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News Giovedi 22 Ottobre 2020

Alleanza transatlantica: stop all'escalation dei dazi

18 organizzazioni commerciali chiedono congiuntamente la fine della guerra commerciale, mentre i dazi continuano ad avere un forte impatto negativo sul settore delle bevande.

di Emanuele Fiorio

Secondo quanto riportato da Shanken News Daily, un'alleanza transatlantica di 18 organizzazioni commerciali che rappresentano i settori delle bevande degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e del Regno Unito sta esortando i propri governi a disinnescare la guerra commerciale che negli ultimi mesi ha portato ad un calo delle spedizioni di vino e distillati da entrambe le sponde dell'Atlantico.

Il gruppo ha inviato una lettera congiunta allo United States Trade Representative (USTR) e alla Commissione Europea per il Commercio in risposta alla recente decisione del WTO che permette all'UE di imporre dazi per 4 miliardi di dollari sulle importazioni statunitensi in relazione alla disputa transatlantica in corso sui sussidi per gli aerei (Airbus e Boeing). 
Essi temono che la decisione del WTO possa portare ad un'ulteriore escalation dei dazi nel breve termine. 
Nella lettera inviata al WTO l’alleanza ha dichiarato: "È essenziale un immediato ripristino dell'accesso esente da dazi per tutti i distillati e delle basse tariffe doganali per il vino, per permettere alle nostre aziende di sostenere i posti di lavoro su entrambe le sponde dell'Atlantico".

Secondo DISCUS, nell'Unione Europea i dazi del 25% hanno fatto sì che, nei 12 mesi fino a luglio, le spedizioni di whisky americano scendessero del 41% a 449 milioni di dollari, rispetto ad un totale di 757 milioni di dollari di due anni prima. Negli Stati Uniti i dazi sul whisky scozzese, dallo scorso ottobre a luglio, hanno causato un calo del 35% delle spedizioni a 852 milioni di dollari. Analogamente, le importazioni statunitensi di liquori e cordiali da Germania, Irlanda, Italia, Spagna e Regno Unito sono scese del 26% a 331 milioni.

Anche i dazi del 25% sui vini provenienti da Francia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno avuto un impatto negativo. Da novembre a luglio, le importazioni statunitensi di questi vini sono scese del 54% a 575 milioni di dollari. "Questi dazi che sono stati imposti in relazione a controversie commerciali non correlate, hanno generato una grave emorragia economica per i nostri settori e per le nostre catene di approvvigionamento più ampie", ha dichiarato l'alleanza, esortando le autorità di regolamentazione a giungere a una soluzione negoziata per porre fine alla controversia e rimuovere questi dazi dannosi.