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News Martedi 23 Febbraio 2021

Boom vini bio: le dinamiche del successo

La pandemia ha accelerato un processo già in corso, ottime previsioni per tutti i mercati chiave e consumatori disposti a pagare il 30% in più per una bottiglia bio. Nel 2022 la Francia potrebbe diventare leader del mercato, superando la Germania.

di Emanuele Fiorio

Millésime Bio è la manifestazione europea di riferimento per i vini biologici e biodinamici da oltre 25 anni.
Nata nel 1993, è connotata non solo dalla qualità dei vini e dell’organizzazione ma anche per uno sistema che tende ad incoraggiare l'incontro e la curiosità, ogni espositore infatti dispone dello stesso materiale per presentare i suoi vini: un bancone, due sedie, una sputacchiera, bicchieri da degustazione, ghiaccio e una piattaforma digitale.
Quest’anno il Millésime Bio non ha potuto svolgersi nella classica cornice di Montpellier, ma l’edizione 100% digitale ha suscitato molto interesse e ha fatto emergere alcune tendenze interessanti nel mercato del vino biologico. La rassegna nella versione online di quest’anno, ha accolto 3.000 visitatori da 52 paesi e 1.000 espositori. Il successo è stato tale che gli organizzatori hanno già programmato una seconda sessione digitale il 18 e 19 marzo.

Nel 2019 la superficie viticola biologica in Francia è aumentata del 23%
Millésime Bio è sempre stato un punto di riferimento per l'industria del vino biologico e la sua crescita inesorabile rispecchia quella della domanda di prodotti biologici. 
La Francia rappresenta la concretizzazione di questa tendenza: è uno dei primi produttori di vino biologico al mondo e continua a convertire vaste superfici al biologico. Secondo i dati condivisi da Agence Bio durante una delle conferenze del salone, nel 2019 c'erano oltre 8.000 aziende vinicole biologiche in Francia, con un aumento del 20% rispetto all'anno precedente. Gli ettari sono aumentati del 23% a 112.057 ed ora rappresentano il 14,1% della superficie totale francese coltivata a vite. In dieci anni, i vigneti biologici sono praticamente triplicati, con tre regioni - Occitania, Provenza/Costa Azzurra e Nuova Aquitania - che rappresentano il 76% della superficie totale.

Un mercato interno favorevole per i produttori francesi
Come riferisce Bulk Wine Club, una delle ragioni di questa disponibilità a convertirsi al biologico è la forza del mercato interno del biologico. Tra il 2010 e il 2019, il mercato del vino biologico in Francia è praticamente quadruplicato, al punto che più di una bottiglia di vino su dieci venduta in Francia è ora biologica. Nel 2019, questo equivaleva a un volume di consumo totale di 1,25 milioni di ettolitri per un valore di quasi 1 miliardo di euro. Per quanto riguarda il valore dei vini bio, il 46% viene venduto direttamente al consumatore, mentre quote identiche del 22% sono vendute al dettaglio da supermercati e commercianti di vini. 
La Francia ha anche un forte mercato di esportazione, dato che vende il 43% dei vini biologici che produce al di fuori del paese e importa solo una minima parte dei vini biologici venduti in Francia (2 milioni di euro contro 473 milioni di euro di esportazioni).
Secondo le previsioni dell'IWSR, entro il 2022 la Francia potrebbe superare la Germania come primo mercato mondiale del vino biologico. 
La ricerca, commissionata dagli organizzatori di Millésime Bio - Sudvinbio - precede la pandemia di Covid, quindi la crisi economica in corso potrebbe avere un impatto sulle previsioni. Ma ad oggi, la Francia è destinata a conquistare il 19,8% del mercato mondiale del vino biologico, con una previsione di consumo di 155 milioni di litri nel 2022, contro i 127,8 milioni della Germania nel 2023.

Consumatori disposti a pagare di più, ma solo se gli vengono comunicati argomenti validi
La quota globale dei vini biologici in relazione al mercato totale del vino dovrebbe passare dall'1,5% del 2013 al 3,5% del 2023. Nel 2020, la Germania era il primo consumatore e importatore mondiale di vini biologici, con i consumatori tedeschi disposti a pagare fino al 30% in più per questi prodotti. 
Secondo Catherine Machabert, responsabile dello sviluppo commerciale di Ad'Occ nella regione dell'Occitania, la pandemia ha effettivamente alimentato le vendite di vini biologici in Germania - come ha fatto negli Stati Uniti e in altri paesi - e la tendenza dovrebbe essere continuativa. 
La ricerca dell'IWSR indica anche altri paesi che guidano la crescita globale dei vini biologici, tra cui il Regno Unito. Nonostante il Paese stia affrontando difficoltà e rallentamenti causati dalla Brexit, si prevede che il mercato britannico rappresenterà quasi il 10% del consumo internazionale di vino biologico entro il 2022, salendo a 81 milioni di litri. 
Anche qui, la ricerca mostra che i consumatori sono pronti a pagare fino al 27% in più per un vino biologico. Tuttavia, il biologico non è più facile da vendere come una volta: "Negli ultimi due o tre anni, abbiamo notato che bisogna davvero fornire argomenti validi per convincere i consumatori e il commercio che i vini biologici hanno un valore aggiunto", ha spiegato Rebecca Palmer, buyer e managing partner della società di importazione e distribuzione Corney & Barrow. "La pandemia offre un'opportunità per impegnarsi di più e trasmettere questi valori".

La pandemia ha incrementato la popolarità del vino biologico
In altre parti del mondo, il potenziale di crescita dei vini biologici è altrettanto elevato. Si prevede che gli Stati Uniti raggiungano una quota vicina al 10% del mercato globale del vino biologico entro il 2023 e superare il Regno Unito al terzo posto. 
Il mercato biologico è ancora una nicchia negli Stati Uniti ma è comunque molto dinamico ed il consumo è guidato da città come New York, Los Angeles, Chicago e San Francisco. Anche il Giappone è in espansione, entro il 2022 si prevede che il 12,2% del mercato dovrebbe essere biologico. "Durante la crisi sanitaria del 2020, secondo gli importatori i vini biologici sono stati estremamente popolari", ha aggiunto Machabert, facendo riferimento alla crescita del 169% delle vendite di vini spumanti biologici in Giappone nella prima metà del 2020. 
Norvegia (+13,5% dal 2017 al 2022), Sudafrica (+13,6%), Spagna (+12,4%) e Cina (+8,4%) sono tutti mercati in espansione per il vino biologico, che in generale ha ricevuto una spinta dalla pandemia e dalle preoccupazioni per la salute che questa ha suscitato.