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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour, we trust in our future: 1 mese e 5000 mila km, alla scoperta della nostra Italia del vino. Un viaggio che ci porterà ad incontrare uomini e donne del vino nel Post Covid-19.
Italian Wine Tour Mercoledi 29 Luglio 2020

Masseria Cuturi 1881 soprattutto un sogno

Un luogo magico e ospitale dove è nato il Primitivo di Manduria, capace di andare oltre il vino attraverso un’esperienza sensoriale totale e alla forza di una donna.

di Fabio Piccoli

Conoscevo bene Camilla Rossi Chauvenet, titolare di Massimago (www.massimago.com), a mio parere il più riuscito wine relais in Italia. Per chi dubita del mio parere gli consiglio un bel viaggio nella bella Val di Mezzane in provincia di Verona, per verificare di persona. 

Stavamo programmando il nostro Italian Wine Tour quando Lavinia mi dice che Camilla sarebbe stata disponibile a farci visitare Masseria Cuturi 1881 (www.masseriacuturi.eu), la sua “nuova” azienda a Manduria (Taranto).

Memore della straordinarietà di Massimago e della personalità di Camilla ci ho messo un secondo a dire “assolutamente sì”.

E credetemi è stato il sì più intelligente che potessi dire.

La visita, anche se sarebbe più corretto dire l’incontro con Masseria Cuturi 1881 è stata una vera e propria folgorazione.

Se fosse stata una donna sarebbe stato il classico colpo di fulmine, di quegli incontri in cui il cuore parla prima della razionalità del cervello.

Capisco che quello che ho provato io, Lavinia, ma anche i miei due figli Anna e Biagio, è la stessa cosa che ormai una decina di anni fa ha portato anche Camilla a “stravolgere” la sua vita.

Quello che è riuscita a fare, in particolare con il contributo di mamma Lorenza Cracco, come ci tiene ha sottolineare Camilla, ha veramente dello straordinario.

Masseria Cuturi, infatti, rappresenta una di quelle strutture che quando la vedi non ti puoi non innamorare ma quando inizi a guardare meglio i particolari, in questo caso anche quelli di natura “legale”, di rendi conto che dovrai sobbarcarti di un lavoro immane.

Un lavoro che come mi spiega Camilla non è ancora completato e quindi la Masseria appare in una sorta di work in progress.

Ma credetemi uno di quei work in progress più affascinanti che mi sia mai capitato di visitare. Vorrei vivere eternamente nel work in progress di Masseria Cuturi 1881 tanto per intenderci.

Non è facile spiegare a parole la bellezza di questo luogo. E questo mi fa pensare come la bellezza, il grande fascino non avrà mai parole sufficientemente efficaci per renderli facilmente percepibili anche a distanza. Le stesse foto, per quanto utili, rischiano di essere insufficienti.

La prima caratteristica che mi viene da evidenziare di questo posto magico è il suo essere assolutamente originale, totalmente al di fuori di quello che oggi è entrato nell’immaginario comune di una masseria.

La gran parte delle masserie, infatti, luoghi sicuramente quasi sempre bellissimi, sono però ben lontane dal fascino unico di Masseria Cuturi. Tutto è diverso, la pianta, la struttura, la disposizione delle stanze, le terrazze, il paesaggio circostante.

Ecco, il paesaggio circostante è dominato in gran parte da quella che si può considerare la prima Conca d’oro del Primitivo di Manduria, dove fu piantata la prima barbatella. Da qui partì tutto. 

Guardare dalla terrazza sul tetto della Masseria la distesa di verde del vigneto che arriva fino a confondersi con il blu del mare Ionio sullo sfondo ha semplicemente dell’incredibile.

E’ vero che continuo ad esaltare i grandi paesaggi vitati e rurali in cui ci stiamo imbattendo in questo Viaggio nel vino italiano, ma che ci posso fare è la realtà ed ogni volta il tiro si alza, come se ci fosse una sfida in atto tra chi “possiede” il paesaggio più suggestivo.

Ma tutta questa bellezza non sarebbe completa se a darle la giusta cornice, la corretta luce, non ci fosse una donna come Camilla.

Camilla non ci ha accompagnati a visitare la sua Masseria, ci ha letteralmente trasportati all’interno del suo sogno.

Dico la verità, non mi era mai capitato nulla di simile. Tante volte mi sono imbattuto in storie di aziende che testimoniavano la capacità di donne e uomini di trasformare sogni in realtà, ma quello che è riuscita a trasmetterci Camilla è stato veramente unico.

A partire dalla condivisione delle tante difficoltà incontrate, e non ancora del tutto terminate (ma finiscono mai gli ostacoli quando i sogni sono così belli e grandi?) per realizzare un progetto così peculiare, importante, fantastico.

Camilla non ha nascosto nulla e ha fatto benissimo perché così è riuscita a dimostrare in maniera autentica lo straordinario sforzo che si deve mettere in campo per consentire poi a tutti coloro che sono venuti e verranno a Masseria Cuturi 1881, di godere di un luogo così prezioso.

È molto importante riuscire a far percepire anche il “backstage” di un sogno perché questo non solo arricchisce la comunicazione ma rende più vero un luogo, un prodotto, un servizio.

Ascoltando la storia di Masseria Cuturi prima dell’arrivo di Camilla, mi vengono in mente quelle favole che narrano di castelli sotto la condanna di un incantesimo, poi arriva una principessa e l’incantesimo si scioglie riportando il maniero ai suoi fasti migliori.

Ad Anna e Biagio la storia di Camilla è apparsa proprio così e hanno perfettamente ragione.

Oggi Masseria Cuturi 1881 è già più cose. Oltre al versante Relais (rappresentato da una decina di stanze ma destinate ad aumentare ci spiega Camilla), la Masseria sta regalando già nel presente vini molto interessanti a partire dal Tumà, un eccellente Primitivo,  finalmente realizzato privilegiando la bevibilità alla potenza, dedicato a Don Tommaso Schiavoni, nobiluomo che per primo piantò le barbatelle di Primitivo a Manduria, proprio nella Conca d’Oro di Masseria Cuturi.

Questa volta risalire sul camper Gino è veramente durissima e non aiuta nemmeno fermarsi ad una breve visita al Cuturino, un altro “piccolo” sogno realizzato da Camilla.

Ma questa è un’altra storia.