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Italian Wine Tour

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Italian Wine Tour Venerdi 13 Novembre 2020

Santa Maria La Palma, viticoltori prima di tutto

La nota cooperativa sarda è un punto di riferimento sempre più autorevole nel panorama produttivo dell’Isola, grazie ad una costante crescita della capacità viticola dei soci e la competenza del management aziendale.

di Fabio Piccoli

Conosco ormai Santa Maria la Palma da numerosi anni. Da tempo è uno degli esempi migliori di cooperazione vitivinicola nel nostro Paese.

Una storia molto importante ed interessante quella di Santa Maria la Palma che abbiamo potuto ulteriormente approfondire nel nostro Italian Wine Tour.

Anche se la nascita ufficiale della cooperativa è il 1959, la genesi di questa realtà è antecedente, nel 1946 quando i terreni della Nurra (zona agricola a nord ovest della Sardegna, nella zona di Alghero tanto per intenderci), dopo essere stati bonificati, furono consegnati ai contadini di quel territorio in seguito alla riforma agraria.

Un evento molto importante che consentì poco più di dieci anni dopo di fondare, con un primo gruppo di 100 soci, la Cantina Santa Maria la Palma.

Per questa ragione troviamo molto appropriata la descrizione della Cantina algherese racchiusa in queste parole: “Non ci sono conti, baroni o marchesi, a Santa Maria la Palma. Ci sono tante famiglie di viticoltori e di contadini. Cinquant'anni fa hanno avuto in assegnazione delle terre incolte, ad Alghero. Non avevano ricchezze di famiglia. Ma braccia forti, schiene dritte, passione, valori”.

Potrebbero apparire parole retoriche per coloro che non conoscono questa realtà che oggi è rappresentata da 321 soci che coltivano una superficie vitata di circa 700 ettari per una produzione di poco sotto ai 5 milioni di bottiglie.

In ormai sessant’anni di attività la Cantina è riuscita a crescere fortemente sul fronte della qualificazione dei prodotti e sono infatti numerosi i premi e riconoscimenti ricevuti in questo lungo periodo della loro storia sia a livello nazionale che internazionale.

Ma l’anima “viticola” della Cantina è sempre rimasta integra e i soci attuali si sentono tutti eredi di quei contadini che per primi intuirono anche la straordinaria vocazionalità vitivinicola di questa terra dove la vicinanza al mare, le ottime esposizioni, e una natura pedoclimatica ideale consentono la realizzazione di vini non solo di ottima qualità ma anche di grande personalità.

I risultati commerciali della Cantina sono frutto anche della presenza di un management professionalmente evoluto, competente.

Ad accoglierci anche questa volta in Cantina Roberto Salis, responsabile commerciale della cooperativa e tra i migliori manager del vino sardi.

“La nostra cooperativa - ha evidenziato Roberto - ha sempre messo al primo posto le risorse umane, a partire dai soci che rappresentano il cuore pulsante della nostra realtà. Siamo coscienti da sempre, infatti, che solo attraverso la loro crescita professionale, potremo non solo aumentare costantemente la qualità dei nostri vini ma anche garantire la loro corretta remunerazione”.

Ma Santa Maria la Palma è diventata nel tempo anche una straordinaria testimone del valore dei grandi vitigni autoctoni di Sardegna come il Cannonau ed il Vermentino, la Monica e il Cagnulari, vitigno storico sardo che proprio nel territorio di Alghero ha trovato la culla ideale.

La cooperativa algherese è riuscita, inoltre, nel difficile compito di bilanciare al meglio produzioni capaci di testimoniare l’elevato valore qualitativo dei vini sardi e, al tempo stesso, prodotti che sono riusciti a far conoscere ad un pubblico vasto l’identità del vino sardo: tra quest’ultimi un posto particolare è rappresentato dall’Aragosta il Vermentino di Santa Maria la Palma, diventato una sorta di vino cult di larga diffusione che ha fatto conoscere la Sardegna del vino al mondo.

Ma il profilo qualitativo dei vini della cooperativa algherese è decisamente elevato e anche in questa occasione abbiamo potuto constatare il valore raggiunto, in particolare, da vini della linea Prestige dove spiccano tre tipologie a nostro parere tra le più interessanti nel panorama vitivinicolo della Sardegna: il Ràfia, un Vermentino di Sardegna di grande eleganza, il Recònta, un Cagnulari riserva che testimonia quali vertici qualitativi può raggiungere questo vitigno e, infine, il Redìt, un Cannonau di Sardegna Riserva che dimostra come questo vitigno sia anche in grado di dare vini di grande finezza e incredibile longevità.

Salutiamo Roberto e Santa Maria la Palma con l’auspicio che a breve le porte della Sardegna si possano riaprire con serenità per accogliere quei turisti e tutti coloro che amano questa terra unica dove il mare e l’entroterra sono legati da un filo indissolubile.