiera e ridistribuirlo equamente tra gli operatori. Ma anche l’opportunità per parlare della programmazione e gestione dei prodotti di qualità, tema dove i Consorzi di tutela hanno un ruolo essenziale e di primaria rilevanza.
Nel corso dell’incontro, infatti, verrà affrontato anche il ruolo delle Organizzazioni di produttori, delle Organizzazioni interprofessionali e dei Consorzi di tutela, quali strumenti e sistemi di relazioni per rafforzare l’aggregazione, la competitività e l’internazionalizzazione delle imprese; nonché delle forme di aggregazione nel settore: le Organizzazioni di produttori e le reti di impresa, il ruolo della cooperazione.