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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fato dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Venerdi 16 Luglio 2021

Da Pojer e Sandri, il teatro reale dell’accoglienza

La nota azienda di Faedo (Trento) rappresenta un modello enoturistico di assoluta originalità dove grazie alla creatività comunicativa di Mario Pojer la visita si trasforma in un evento teatrale ma sempre all’insegna dell’autenticità, senza mai cadere nella banalizzazione.

di Fabio Piccoli

Potremmo definire l’esperienza enoturistica da Pojer e Sandri una di quelle esperienze dove è il titolare ad accompagnare il visitatore e che attiva quindi un percorso trasversale, dove la visita tecnica si mescola ad un percorso di conoscenza di chi ha creato l’azienda.

“Ci conosciamo da tanti anni eppure solo adesso ti sei deciso a venirmi a trovare”. Così mi accoglie Mario Pojer nella sua vigna di Pinot Nero. Ha ragione Mario, nonostante la profonda stima che mi lega a lui non ero mai venuto a trovarlo nella sua cantina a Faedo. E dopo la visita mi sono pentito di tutte le occasioni che ho perso nel non averlo fatto prima.

Ogni volta che nella mia vita professionale ho incontrato Mario mi sono sempre arricchito ma non solo per la sua simpatia contagiosa, ma soprattutto per la sua capacità di spiegarti cose molto complesse con una modalità unica, rendendole assolutamente comprensibili. Chiunque si occupa di comunicazione del vino dovrebbe andare a lezione da Mario Pojer.

Mario è una persona vera, coraggiosa, che non teme mai di esprimere il suo pensiero. La sua fine intelligenza non lo fa mai cadere nella polemica sterile, fine a se stessa, ma lo porta sempre fuori dai luoghi comuni grazie anche alla straordinaria arma dell’ironia di cui è ampiamente dotato. Tutta questa verità comunicativa è alla base dell’accoglienza alla Pojer e Sandri dove Mario non recita mai a copione.

Qui serve una precisazione. Parlare di accoglienza teatrale non deve trarre in inganno. Come già sottolineato non esiste una sceneggiatura nell’ospitalità di Mario Pojer. Ma è altrettanto vero che Mario sfrutta le sue doti attoriali per rendere affascinanti e comprensibili a tutti, contenuti che altrimenti sarebbero non solo molto più complessi, ma anche sicuramente più noiosi.

La vite e il vino per Mario sono innanzitutto un inno alla gioia. Una gioia, beninteso, non scontata, di maniera, ma frutto di un lungo percorso irto di difficoltà, di lutti. Il volto di Mario racconta tutto questo come una maschera che non vuole mai nascondere la verità anche quella più dolorosa.

Ma sono proprio le gioie conquistate quelle più solide, quelle che ci rendono non solo più forti ma anche più credibili. E l’accoglienza di Mario è assolutamente credibile perché tra un racconto e un’altro, compresi quelli più funambolici, esilaranti, trasuda sempre di verità.

Qualcuno potrebbe obiettare che è difficile, se non impossibile, copiare o quanto meno imitare un modello comunicativo alla Mario Pojer. È vero, ma attenzione, tutti coloro che si mettono in gioco con trasparenza, non temendo mai di scoprire la loro identità più autentica, che sfruttano concretamente la loro passione (non solo come dichiarazione teorica ma nei fatti) possono trasmettere i loro valori come ci riesce Mario.

Per questo la visita da Mario Pojer per me non solo è stata fantastica, che mi ha fatto comprendere ulteriormente i valori e l’identità della Pojer e Sandri, ma è stata anche una straordinaria lezione. Mario è stato in grado di essere assolutamente efficace sia nello storytelling “tecnico”, cioè nei contenuti relativi a vigne e cantina, ma altrettanto nella descrizione dei vini.

Andarsene da casa Pojer e Sandri è molto difficile. Ed è questo il risultato più importante che si può raggiungere nell’ospitalità in azienda. Un risultato possibile solo quando l’ospite si sente sempre speciale, un privilegiato assoluto. Ti rimetti in auto e ripercorri con la mente tutti i suoi racconti, pieni di una moltitudine di protagonisti, di eroi, di vincitori ma anche di vinti.

La sceneggiatura non l’ha scritta lui, la stai scrivendo tu con la tua memoria. Questo è quello che troppo superficialmente definiamo turismo del vino.