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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour, we trust in our future: 1 mese e 5000 mila km, alla scoperta della nostra Italia del vino. Un viaggio che ci porterà ad incontrare uomini e donne del vino nel Post Covid-19.
Italian Wine Tour Martedi 28 Luglio 2020

Vetrère un coraggio tutto femminile

L’azienda salentina è oggi saldamente nelle mani di quattro donne che sono state in grado di dare una personalità decisamente originale ad una delle realtà più interessanti della Puglia.

di Fabio Piccoli

È bello arrivare in aziende che non si conoscono se non per le cose lette in preparazione di questo nostro Italian Wine Tour.

Gino il camper ci porta fino a dove la Puglia diventa il Salento, utilizzando proprio la descrizione che fa di se stessa l’azienda che abbiamo incontrato: Vetrère. 

Avevo letto che l’azienda era gestita da due sorelle, Annamaria e Francesca Bruni. Quello che non sapevo era che ad affiancarle fossero altre due donne, le figlie di Annamaria, Fanny ed Enrica Trinchera.

Ad accoglierci i sorrisi di Annamaria ed Enrica e ci siamo subito sentiti a nostro agio.

Una storia molto interessante quella di Vetrère che, come spesso capita nel mondo del vino, parte da lontano, poi si perde, per poi ritrovarsi.

Nel 1903, infatti, Serafina Troilo sposa Michele Ammazzalorsa, che lascia i suoi possedimenti al nipote Enrico Bruni, padre delle attuali proprietarie.

L’azienda, però, per molti anni si muove su strade diverse rispetto al vino e, nel frattempo, le ragazze Bruni da Taranto si spostano a Modena e Bologna per studiare.

Passano parecchi anni lontane da questa terra, anche se dal 1979 Annamaria, laureata in agraria, inizia ad amministrare l’azienda. 

Sarà proprio lei che riesce a soddisfare il sogno di riaprire l’antica cantina e dalla vendemmia 2012 iniziare il nuovo corso di Vetrère.

Messa così sembra facile, ma ascoltando i racconti di Annamaria capisco perfettamente che il percorso non è stato per nulla elementare, come pure non semplice è stato fare accettare la conduzione “al femminile” dell’azienda.

Conoscendola però, durante il nostro bell’incontro, mi è venuta via via sempre più chiara la percezione di una donna forte e determinata.

La stessa determinazione che ho trovato anche in Enrica, ventisette anni, ma già con idee molto chiare a partire dal desiderio di ampliare gli orizzonti commerciali dell’azienda fuori dai confini nazionali.

Salutare a mio avviso anche l’ottimismo e la fiducia manifestata da madre e figlia nel nostro incontro. “Chi è agricoltore - spiega Annamaria mentre raccoglie zucchine e rape rosse dall’orto - è inevitabilmente in costante stato di rischio. La natura ti dà tantissimo ma ti può portare via tutto in pochi minuti”.

La natura è sicuramente il grande amore di questa famiglia in terra tarantina. La produzione in equilibrio con l’ambiente non è “solo” certificata in casa Vetrère ma è un’aria che si respira appena si entra in azienda.

In otto vendemmie la strada fatta da Vetrère è alquanto sorprendente sia sul versante qualitativo dei vini (oltre ai noti Negroamaro e Primitivo ci ha convinti completamente il loro Cré, che ci ha consentito di approfondire la nostra conoscenza di un vitigno raro e poco noto, purtroppo, come il Minutolo), che su quello dell’accoglienza.

La visita all’azienda Vetrère è stata tra le più originali finora svolte ed è stato un mix perfetto tra un racconto personale di Annamaria nel bel mezzo delle vigne e dell’orto aziendale, una merenda con vini abbinati e prodotti tipici ma, soprattutto, un mini corso per imparare a realizzare orecchiette e strascinati. 

Il tutto, in un'atmosfera di grande cordialità, all’insegna di una comunicazione affascinante e autentica al tempo stesso.

Sono quelle visite che ti fanno capire che è possibile organizzare una straordinaria accoglienza rimanendo sempre se stessi, presentando la propria azienda e il territorio in cui è ubicata con professionalità, ma con uno stile spontaneo.

Non abbiamo dubbi, sentendo i racconti di Annamaria, che l’azienda in tempi pre Covid sia sempre stata un importante punto di riferimento per l’enoturismo di quest'area. 

E lo sarà ancora quando questa pandemia ci lascerà finalmente in pace.

Gino ha già riacceso il motore, tanti cani come di consueto lo circondano rendendo come sempre felici soprattutto i miei figli Anna e Biagio.

Oltre ai vini, ci portiamo in camper anche un bel po’ di ortofrutta dell’orto delle donne di Vetrère.

Questa volta abbiamo conosciuto solo la metà del volto femminile di Vetrère, un’altra buona ragione per tornare a conoscere l’altra metà.

Arrivederci.