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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Mercoledi 17 Novembre 2021

Feudo Antico, l’accoglienza tra archeologia e vitigni autoctoni

Il progetto di accoglienza della Cantina Tollo si fonda in un originale mix di fattori dove il driver è l’archeologia che fa da cornice straordinaria alla produzione dei vini Tullum, una delle più piccole denominazioni del nostro Paese.

di Fabio Piccoli

Era nato come un progetto di archeo-enologia, ma si è evoluto nel tempo anche come un ottimo esempio di accoglienza enoturistica.
Sto parlando di Feudo Antico, l’azienda nata nel 2004 e facente parte di un nome storico della cooperazione abruzzese, la Cantina Tollo.

All’inizio doveva essere un progetto sperimentale per rivitalizzare le coltivazioni autoctone, a partire dai classici abruzzesi Montepulciano, Pecorino e Passerina, inseriti in una delle denominazioni più piccole del nostro Paese, la docg Tullum, racchiusa esclusivamente nel comune di Tollo in provincia di Chieti.

L’archeologia è stata lo straordinario valore aggiunto del progetto, grazie ai ritrovamenti fatti durante il reimpianto dei vigneti di Pecorino che hanno portato alla luce i resti di un edificio romano, con un’antica cisterna e anfore per la conservazione del vino. A quel punto, i bravi amministratori di Cantina Tollo hanno compreso che Feudo Antico poteva diventare non solo un importante punto di riferimento della vitivinicoltura di qualità abruzzese, ma anche un luogo ideale per sviluppare un progetto di ospitalità enoturistica.

Abbiamo avuto la fortuna di poterci godere la nuova struttura per l’accoglienza, solo recentemente conclusa, che rappresenta uno dei più funzionali luoghi enoturistici che abbiamo visitato in questo Italian Wine Tour 2021. Abbiamo avuto la fortuna di essere guidati nella visita, tra gli altri, dal presidente Vittorio Di Carlo. Un esempio molto prezioso per far comprendere come anche in una cooperativa è fondamentale che gli amministratori “mettano la faccia” nella comunicazione, in particolare nell’attività di accoglienza. Dare un volto alle cooperative è un fattore strategico, non bisogna mai dimenticarlo.

Ma Feudo Antico è veramente un luogo speciale: Sale degustazione, ampie aree per eventi, oltre alla suggestiva zona archeologica che è stata resa visibile e facilmente visitabile. Il tutto all’interno di una struttura contemporanea resa ancor più affascinante dall’insediamento archeologico.

Feudo Antico rappresenta anche un ottimo esempio di come una grande cooperativa possa creare luoghi totalmente dedicati all’attività di accoglienza, dove si è in grado di “raccontare” meglio i vertici qualitativi di una terra a forte vocazione vitivinicola come il chietino, a partire proprio dall’area di Tollo. E’ molto importante sottolineare quest’ultimo aspetto in quanto le cooperative non hanno solo un ruolo strategico nell’economia di un territorio e di una denominazione, ma possono diventare anche rilevanti punti di riferimento per quel che concerne l’ospitalità.

Sono fortunatamente molti, oggi, gli esempi virtuosi di cooperative italiane coinvolte nell’attività enoturistica e il progetto di Feudo Antico si inserisce, in maniera assolutamente originale, in questa direzione.

Ma se l’archeologia rappresenta sicuramente un forte appeal ad un target elevato di enoturisti, è sicuramente il progetto enologico di Feudo Antico che rimane un asset portante dello storytelling nell’ospitalità aziendale. Feudo Antico, infatti, rappresenta anche un eccellente esempio di ricerca vitivinicola ispirata anche alla storia di questa terra. In questa direzione, si inserisce, ad esempio, il progetto Inanfora che segue proprio l’ispirazione delle anfore romane ritrovate e ripropone questa antica tecnica di vinificazione in una visione moderna che ha portato ad un utilizzo minimo di solfiti.

Tutto questo assume un fascino speciale nella narrazione che ci è stata fatta durante la nostra visita che ci ha fatto capire, attraverso una bellissima descrizione dell’agronomo Antonio Sitti sotto il tendone di Pecorino, le ragioni che fanno di questa terra uno degli habitat ideali per i vitigni autoctoni abruzzesi. Ed è proprio questo uno dei valori e obiettivi principali del turismo del vino: far comprendere le motivazioni che portano un terroir ad essere vocato a determinate produzioni.

A Feudo Antico ci riescono perfettamente e lo fanno con quella semplicità divulgativa che è alla base per costruire una comunicazione efficace, di quelle che si ricordano nel tempo.