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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Venerdi 24 Luglio 2020

Quando le donne nel mondo del vino sanno fare la differenza

Vi racconto che cosa ho imparato dalle donne incontrate in questa settimana di Italian Wine Tour.

di Lavinia Furlani

Siamo a metà Italian Wine tour e mi sento già trasformata. Questo viaggio in camper nell’Italia del vino mi sta nutrendo. Non solo fisicamente, se ci va bene torneremo tutti con 5 kg in più, ma mi riferisco a quel nutrimento che si inietta direttamente in vena e che inizia a scorrere con te. 

Ogni volta che risalgo sul camper mi accorgo che sale con me anche un pezzo delle persone con cui ho parlato. Mi porto via emozioni, sogni, fatiche, visioni. Ed è per questo che mi sento sempre diversa. 

Chissà se poi riesco a lasciare in cambio un pezzettino di me. Ce la metto tutta, ma lo scambio non è alla pari, sento che è più quello che prendo di quello che lascio. E per questo ringrazio ogni uomo e donna che incontro. 

Donne.. le abbiamo citate! Oggi vi racconto una serie di incontri femminili, dove le donne sono protagoniste. Siamo nel sud Italia e questo rende ancora più onore all’universo femminile che con fatica ha saputo affermarsi.  

Ormai lo sapete che durante le visite ci lasciamo ispirare dalle carte di The Wine Village, il nostro nuovo progetto legato allo sviluppo delle competenze nel mondo del vino ( link) e che parte dal presupposto che siamo tutti abitanti di un villaggio con ruoli e funzioni diverse e con una simbologia radicata in noi e nelle nostre storie di vita.

 

Che cosa ho imparato da Camilla di  Masseria Cuturi? 

Ho conosciuto Camilla circa 10 anni fa ascoltando una sua intervista in cui raccontava l’impostazione di enoturismo e di accoglienza nel Wine Resort Massimago a Verona. Già in quella intervista avevo intuito la tempra di Camilla e la sua impostazione con idee molto chiare. 

Non potevo quindi perdere l’occasione di vederla a Masseria Cuturi, per capire quello che è diventato il suo regno pugliese e la sua fonte di energia. 

La mia domanda voleva essere solo una: ma chi te l’ha fatto fare Camilla, dopo tutte le soddisfazioni (e l’impegno) che avete a Massimago, di iniziare da capo nella parte opposta dell’Italia? 

Siamo arrivati e Camilla era sulla terrazza che filmava l’ingresso trionfale di Gino e già vedendola lassù ho capito il suo legame con quella terra e ho capito che la mia domanda era assolutamente inutile. 

Da Camilla ho imparato che cosa significa dedicare tutte le energie ad un progetto e viverlo come una estensione di sé, senza più considerarlo un lavoro ma come uno stile di vita. 

Ho anche capito quanto è vero che ogni successo ha dietro un duro lavoro. Se incontri Camilla ad una fiera, potresti pensare che la vita le abbia regalato tutto, ma basta vederla integrata nella sua azienda per capire quanto lavoro, quanti sacrifici e quanta dedizione servino per mantenere magica una delle masserie più autentiche di Puglia. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Costruttore.

 

Che cosa ho imparato da Paola e Anna Chiara di Mustilli? 

Parto dall’inizio e arrivo subito alla fine: alcuni problemi nella nostra azienda mi hanno fatto arrivare dalle sorelle Mustilli con la testa altrove e con l’umore non al top. 

Ma quando sono andata via sono salita su Gino con l’entusiasmo ritrovato e un rinnovamento interiore potente. 

Ne avevo tanto sentito parlare ma non avevo mai avuto l’occasione di passare del tempo con Paola e Anna Chiara. E vi assicuro che degustare i loro vini nella loro cantina è un’esperienza che potrei definire mistica. Qui il tempo si è fermato, o forse siamo talmente avanti da non riuscire a contestualizzare la dimensione spazio/tempo. Nella loro diversità ci hanno accolto con un confronto autentico, reale e famigliare, grazie anche alla presenza di Maurizio, il marito di Paola, che si armonicamente inserito nel nostro flusso di racconti.

Da Paola ho imparato che cosa significa aver interiorizzato a tal punto la propria identità aziendale da renderla tutt’uno con l’identità personale, in un processo così coerente da non presentare alcuna sbavatura. 

Grazie Paola per avermi insegnato che i compromessi non sempre sono la scelta giusta e che talvolta è più importante rimanere fedeli a se stessi. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Cuoco.

 

Da Anna Chiara ho imparato che quando qualcosa è perfettamente aderente a noi, lo sappiamo comunicare molto più facilmente. Serve equilibrio per vivere in un’azienda famigliare e vanno smussate le diversità con amore e con intelligenza. Grazie Anna Chiara perché la tua visione della vita prima ancora che dell’azienda mi ha fatto intuire la profondità del tuo animo e la dedizione di un progetto che richiede tanto sacrificio. Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Fabbro.

 

Da Maurizio ho imparato che si può ancora pensare diversamente e che si può ancora rivivere la gioia delle relazioni, mescolate ai nostri sogni che sono la più grande forma artistica che tutti possediamo. Grazie Maurizio per averci fatto entrare nei tuoi progetti di rinascita attraverso la creatività. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Folle.

 

Che cosa ho imparato da Elena Fucci? 

Da tanti anni avevo il desiderio di vedere Elena nel suo piccolo grande regno e di conoscere meglio la sua storia. 

Di lei mi ha sempre colpito la sua “fama”, non tanto come produttrice di un vino pluripremiato, ma quanto come persona. Colleghi, giornalisti, produttori, ho sempre sentito una voce unanime nel dire:  Elena è forte, Elena è tanta roba, Elena è Elena. 

E la cosa più bella sapete qual’è ? Che Elena non se la tira. 

Ci ha accolto come se non ci vedesse dal giorno prima, e ci ha travolto con la sua spumeggiante energia abbinata alla meraviglia. 

Da Elena ho imparato che la leggerezza e la naturalezza con cui emergiamo, non hanno nulla a che vedere con il mazzo che ci facciamo, con lo studio, la preparazione, e che   l’improvvisazione non è più concessa. Per fortuna aggiungo io! 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Guerriero.

 

Che cosa ho imparato da Annamaria ed Enrica di Vetrére? 

E’ bastato passeggiare nel vigneto con Annamaria per capire l’impostazione al femminile di questa azienda, dove ogni dettaglio e ogni scelta produttiva assumono un sapore particolare, quello del pensiero femminile.  Non abbiamo conosciuto le altre “donne di casa” ma abbiamo intuito che sono riuscite tutte a creare una squadra armonica. Da Annamaria ed Enrica ho imparato cosa siamo in grado di fare noi donne quando riusciamo a lavorare in team. La complicità che ho respirato nelle ore che siamo rimasti in azienda mi ha fatto riconciliare con tutte quelle storie di aziende dove le relazioni famigliari sono distruttive. 

Grazie Annamaria e grazie Enrica perché nei vostri vini ho rintracciato tutta la vostra sensibilità e ad ogni sorso ho pensato a mia mamma, che ho perso quando ero molto giovane, ma con voi ho ritrovato nel mio cuore. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Cuoco.

 

Che cosa ho imparato da Vivana Malafarina di Basilisco? 

Per problemi organizzativi abbiamo cambiato orario della visita da Viviana più volte, e lei ha dimostrato da subito comprensione ed elasticità nonostante sia da sola a gestire una marea di attività. 

Da Viviana ho imparato che la vita ci pone spesso davanti a scelte inaspettate e che la nostra bravura sta nel saper cogliere per il verso giusto le opportunità per trasformarle in scelte. Se  non avessi saputo la sua storia professionale avrei detto che Viviana è nata facendo questo mestiere, considerata la sua preparazione e la sua capacità di  trasferire conoscenza del territorio. 

Grazie Viviana perché mi hai trasmesso non solo la non paura del cambiamento, ma soprattutto che ogni esperienza del passato porta una sua utilità nel presente. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Cuoco.