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News Giovedi 21 Novembre 2013

Assoenologi sul 2013 Vendemmia a macchia - quantità + qualità

Stagione graduale e favorevole per la maturazione delle uve, meglio i bianchi, un po meno i vini a bacca rossa.

di Redazione Wine Meridian

Il report era atteso e finalmente è arrivato. Assoenologi ha reso pubbliche le valutazioni finali sulla vendemmia 2013, dopo le anticipazioni fatte il 31 agosto. Rispetto a queste ci sono alcune variazioni, sia per quantità che per qualità, dovute principalmente al fatto che quest’anno è stata una vendemmia a macchia di leopardo: «In molte zone si riscontrano produzioni abbondanti e in altre scarse», ha spiegato Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi. Complessivamente la quantità si è attestata tra i 47 e i 48 milioni di ettolitri di vino, vale a dire +6% rispetto alle prime previsioni e +15% rispetto al 2012.
Nel 2013 sono stati conferiti tra i 64 e i 67 milioni di quintali di uva da vino che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73% danno appunto tra i 47 e i 48 milioni di ettolitri di vino. In tutte le regioni, fatta eccezione del sud Toscana, Umbria e Lazio, è stato registrato un incremento rispetto al 2012 compreso tra il 5 ed il 30%.

Qualità interessante. La maturazione, a differenza degli ultimi anni, è stata graduale, distribuita nel tempo e non concentrata come è avvenuto nel 2011 e nel 2012. Ciò ha permesso l’accumulo di importanti sostanze, tipo quelle aromatiche nei vini bianchi e fenoliche in quelli rossi, aumentando anche le tipicità che rappresentano principalmente il territorio, con sfumature accentuate anche fra i diversi terroir. La qualità è sicuramente ottima per i vini bianchi. Qualche punto interrogativo rimane per alcuni vini rossi ottenuti da quelle uve vendemmiate nella prima parte di ottobre.

Cosa succede a casa dei nostri principali competitor. «Se le previsioni saranno rispettate - prosegue il direttore generale di Assoenologi che è anche presidente del Comitato nazionale vini del Dicastero dell’agricoltura - l’Italia dovrebbe ritornare il primo Paese produttore al Mondo. Anche se produrre di più non conta tanto, visto che l’importante è vendere e vendere bene, un discorso di bandiera comunque non guasta mai».

Il vino italiano rimane il più venduto al mondo. «Mentre i consumi interni continuano a calare, secondo Assoenologi il 2013 si chiuderà - afferma il direttore generale - sotto i 40 litri pro-capite contro i 45 del 2007 e i 110 degli anni Settanta, le nostre vendite all’estero, nonostante il periodo difficoltoso, crescono. Il 2012 si è chiuso con un incremento del 6,5% in valore ma con un calo dell’8,8% in volume rispetto al 2011. I primi sei mesi di quest’anno mettono in luce un’ulteriore crescita del 8,4% in valore rispetto al 2012 con un leggero decremento dei volumi pari al 3,1%. Il che vuol dire che mandiamo all’estero meno prodotto ma guadagniamo di più. Decisamente interessante anche l’incremento del prezzo al litro delle nostre vendite all’estero all’ingrosso che, nei primi sei mesi del 2013 è aumentato del 12%, pari a 2,38 euro al litro».

Un primato che quest’anno potrebbe però essere contrastato dalla Spagna che, sempre se le previsioni saranno confermate, produrrà tra i 46 (Osservatorio spagnolo del mercato del vino) e i 48 (Associazione delle cooperative agro-alimentari spagnole) milioni di ettolitri di vino, principalmente bianco: più 38% rispetto alla media quinquennale, con punte di incremento, in alcune regioni, di oltre il 50% rispetto al 2012. Il notevole aumento è dovuto non solo al positivo andamento climatico e meteorico, ma anche all’entrata in piena produzione di oltre 100.000 ettari di vigneto "ristrutturati".

In questo contesto, qual è la situazione in Francia? Gli ultimi dati elaborati dal servizio di statistica del Ministero dell’agricoltura francese dicono che i nostri cugini d’Oltralpe produrranno intorno ai 44,5 milioni di ettolitri, ossia il 7% in più rispetto alla produzione 2012 (41,1 milioni di ettolitri), e il 2% in meno rispetto alla media 2008/2012. La qualità risulta alquanto eterogenea. Serge Dubois, presidente dell’Union Internationale des Œnologues, indica che nella Valle della Loira e nel Bordolese la produzione è scarsa e la qualità non soddisfacente, mentre in Languedoc e in Côtes du Rhône, sia la quantità che la qualità sono interessanti. Una campagna quindi in tutta Europa con molti problemi, su cui fare previsioni è molto rischioso ma, come sempre, Assoenologi cerca di dare dati reali e obiettivi.

2013 decisamente meglio del 2011 e del 2012. «Lo scorso anno abbiamo dovuto fare i conti non con l’anticiclone delle Azzorre, bensì con sette fenomeni dai nomi più suggestivi - spiegano dal Centro studi di Assoenologi, ovvero dell’Organizzazione nazionale di categoria che nel nostro Paese raggruppa e rappresenta i tecnici del settore vitivinicolo -. In primavera abbiamo accarezzato Hannibal. Quindi conosciuto Scipione che, dal 17 al 27, ha fatto evaporare giugno. Poi abbiamo maledetto Caronte che, dal 29 giugno al 9 luglio, ci ha traghettato verso una torrida estate facendoci boccheggiare alla soglia dei 40 gradi. E che dire di Minosse che, dal 10 al 15 luglio, ci ha regalato sei giorni di fuoco privilegiando Sicilia, Sardegna e Puglia. Dal 29 luglio al 5 agosto abbiamo dovuto fare i conti con Ulisse. Dal 7 al 15 agosto è stato Nerone a far parlare, o meglio "sudare" l’Italia tutta, seguito da Caligola (17/19 agosto) che ha lasciato il posto a Lucifero (20/25 agosto). Beatrice non ha portato le tanto auspicate piogge di fine agosto che sono arrivate in settembre grazie a Poppea che, però, per le uve bianche non ha ristabilito le ottimali condizioni salvando soprattutto al Nord quelle a bacca rossa in generale e di vendemmia tardiva in particolare».
Quest’anno invece l’andamento climatico e meteorico è stato inusuale ma favorevole alla vite permettendogli un ciclo vegetativo più razionale, con una maturazione diluita nel tempo che ha fatto rientrare il periodo vendemmiale nella media storica. Infatti i tempi di raccolta, rispetto alla scorsa campagna, sono stati procrastinati di 10/15 giorni nel Centro Nord e di 7/10 giorni nel Sud e nelle Isole.

Le date della vendemmia 2013. Le regioni a tagliare i primi grappoli delle uve precoci e base spumante - specifica il direttore generale di Assoenologi - sono state la Puglia e la Sicilia nella prima decade di agosto. Il pieno della vendemmia in tutt’Italia è avvenuto nell’ultima settima di settembre e nei primi giorni di ottobre. I conferimenti si sono chiusi in novembre con gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell’Etna.
La maturazione, a differenza degli ultimi anni, è stata graduale, distribuita in un giusto lasso di tempo e non concentrata come è avvenuto, sia pur per ragioni diverse, nel 2011 e nel 2012. Una lenta maturazione ha implicato più elevati parametri qualitativi, visto che ha favorito l’accumulo di positive sostanze come quelle aromatiche nelle uve a bacca bianca e quelle polifenoliche in quelle a bacca rossa.