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News Martedi 20 Ottobre 2020

Certificazione Equalitas: standard evoluto per la sostenibilità della filiera vitivinicola

Equalitas certifica oggi decine di aziende, di diverse dimensioni e caratteristiche, e di vini, coinvolgendo intere filiere dal campo alla distribuzione dei prodotti.

di Riccardo Ricci Curbastro

Ho letto con interesse ed attenzione l’articolo pubblicato su Wine Meridian “Sostenibilità: un obiettivo senza fine” e desidero sottolineare che almeno in Italia, grazie al mondo dei Consorzi delle DO (Federdoc) con alleati preziosi come Gambero Rosso, Salcheto, CSQA e altri, abbiamo già da anni realizzato uno standard di certificazione della sostenibilità, Equalitas, assolutamente innovativo e performante.

Tra i più recenti riconoscimenti del mercato vi è il risultato di un “benchmark” dei principali progetti di sostenibilità internazionali, svolto per conto dei 5 monopoli nordici (Svezia, Finlandia, Norvegia, Islanda, Far Oer) e della catena elvetica Denner, che ha confermato che i requisiti inclusi nello standard e la gestione dei programmi di integrity (formazione degli auditor, trasparenza, procedure di accreditamento degli Enti di certificazione etc.) valgono ad Equalitas un posto di assoluto rilievo in una sorta di classifica degli standard a livello globale. Anche per questo motivo, i vini di aziende certificate Equalitas sono già ammessi su scaffali dedicati (ad es. in Finlandia ed in Norvegia) e la certificazione Equalitas è ritenuta condizione preferenziale in alcuni tender proposti sempre dai mercati del nord Europa.

Equalitas ha anche promosso la creazione di un tavolo sul tema vino- lavoro, per contribuire a materializzare lungo la filiera del vino e fino al consumatore le migliori pratiche etiche ed economiche del lavoro, attraverso un confronto continuo con i più autorevoli player nazionali ed internazionali in materia, a partire dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La volontà è quella di avviare un tavolo permanente sul tema Vino – Lavoro che funga da osservatorio attivo su temi fondamentali, quali ad esempio il welfare e il cosiddetto giving back (letteralmente “restituzione”), al fine di continuare a trasferire lungo le filiere e quindi virtualmente sul prodotto finito, le migliori pratiche del lavoro.

Federdoc ed Equalitas sono tra gli ispiratori del tanto atteso “standard unico” che è finalmente realtà. La Legge 17 luglio 2020 n. 77 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed istituisce il “sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola”. La caparbietà del Dirigente delegato del Mipaaf unito al lavoro, spesso dietro le quinte, dei tecnici e dei dirigenti di Equalitas e degli altri partecipanti rappresentanti la filiera, ha contribuito a questo traguardo che, oltre a mettere finalmente ordine, potrà rappresentare una consacrazione per Equalitas. Equalitas è l’unico protocollo «privato» chiamato a partecipare a tale tavolo varato e coordinato dal Mipaaf, in collaborazione con il Mattm e con il cosiddetto «tavolo di filiera», ossia le associazioni che tutelano gli interessi del settore. La prossima tappa sarà un decreto ministeriale per il quale sarà necessaria una fase tecnico- operativa alla quale Equalitas sarà chiamata a contribuire. Subito dopo è atteso un riconoscimento ufficiale di Equalitas quale standard allineato al nascente “standard unico” ma nel contempo più evoluto ed adatto a dialogare con i mercati più esigenti.

Equalitas svolge una intensa attività internazionale per ottenere il riconoscimento del proprio lavoro e semplificare le necessità certificative delle aziende: ha firmato un Memorandum di intesa con la FEV (Federazione Spagnola Vino), proprietaria del protocollo “Wineries for Climate Protection”, ha sviluppato un percorso di convergenza con Amfori, nell’ottica del mutuo riconoscimento dei rispettivi standard, ed uno con BRC- GS, a partire dal modulo etico degli standard BRC (anche qui obiettivo è il mutuo riconoscimento).

Equalitas obbliga le aziende certificate a pubblicare il proprio bilancio di sostenibilità ed ha recentemente organizzato un convegno internazionale durante la Milano Wine Week per fornire alle aziende “chiavi di comunicazione” attraverso lo strumento del bilancio ed ai consumatori momenti di interesse ed approfondimento che combattano il rischio di banalizzazione della parola sostenibilità.