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News Martedi 06 Aprile 2021

Fine Wines Piemonte: aumento del 653% in 5 anni

Il numero di vini scambiati ha raggiunto livelli record nel 2020, con un aumento del 653% in 5 anni e del 181% sul 2019. Il Barolo è il principale artefice, a seguire il Barbaresco.

di Emanuele Fiorio

La crescente domanda per i vini del Piemonte ha avuto un impatto sul mercato secondario. Il Piemonte è nel mirino degli acquirenti, la Regione è all'avanguardia nel mercato secondario italiano in piena espansione.

Come testimonia Liv-Ex, storicamente il Piemonte è stato il leader per quanto riguarda i prezzi dei vini in Italia. I vini piemontesi di punta hanno sperimentato una crescita significativa dei prezzi nel lungo periodo ed hanno determinato i maggiori movimenti di mercato nel Bel Paese.

Ma la quota commerciale del Piemonte è sempre stata modesta rispetto alla Toscana, sia a causa dei minori volumi di produzione che della minore disponibilità di liquidità. Grazie ad una combinazione di qualità, volume e forza del marchio, i Supertuscan sono stati a lungo considerati i portabandiera dell'Italia nel mercato secondario.

Ma la situazione sta evolvendo ed il Piemonte sta registrando più scambi, grazie ad un bacino ampliato di vini in offerta che attrae acquirenti regolari.

La quota di valore della Regione sul commercio totale dell'Italia è salita dall'11,4% del 2015 al 43,4% di inizio anno. Il numero di vini scambiati ha raggiunto un livello record di 708 nel 2020, con un aumento del 653% in cinque anni, mentre il numero di scambi è aumentato del 181% sul 2019 - un precedente anno da record.

Il Barolo è stato il principale artefice di questo aumento della quota di scambi. Ha occupato il 73% del mercato piemontese, a seguire il Barbaresco.

Il Piemonte è spesso paragonato alla Borgogna grazie alla percezione di rarità ed esclusività di cui gode. Il Barolo copre poco meno di 2.000 ettari rendendolo simile alla Cote de Nuits della Borgogna. Le piccole quantità prodotte e la domanda globale hanno portato ad aumenti di prezzo impressionanti per alcuni dei suoi vini - dal 200% al 400% - contribuendo alla crescente quota di mercato in valore della sottoregione.

L'annata 2016, acclamata dalla critica, ha costituito il 39% della quota commerciale di Barolo dall'inizio del 2020. In un recente rapporto, Antonio Galloni - critico enologico americano e fondatore nel 2013 di Vinous, una delle pubblicazioni di vino più influenti al mondo - ha osservato che coloro "che sono in grado di aggiungere i 2016 alla loro cantina dovrebbero assolutamente approfittare di questa opportunità. È un'annata magica".

L'annata 2017, forte della 2016, probabilmente darà una ulteriore spinta al commercio del Barolo. Per Galloni, c'è "molto da apprezzare nei 2017".

Quest'anno sei dei dieci vini piemontesi più scambiati per valore sono dei Barolo, il resto è Barbaresco. Nomi piemontesi di spicco come Giacomo Conterno, Gaja e Bruno Giacosa dominano la lista, sebbene anche attori meno tradizionali del mercato secondario stiano facendo faville. Vietti, Luciano Sandrone, Roberto Voerzio, Ceretto e Domenico Clerico sono stati tra i produttori più ricercati, con un volume di scambi consistente.