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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Giovedi 13 Agosto 2020

Il potere dell'accoglienza quella vera!

Gli insegnamenti delle persone incontrate nelle ultime due tappe del nostro Italian wine tour.

di Lavinia Furlani

Eccoci giunti all’ultimo racconto di persone incontrate nelle aziende del vino che abbiamo visitato. 

Abbamo due aziende dove l’accoglienza, seppure in forma diversa, è un must imprescindibile e naturalmente manifestato dalle persone che ci hanno accolto. 

Come sempre il mio compito è quello di provare a trasmettere che cosa ho colto nelle risorse umane che ho incontrato, partendo dal presupposto che il successo arriva anche da loro e non solo da vini e territori. 

Ormai lo sapete che durante le visite ci lasciamo ispirare dalle carte di The Wine Village, il nostro nuovo progetto legato allo sviluppo delle competenze nel mondo del vino ( link) e che parte dal presupposto che siamo tutti abitanti di un villaggio con ruoli e funzioni diverse e con una simbologia radicata in noi e nelle nostre storie di vita.

 

Che cosa ho imparato da Roberta Bianchi, Paolo Pizzol e Tiziano Cervone di Villa Franciacorta.

L’azienda Villa è la prima azienda che ho messo nell’elenco da visitare quando abbiamo deciso che avremmo fatto l’Italian wine tour, perché nei mesi di lockdown ho pensato tanto a loro e alle difficoltà che stavano passando a causa del Covid e avevo un grande desiderio di incontrarli. 

Ci ha accolto Tiziano, brand ambassador dell’azienda e responsabile dell’accoglienza. Non è facile rappresentare un’azienda con un brand così definito e autorevole come Villa. Da Tiziano ho appunto imparato quanto sia importante comprendere a fondo l’identità dell’azienda per cui lavoriamo per poi potersi sintonizzare con armonia. Grazie Tiziano per la tua capacità di trasmettere questa armonia come se fosse sempre stata parte di te. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Narratore

Da Paolo ho imparato che la vita ci mette sempre davanti a nuove sfide e che servono i nervi saldi per affrontarle con equilibrio.  Paolo è un uomo di poche parole ma di tante sfumature emotive che traspaiono quando parla dei loro vini e delle loro scelte aziendali. Un uomo che non ama essere protagonista ma che riesce ad esserlo grazie alla sua disponibilità di confronto e di ascolto. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Cuoco.

E poi arriva Roberta, che per me rappresenta la reale testimonianza di cosa significa essere vitali. 

Da Roberta ho imparato tanto, e posso dire che è stato da esperienze come la sua che abbiamo creato il nostro motto “We trust in our future”. Roberta ha vissuto tre mesi che credo nessuno di noi possa immaginare, ha perso il padre (fondatore dell’azienda) senza poterlo salutare ed è stata più di due mesi in ospedale in terapia intensiva, per poi riprendere le sue funzioni primarie con una lentissima rieducazione. 

E l’ho trovata pronta ad accoglierci con il suo sorriso,  con la sua forza contagiosa e con la consapevolezza di chi ha ancora tanto da dare al mondo del vino. Nessuna modalità vittimistica o di lamento per quanto accaduto, ma solo una grande visione sul presente e sul futuro. L’orgoglio di essere Roberta, l’orgoglio di essere mamma e moglie, e l’orgoglio di essere il cuore pensante e pulsante di un’azienda come Villa. E il tutto con una naturalezza e con una semplicità fuori dal comune e con uno sguardo naturalmente proteso verso l’altro e non verso se stessa. Dovevo essere io a portare un regalo a lei, per dirle grazie di avercela fatta. E invece è stata lei a creare un regalo per il nostro team, con quella naturalezza di chi sembra far tutto con facilità, anche quando non è così.

Se il vino italiano ha avuto successo credo che sia merito anche di persone come lei che antepongono il bene comune al proprio. 

Grazie Roberta per quello che rappresenti per me, e per il grande insegnamento che mi hai dato in questi mesi. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Guerriero.

 

 

Che cosa ho imparato da Flavio Geretto e Manuela Oregna di Villa Sandi

Abbiamo deciso di terminare il nostro tour presso Villa Sandi grazie all’intuizione di Flavio e Manuela che hanno fortemente voluto avere Gino per l’ultima tappa. 

Ed è stato grazie alla loro intuizione che abbiamo celebrato la fine del tour nel migliore dei modi e in un territorio che ha reso famoso il vino italiano nel mondo. 

La prima cosa che ho imparato da loro è di come l’accoglienza non sia qualcosa che si crea per dovere o per credo aziendale, ma è qualcosa che risulta autentico solo nella misura in cui ognuno di noi è realmente accogliente e aperto nel ricevere l’altro. Villa Sandi trasuda di ospitalità in ogni angolo e loro due ne hanno interpretato ogni sfumatura. 

Hanno accolto il nostro team con il cuore aperto, e con una modalità celebrativa non tanto della loro azienda quanto del nostro tour. E questo ha fatto in modo che ognuno di noi rimanesse poi stregato dall’azienda e dai loro vini. 

Manuela si è prodigata per organizzare al meglio la nostra visita, e lo ha fatto con la genuina disponibilità di un autentico padrone di casa. 

Da lei ho imparato che quando si ama un territorio è più facile amare un lavoro e che la professionalità si può mescolare con l’ironia. 

Grazie Manuela per avermi insegnato che sono i dettagli a fare la differenza.

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Tessitore

Flavio è uno dei manager più veri e competenti che io abbia incontrato. Uso il binomio vero e competente perché difficilmente queste due caratteristiche coesistono nel nostro mondo del vino. 

Da lui ho imparato che la condivisione di informazioni è il primo segreto per il successo e che va sapientemente mescolata con la capacità di ascolto e di raccolta di visioni altrui. 

Ho inoltre imparato che essere umili e sobri è un modo di essere e non di fare.

Grazie Flavio per aver condiviso con noi le tue esperienze professionali e le tue visioni di mercato, mi hai insegnato quando è importante tenere sempre la bussola orientata nella direzione corretta e seguirla. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Mercante Esploratore

 

Ora più che mai posso dichiarare di essere stata letteralmente travolta e trasformata dall’energia di tutte le persone che ho incontrato, dalle loro emozioni e dalle loro vite. 

Finchè avremo uomini e donne che credono nel primato del vino italiano, non avremo nulla da temere!