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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour, we trust in our future: 1 mese e 5000 mila km, alla scoperta della nostra Italia del vino. Un viaggio che ci porterà ad incontrare uomini e donne del vino nel Post Covid-19.
Italian Wine Tour Giovedi 30 Luglio 2020

Sono le risorse umane a fare la differenza nelle aziende

Durante il nostro Italian Wine Tour vivo le aziende attraverso le risorse umane, il vero patrimonio per il successo del vino italiano.

di Lavinia Furlani

Continua con ritmo spedito la risalita dell’Italia e continua a crescere il mio bagaglio personale di conoscenza. Oggi vi voglio parlare di aziende dove non abbiamo parlato solo con i titolari ma dove abbiamo potuto confrontarci anche con il management, con quel team di persone che quotidianamente nei loro diversi ruoli contribuisce al successo delle nostre aziende. 

Come ormai avrete capito i miei racconti si focalizzano “solo” sulle persone che ho incontrato, spetterà poi a Fabio scrivere di territorio e di aziende.  

Proprio per questo durante le visite, usiamo spesso le carte di The Wine Village, il nostro nuovo progetto legato allo sviluppo delle competenze nel mondo del vino e che parte dal presupposto che siamo tutti abitanti di un villaggio con ruoli e funzioni diverse e con una simbologia radicata in noi e nelle nostre storie di vita.

Quando si chiude la porta del camper e ripartiamo, sento che sono già diversa e che mi sto portando dentro qualcosa di nuovo, che va oltre una visita e una degustazione. Iniziamo con l'utima settimana di visite! 

 

Che cosa ho imparato da Casale Del Giglio ? 

Faccio fatica a concentrarmi solo sugli aspetti umani parlando di Casale del Giglio, perché la bellezza e l’intensità evocativa dell’azienda sono veramente potenti. Ma faccio finta di avere incontrato tutti loro in un contesto neutro!

La prima cosa che mi è balzata all’occhio fin dall’arrivo, è stata l’amicizia che può nascere in un contesto di lavoro. Il mondo del vino è visto spesso come competitivo, talvolta anche un po’ falso, ed è invece meraviglioso poter raccontare di Linda e di Elise, responsabili di export e di accoglienza, che si sono conosciute in questa azienda e condividono la stessa abnegazione vivendola con complementarietà. 

Da loro ho imparato che vivere bene in un ambiente di lavoro, dipende certamente da come il titolare imposta l’azienda, ma soprattutto da come noi siamo capaci di vivere la dimensione del lavoro, delle relazioni e delle opportunità. Il lavoro fa parte integrante (talvolta è protagonista)  della nostra vita, non è una parentesi dove poter staccare la spina del benessere per poi riprendere a vivere quando si esce dal cancello. 

E quando riusciamo a vivere con pienezza l’ambiente di lavoro, emerge la sintonia di Linda ed Elise, che si trasforma in professionalità e in perfezione aziendale. 

Grazie perché mi avete trasmesso competenza, naturalezza, professionalità ma anche tanto equilibrio con l’azienda. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Fabbro. 

E poi c’è stato l’incontro con il titolare Antonio Santarelli, che è riuscito ad incastrarci in una giornata fitta di altri incontri, ma senza farci percepire la pienezza della sua agenda. 

Da lui ho imparato che si può fare accoglienza anche in 3 minuti e che non servono intere giornate per creare sinergia. Ho anche imparato che velocità, fretta e frenesia non sono sinonimi. Lui è stato veloce nell’incontro con noi, ma senza dare impressione di avere fretta. E la cosa incredibile è che sia riuscito a crearci un contenitore così perfetto per le ore che siamo rimasti, da non farci minimamente percepire la sua assenza. Credo che questa sia una forma d’arte: ti faccio sentire la mia presenza anche se non posso esserci, a tal punto che quando tu degusti il mio vino, hai la sensazione di berlo accanto a me. 

Grazie Antonio, spero di essere riuscita a rubarti anche solo un briciolo di quello straordinario mix di ingredienti che un leader deve avere, e che ho intercettato ascoltandoti e osservandoti. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Capo del Villaggio.

 

Che cosa ho imparato da Antonio Capaldo, Francesca e Lylian di Feudi San Gregorio?

Per incroci di orari avevamo concordato prima una visita aziendale e poi l’incontro con il Presidente. 

Ci è balzata subito all’occhio la preparazione di Lylian e di Francesca, responsabili dell’accoglienza, che ci hanno condotto in una visita guidata perfetta nei tempi e nell’impostazione. 

Da loro ho imparato che quando non si improvvisa tutto avviene nel migliore dei modi e che serve studiare anche quello che apparentemente ci risulta facile o scontato, come accompagnare un ospite in un tour della cantina. La visita dell’azienda è un momento delicato e strategico e se organizzata bene fa la differenza. È soprattutto fondamentale capire chi hai davanti e adattarti al visitatore evitando di mettere un disco rotto con la solita presentazione. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Narratore.

È arrivato poi il Presidente Antonio Capaldo ed abbiamo potuto stare con lui solo 13 minuti di orologio. 

Ma vi assicuro che sono stati 13 minuti cosi densi da sembrare tre ore. 

Non ci conoscevamo di persona, ma in un attimo siamo arrivati nel cuore delle nostre reciproche visioni. Antonio mi ha colpito subito per l’approccio smart e profondo. Un manager preparato che è riuscito a sintonizzarsi immediatamente con noi e con la mission di questo nostro viaggio nell’Italia del vino. 

Da Antonio ho imparato che serve una capacità infinita e mai sufficiente per relazionarsi alle risorse umane. Mi sono spesso chiesta a cosa mi sono serviti i miei studi di psicologia, filosofia e counseling e parlando con Antonio ho condiviso quanto è complesso leggere e rintracciare le leve tra le persone, soprattutto dopo una fase delicata come quella che stiamo passando. 

Grazie Antonio perché hai saputo verbalizzare uno scenario legato alle risorse umane con una chiarezza e una lucidità uniche e mi hai permesso di mettere meglio a fuoco come la chiave sia proprio in queste risorse. Sulla natura abbiamo poco da poter intervenire, ma sulle risorse che lavorano nelle nostre aziende c’è un potenziale infinito. 

 

Che cosa ho imparato da Domizio Pigna e Marco Giulioli  di Guardiense?

Conosco Domizio Pigna da circa 2 anni ma per la prima volta ho potuto pranzare con lui senza la fretta ricorrente. Definirlo solo Presidente mi pare riduttivo. Da Domizio ho imparato che cosa significa spendersi in prima persona, scendere in campo, attivarsi personalmente per un bene più alto, per un progetto che non è solo un lavoro. 

Ma soprattutto da Domizio ho imparato cosa significa realmente essere rigorosi e diplomatici, evitando di scegliere scorciatoie che alla lunga potrebbero rivelarsi pericolose. Essere diplomatici non significa essere fessi, ma significa aver imparato a contare fino a venti prima di esporci e prima di dar voce a quello che pensiamo. Significa aver la capacità di elaborare prima di esternare. 

Quando questa capacità viene integrata dall’ironia e dalla sagacia, come nel caso di Domizio, il risultato è un mix straordinario. 

Grazie Domizio per il tuo modo di essere, vorrei tanto imparare da te cosa significa saper dosare. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Custode del Fuoco.

Dall’enologo Marco Giulioli ho imparato cosa significa non isolarsi dietro ad un singolo ruolo e non nascondersi dietro ad una funzione. Un enologo che definirei prima di tutto un manager, vista la visione, le attitudini, e la capacità di analisi sistemica. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il  Fabbro.

 

Che cosa ho imparato da Luigi Caporicci, Aurore de Koning, Ilaria Palumbo, Claudia Casula e Marco Zanibellato di Gotto D’Oro ? 

L’orgoglio di fare squadra è ciò che mi è balzato subito agli occhi passando del tempo con il management di Gotto D’Oro. 

Da Aurore, Ilaria, Claudia e Marco ho imparato che è fondamentale vivere l’azienda come se fosse la tua, soprattutto quando si tratta di una cooperativa.  La loro individualità si è messa in ombra per mettere in luce un bene più grande, quello dell’azienda. Caratteristica molto rara, soprattutto quando si trasforma anche in complicità tra colleghi.  È stato bello vedere un team affiatato a prescindere dai loro ruoli ben distinti. Il noi diventa portatore di valori, di quella collettività che supporta ogni sforzo, di consapevolezza e di senso. Quel senso di appartenenza che ho riscontrato in loro tre ed auspico che tutto il mio team viva quotidianamente in Wine Meridian. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Cuoco.

Dal Presidente Luigi Caporicci ho imparato quanto abbia valore conoscere profondamente le dinamiche, l’ambiente e le problematiche dell’azienda che si rappresenta. Luigi ha avuto la capacità di trasmetterci il credo della Cooperazione in modo semplice e innato. Grazie per aver condiviso con noi con grande umiltà i valori in cui credi. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Legislatore. 

 

E anche per oggi posso dire grazie a tutti coloro che ho incontrato che mi hanno tramesso e donato un pezzettino del loro lavorare nel mondo del vino. Sono sempre più convinta che sono gli uomini e le donne al centro di questo straordinario comparto. La risorsa umana al centro del gioco. Sempre!