IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Italian Wine Tour

Italian Wine Tour, we trust in our future: 1 mese e 5000 mila km, alla scoperta della nostra Italia del vino. Un viaggio che ci porterà ad incontrare uomini e donne del vino nel Post Covid-19.
Italian Wine Tour Lunedi 27 Luglio 2020

Arnaldo Caprai il duro ma indispensabile ruolo del leader

La nota azienda di Montefalco non solo ha fatto conoscere il Sagrantino nel mondo ma si è assunta un pesante ma prezioso ruolo di leadership per far crescere tutto il territorio. Una testimonianza concreta di cosa significa essere leader nel mondo del vino.

di Fabio Piccoli

Quando il nostro camper Gino arriva in località Torre a Montefalco (Perugia) e ci fa leggere quel nome tra le due ali del cancello non è facile trattenere l’emozione.

È vero, sono stato parecchie volte alla Arnaldo Caprai ma è inutile negare che rappresenta un luogo iconico per chiunque nutra vera passione nei confronti del vino.

Qui finiscono le constatazioni retoriche, ma vere ve lo garantiamo, ed entriamo nel concreto.

Il nostro Italian Wine Tour ha purtroppo potuto fare una sola tappa in Umbria, ci dispiace perché sappiamo quante sono le eccellenze vitienologiche in questa seppur piccola terra.

Dovendo fare una scelta di “estrema sintesi” non mi vergogno nel dire che il nome Arnaldo Caprai mi è venuto facile.

E non non solo perché è un marchio leader, ma perché conosco Marco Caprai da molti anni e ne ho sempre apprezzato il coraggio, talvolta anche la sua sana sfrontatezza, il suo desiderio di uscire fuori dai classici canoni diplomatici che caratterizzano anche il nostro amato mondo del vino.

Lo dico subito, non ho potuto incontrare Marco in questa nostra visita perché lui era impegnato in una sfida ai limiti del possibile, sull’altopiano di Mazon, in Alto Adige, a colpi di Pinot Nero, Sauvignon, Lagrein e, ovviamente Sagrantino, con Martin Foradori di Hofstätter.

Già questa sfida la dice lunga sul carattere di Marco, in questo caso quindi assente giustificato.

Ma essere imprenditori illuminati e capaci significa soprattutto essere in grado di costruire una squadra di collaboratori in grado di “sostituirci” sempre, o quasi.

E questo Marco lo è riuscito a fare al meglio, mettendo al vertice della sua azienda un direttore di grandi capacità e di sana umiltà come Filippo Carletti. È stato lui ad aprirci le porte della Arnaldo Caprai in una mattina di fantastico sole dove le vigne di Sagrantino, se possibile, sono apparse ancora più belle.

Filippo è un tecnico (agronomo) che riesce a mettere insieme due competenze chiave, conoscenza tecnica approfondita e capacità comunicativa.

Il suo racconto nella terrazza della quercia al centro dell’anfiteatro dei vigneti della Caprai è stato tra i più interessanti e suggestivi di queste prime settimane del nostro viaggio nell’Italia del vino.

La parola chiave espressa più volte da Filippo ma che è diventata anche il marchio di fabbrica della Arnaldo Caprai è “RICERCA”. L’abbiamo voluto scrivere maiuscolo perché è questa la caratteristica che non solo ha consentito a questa azienda di diventare la leader nella terra del Sagrantino ma di essere anche tra le più autorevoli realtà nel panorama vitivinicolo del nostro Paese.

Una ricerca non solo “dichiarata” ma concretamente realizzata quotidianamente in campo. Chiunque abbia avuto modo di conoscere in profondità la Arnaldo Caprai lo può confermare e questo testimonia lo spirito imprenditoriale di Marco che fin dal 1988, da quando ha raccolto il testimone da papà Arnaldo, ha considerato strategico l’avvio della ricerca attraverso tantissime collaborazioni con i più autorevoli professionisti del settore e con i principali Istituti di ricerca, sia in campo agronomico che enologico.

Su quello enologico basti ricordare la collaborazione con Michel Rolland, probabilmente oggi il più autorevole e conosciuto enologo al mondo.

Mettersi in discussione sempre, questo il mantra professato da sempre da Marco Caprai che contamina tutt’oggi la nota azienda di Montefalco.

L’altro profondo credo, se così si può definire, dell’Arnaldo Caprai è sicuramente quello della sostenibilità, anche in questo in perfetto stile “Marco”, meno parole, tanti fatti.

I progetti di sostenibilità della leader mondiale del Sagrantino sono tanti, e ogni anno ne aggiunge qualcuno di nuovo. Il più eclatante il progetto Montefalco 2015 - The New Green Revolution, che si può considerare il primo protocollo territoriale di sostenibilità in campo vitivinicolo.

Quest’ultima annotazione apre un altro capitolo importante per descrivere, seppur brevemente, l’anima più autentica della Arnaldo Caprai: il suo desiderio costante di far crescere il territorio.

Siamo onesti, non è facile confrontarsi con un imprenditore come Marco Caprai che alza l’asticella sia sugli obiettivi della sua azienda che per il territorio che la circonda ogni giorno, ma è altrettanto vero che la generosità con cui si spende per condividere pensieri e azioni è decisamente inusuale in un settore purtroppo individualista come quello del vino.

Ultima battaglia di Marco, su questo fronte, è notizia di questi giorni con l’avvio di un confronto sui Distretti Rurali, su come politica e impresa possano condividere una pianificazione strategica di sviluppo.

Marco sa benissimo che un leader, seppur molto forte come la Arnaldo Caprai, non potrà mai vincere da solo.

Sa anche benissimo che la sfida è difficilissima anche perché notoriamente i leader non sono mai molto amati.

Lui però ha la scorza dura, è riuscito a domare un cavallo di razza come il Sagrantino senza privarlo della sua natura più autentica.

Siamo convinti che riuscirà anche a costruire una rete più efficace nella sua terra, ha le capacità, la costanza e gli uomini giusti per farcela.

Gino saluta la Caprai e l’Umbria, scusandosi per la “toccata e fuga”, ma tranquilli si tornerà presto.