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News Lunedi 07 Febbraio 2022

Come è cambiata la nostra relazione con il vino dopo il Covid-19? Parte Prima

La pandemia ha avuto molteplici impatti sul nostro comportamento di consumo, su cui ha inciso senza dubbio il livello di comfort esperito dalle persone nel frequentare i luoghi della quotidianità. Vediamo come.

di Agnese Ceschi

La pandemia ha stravolto le nostre vite ed abitudini. In questo preciso momento storico è come se il mondo stesse vivendo un grande “esperimento naturale”. Gli "esperimenti naturali" sono, per loro natura, eventi per cui sulla base di uno scenario di riferimento (ovvero come operava la società prima) si arriva a confrontare il comportamento passato con quello presente. Osservando le differenze tra il "prima" e il "dopo", si comprende come le situazioni ambientali contingenti abbiamo influenzato i cambiamenti

Possiamo dunque affermare senza ombra di dubbio che il Covid-19, lo scoppio della pandemia e quello che questa ha comportato da un punto di vista sanitario, economico e sociale, sia il motore di questo “esperimento naturale” a cui stiamo assistendo al giorno d’oggi. 

I cambiamenti forzati del nostro comportamento quotidiano hanno avuto molteplici impatti, alcuni più prevedibili e ben visibili, altri meno. Uno degli effetti più visibili e palesi è l’esplosione del settore della vendita online, ad esempio. Quando andare nei negozi si è rivelato difficile, la maggior parte di noi si è rivolta allo shopping online per acquistare qualsiasi cosa, dagli abiti agli alcolici.

Ma perché i comportamenti sociali si sono modificati? Saranno permanenti anche una volta che questo “esperimento naturale” si sarà concluso? Perché in alcuni mercati si sono sviluppate dinamiche diverse da altri? Queste sono alcune delle molteplici domande che ci poniamo in questo momento, a cui un’interessante report di Wine Intelligence cerca di dare risposta. 

Partendo dall’ultimo punto, quello relativo alle differenze tra mercati, si scopre come sia un quesito particolarmente pertinente all'interno della categoria vino. Infatti in alcuni mercati la vendita di vino è cresciuta a causa del Covid – il vino è cresciuto in mercati emergenti come Brasile e Corea del Sud, ma anche in mercati più maturi come Svezia, Stati Uniti, Regno Unito e Germania. In questi ultimi due la crescita in volume nel 2020 ha invertito una curva in calo presente già da tempo. Tuttavia nello stesso periodo, il vino è andato in controtendenza in mercati come Cina e Giappone, mentre i volumi sono in calo in mercati tradizionali come Spagna e Francia. In Francia, ad esempio, i volumi di vino sono diminuiti del -3% tra il 2018 e il 2019, ma la categoria è diminuita del -9% tra 2019 e 2020, secondo i dati IWSR.

La complessità cresce man mano che osserviamo come il Covid ha avuto effetti diversi non solo sui volumi nei vari mercati, ma anche sui livelli di conoscenza, fiducia e coinvolgimento dei consumatori. Nel corso della pandemia, la capacità dei consumatori di ricordare varietà, brand, territori d’origine ha mostrato cali generalizzati in alcuni mercati, mentre mostra una crescita, o un piccolo cambiamento, in altri.

Secondo l’analisi di Wine Intelligence tre sono i fattori in gioco in questo momento:

1. Livelli di comfort nelle attività quotidiane

2. Disponibilità e accessibilità dei canali di vendita al dettaglio

3. Bisogni sociali e norme culturali sottostanti

Ci concentreremo in questo articolo solo sul primo punto, per sviluppare poi in uno successivo anche gli altri due. 

Livelli di comfort

L’IWSR Covid Tracker (pubblicato nel 2021) ha misurato la fiducia dei consumatori in 10 mercati chiave di bevande alcoliche, in base a come i consumatori si sono sentiti a proprio agio nelle attività quotidiane durante il Covid, come andare al lavoro, vedere gli amici, visitare i negozi e partecipare agli eventi. 

Si può riscontrare a livello mondiale un’onda: ad agosto 2020, i livelli di comfort erano relativamente bassi, in genere coincidenti con la prima ondata di Covid. Questi livelli hanno toccato un minimo a dicembre 2020 (la seconda ondata di Covid nella maggior parte dei mercati), e poi la curva è risalita a luglio 2021. 

Più sorprendente è stata la variazione dei livelli di comfort tra i mercati: i consumatori statunitensi erano cauti ad agosto 2020, ma molto più a loro agio verso luglio 2021; al contrario i consumatori cinesi hanno riportato livelli di comfort costantemente elevati, mentre i vicini giapponesi hanno segnalato un costante basso livello di fiducia e comfort. In tutti i mercati misurati, i consumatori più anziani si sono mostrati più a disagio rispetto ai consumatori più giovani, come prevedibile.

Vedremo nella seconda parte di questo articolo come gli altri due fattori in gioco - disponibilità e accessibilità dei canali di vendita al dettaglio e bisogni sociali e norme culturali sottostanti - abbiano avuto un impatto nel nostro quotidiano rapporto con il vino.