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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Giovedi 30 Settembre 2021

Contadi Castaldi, il volto innovativo dell’enoturismo in Franciacorta

La nota azienda del gruppo Terra Moretti rappresenta un interessante esempio di enoturismo innovativo che si rivolge in particolare ad un target giovane alla ricerca di un’esperienza più relazionale.

di Fabio Piccoli

Conosco Contadi Castaldi fin da quando Vittorio Moretti, storico fondatore di Bellavista, decise di investire in un secondo progetto in Franciacorta. Molti si chiesero allora la ragione di questo investimento, ma ben presto tutti compresero che Contadi Castaldi doveva rappresentare una sorta di laboratorio per le innovazioni in Franciacorta.

E da sempre Contadi Castaldi tiene fede a questa mission rompendo alcuni schemi tradizionali sia sul fronte produttivo che anche, e soprattutto, comunicativo nel più noto distretto spumantistico italiano.
Non è facile essere innovatori in un mondo come quello del vino, dove la tradizione (comunque la si voglia mettere) ha un peso rilevante nell’immagine di un’azienda. Ma Contadi Castaldi è sempre stata capace di rompere gli schemi e oggi rappresenta una delle realtà più interessanti per comprendere quelli che possono essere i “nuovi confini” delle bollicine di qualità italiane.

Dal punto di vista produttivo, ad esempio, Contadi Castaldi rappresenta una realtà assolutamente originale capace di rappresentare tutti i principali terroir della Franciacorta grazie ad una superficie vitata (tra proprietà e affitto) di circa 145 ettari che abbracciano ben 114 parcelle vitate che consentono una produzione di 100 selezioni rappresentative delle migliori unità vocate della denominazione. La produzione di Contadi Castaldi, pertanto, è frutto di un costante e accurato studio di zonazione delle più importanti unità vitate della Franciacorta.

Visitare Contadi Castaldi quindi è sempre un’esperienza nuova e interessante, mai banale o scontata.
Se sul fronte produttivo è sempre più salda nelle mani sapienti di Gianluca Uccelli, uno dei più dinamici e coraggiosi enologi italiani, l’accoglienza ha avuto in quest’ultima fase un ulteriore impulso da parte di Massimo Tuzzi, da circa un anno nuovo ad del Gruppo Terra Moretti. Ha voluto esserci anche lui nella nostra visita durante l’Italian Wine Tour 2021 e questo la dice lunga di quanto, per Tuzzi, sia importante lo sviluppo dell’enoturismo nelle aziende del Gruppo.

L'elemento chiave che, a mio parere, caratterizza l’accoglienza di Contadi Castaldi è sicuramente legato alla produzione, sempre più volta da un lato ad esaltare la grande vocazionalità vitivinicola di questa terra e dall’altro a rappresentare uno dei migliori luoghi enoturistici della Franciacorta. Contadi Castaldi, infatti, è inserita in un contesto architettonico assolutamente originale, frutto della ristrutturazione dell’antica Fornace Biasca. La struttura si sviluppa su tre piani, di cui il secondo totalmente dedicato all’accoglienza con oltre 300 posti a sedere. Insomma, un luogo perfettamente flessibile ed idoneo a numerosi format enoturistici, compreso quello degli “aperitivi in cantina”.

Ebbene sì, parlare di accoglienza in Contadi Castaldi significa anche entrare nel merito di una sorta di nuova frontiera dell’enoturismo: quella che potrebbe non solo allargare l’offerta di ospitalità, ma anche consentire una sua maggiore quotidianità. È stato molto interessante, a quest’ultimo riguardo, il confronto con il management di Contadi Castaldi che ci ha consentito di prendere in esame tutte le possibili evoluzioni del turismo del vino nel nostro Paese. E tra queste vi è appunto la possibilità che la Cantina diventi un luogo non solo per visite guidate e degustazioni, ma anche per momenti di convivialità quotidiana.

Rispondo subito alla possibile obiezione che, in questo caso, non potremmo parlare di enoturismo quanto di “somministrazione bevande” o di wine bar in cantina, di ristorazione e via di seguito. L’obiezione è legittima, ma io penso che si debba rompere questo schema rigido che alla fine fa male a tutta la filiera vitivinicola, dalla produzione al trade, ma anche ai consumatori finali. Non è un caso, ad esempio, che nella culla mondiale dell’enoturismo, la Napa Valley in California, tutta la filiera benefici dell’accesso facilitato al vino, dalla cantina al ristorante locale.
Se quindi una cantina riesce a diventare un interlocutore aperto ai diversi fabbisogni o aspettative del “turista del vino”, penso sia un vantaggio per tutto il sistema.

“A prescindere da quello che posso fare in una visita in cantina, io già sto bene per il fatto di essere qui, dove posso rilassarmi e fare quattro chiacchiere piacevoli con un calice di vino in mano”: così ci raccontava un enoturista che abbiamo incontrato in quest'ultimo Italian Wine Tour. Osservando la splendida terrazza di Contadi Castaldi mi è tornata in mente la sua affermazione e me lo sono immaginato lì felice assieme ai suoi amici.

Anche questo è turismo del vino. Non tutte le aziende, ovviamente, sono attrezzate per poterlo fare, ma siamo convinti che chi ha la giusta dotazione strutturale e di risorse umane possa aprire nuove opportunità di sviluppo per il turismo del vino italiano.