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News Venerdi 11 Dicembre 2020

La Pandemia? Non ci spaventa

Dal Piemonte Ci parla Ivana Brignolo Miroglio, delegata delle Donne del Vino piemontesi.

di Astrid Panizza

Il Piemonte è ricco di vitigni autoctoni, basti pensare a nebbiolo, dolcetto, barbera, brachetto, grignolino e freisa tra i vitigni a bacca nera e a moscato, arneis, cortese, erbaluce, timorasso e nascetta tra quelli a bacca bianca. Una ricchezza difficilmente riscontrabile in queste dimensioni in qualsiasi altra regione d’Italia, e forse addirittura del mondo, la quale rende il panorama enologico piemontese ricco di spunti di interesse e di opportunità.

Tutto questo però è reso possibile dalle caratteristiche pedoclimatiche (terreni e clima) straordinariamente diverse da un angolo all’altro della nostra regione: ne deriva cha ogni vendemmia è capace di stupire e sorprendere tutti, tecnici e appassionati.

Noi Donne del Vino del Piemonte siamo 120 socie, suddivise in 70 produttrici, 10 ristoratrici, 15 sommelier e 15 giornaliste, a cui si aggiungono le socie onorarie tra le quali citiamo Laura Pesce, una delle prime sommelier d’Italia (dal 1972), Anna Schneider e Maria Lodovica Gullino che sono due ricercatrici universitarie, mentre Laura Maioglio del noto ristorante "Barbetta" di New York.

Per quanto riguarda la produzione in questo 2020 difficile, dobbiamo ammettere che il vigneto piemontese, nonostante la pandemia in corso, quest’anno ha risposto in modo più che soddisfacente. La vendemmia 2020, infatti, ci ha presentato un’uva particolarmente bella e sana. È questo il segno che la natura non si ferma mai davanti a nulla.

Il decorso stagionale ha fatto registrare temperature estive elevate, con poche giornate molto calde nei mesi di luglio e di agosto, alternate a piogge intense (e anche a qualche grandinata) che hanno portato a bruschi abbassamenti di temperatura. Questo andamento altalenante delle temperature ha avuto però effetti molto positivi sulla maturazione dell’uva.

La gestione del vigneto, come di consueto, ha richiesto un’attenzione particolare e le nostre Donne del Vino produttrici non si sono tirate indietro ma anzi sono scese in campo senza paura, con la stessa forza di ogni anno. Dal punto di vista quantitativo, quindi, i dati di raccolta evidenziano un incremento di circa il 5% rispetto all’anno precedente, con acini turgidi, sani, vellutati e ricchi di succo.

La qualità riscontrata, inoltre, ha raccontato di un'annata eccellente, sia per le uve bianche sia per le nostre tipiche uve a bacca nera.

Se il virus non ha avuto alcun effetto in vigneto e in cantina, lo ha avuto però sui mercati, sia quello interno sia quello estero. La situazione di disagio ci vede accomunati alle categorie più colpite, come i ristoranti, i wine bar, le enoteche, gli alberghi. In quei contesti i consumi si sono ridotti in modo drastico e il rimbalzo delle vendite nel canale della distribuzione moderna (supermercati) purtroppo ha visto la prevalenza di vini a prezzi più contenuti, mentre le grandi bottiglie (come quelle di Barolo e Barbaresco) appannaggio degli appassionati soprattutto di provenienza extra UE (Stati Uniti, Giappone, Canada, Cina, Russia, Brasile) hanno sofferto un po’ di più. Niente di particolarmente grave, comunque: la clientela ha trovato altre strade per l’approvvigionamento, anche se in minore quantità. Le vendite dei vini giovani, sia bianchi che rossi, sono invece state soddisfacenti: in alcuni casi, come per il Moscato d’Asti, addirittura in crescita sull’anno scorso. Quindi, un bicchiere mezzo pieno…

Durante l'emergenza, inoltre, a livello nazionale noi Donne del Vino abbiamo stretto una partnership con il Touring Club Italiano per lanciare il progetto Camper Friendly: in oltre 50 aziende di Donne del Vino in tutta Italia abbiamo offerto una notte gratuita tra i vigneti ai camperisti.

Sempre a livello nazionale abbiamo aderito come Piemonte all’iniziativa “winewindow” per parlare ai turisti del vino ed invitarli a visitare, a far shopping, assaggiare, camminare, rigenerarsi con il trekking o con un pic-nic tra le vigne, l’idea è stata quella di farci conoscere tramite delle immagini legate alle nostre aziende, pubblicate su Facebook e Instagram.

In Piemonte abbiamo anche organizzato con successo l'evento "A Quattro Mani", un calendario di serate all'aperto che vedeva alleate le socie ristoratrici e produttrici.

Non ci fermiamo mai, insomma, e soprattutto in questo periodo non ci arrendiamo, ma anzi andiamo avanti con il sorriso, come le Donne del Vino fanno da sempre.