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News Giovedi 21 Ottobre 2021

Champagne: stagione difficile? Vendite al top

Lo Champagne è inarrestabile: non sono bastate la coda pandemica, le chiusure, le gelate, l’oidio, la Brexit, la legge russa: crescono vendite ed export.

di Emanuele Fiorio

Secondo l’SGV (Syndicat général des vignerons de la Champagne) quest’anno le vendite di Champagne sono destinate a raggiungere il miglior risultato degli ultimi 4 anni, spinte da forti esportazioni verso Stati Uniti e Australia. La Brexit ed i dissapori con la Russia non hanno scalfito i volumi.

La previsione dovrebbe rallegrare i produttori francesi che stanno affrontando la peggiore produzione in 40 anni, dopo che i vigneti sono stati devastati dalle gelate e dagli attacchi di oidio.

L'industria ha sofferto ulteriormente per le chiusure di bar e ristoranti durante la pandemia.

Come sottolinea Reuters in un recente articolo, quest’anno la progressiva riapertura dei mercati e la ripresa economica permetteranno probabilmente alle vendite di Champagne di rimbalzare a 305 milioni di bottiglie, rispetto alle 297 milioni di bottiglie del 2019.

Il presidente di SGV Maxime Toubart ha fatto il punto della situazione: "Non abbiamo mai avuto un anno così complicato per quanto riguarda il raccolto, ma le cose vanno molto meglio sul fronte commerciale".

La ripresa è stata guidata dalle esportazioni, con le vendite tra gennaio e agosto che sono cresciute dell'11,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre sono scese del -2,4% per quanto riguarda il mercato domestico francese.
Le stime sono il risultato dei dati raccolti dai viticoltori e dalle grandi case di Champagne come Taittinger, Moet & Chandon di LVMH e Mumm di Pernod Ricard.

La Brexit del 2020 ha portato ad un aumento della burocrazia e delle scartoffie, ma non ha influenzato le vendite di Champagne.

Il CIVC (Comité Interprofessionnel du vin de Champagne) aveva chiesto ai suoi produttori di boicottare il mercato russo dopo l'introduzione della legge che da luglio ha obbligato i produttori ad aggiungere il riferimento "vino frizzante" sul retro delle loro bottiglie. I produttori hanno accettato di riprendere le esportazioni il mese scorso, dato che la legge russa non ha realmente inciso sulle vendite.