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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Lunedi 12 Luglio 2021

A Vinchio Vaglio l’accoglienza esprime reale voglia di condivisione

Il racconto delle persone che ci hanno accolto nelle loro aziende facendoci capire l’importanza della relazione.

di Lavinia Furlani

Abbiamo dovuto spostare l’orario più volte trovando massima collaborazione da Vinchio Vaglio e quando siamo arrivati e li abbiamo ringraziati di questa elasticità la risposta è stata: per noi è assolutamente normale adattarci e assecondare le richieste di chi ci viene a trovare.

Posso assicurare che questa naturalezza non è da dare per scontata: ci sono realtà che hanno impostazioni più rigide.

Ad accoglierci Tessa Donnadieu, export manager dal 2014.

La sua storia parte dal lontano, sempre nel comparto commerciale, ma di prodotti che non la coinvolgevano direttamente: aveva bisogno di innamorarsi di un prodotto. E quando un enotecario in Francia le ha detto “Tu es une femme du vin” si è fatta coraggio e ha trovato in Piemonte la sua strada nel vino.

Tessa è una manager pragmatica, operativa, senza fronzoli, concreta e solida. Non ha bisogno di darsi importanza o di voler emergere, perché per lei l’amore per il vino e in particolare per Vinchio Vaglio è più importante di qualsiasi manifestazione di ego. La sua capacità di accoglienza è innata e naturale e l’abbiamo percepita da tanti piccoli dettagli che a lei risultavano scontati: acqua fresca, caramelle per i bambini, un gioco da fare in camper, l’entusiasmo di passare alcune ore con noi. Sembrava che fossimo noi a fare un regalo a lei per essere in azienda, e non il contrario. Sono queste le persone che ci piace conoscere e che innalzano il vino italiano in ogni loro relazione. Non fanno bene solo alla loro azienda, ma a tutto il sistema vino.

 

E ad accoglierci dopo una camminata di 2 km per raggiungere il Casotto di Vinchio, c’erano Lorenzo e Marco Giordano.

Lorenzo Giordano, Presidente di Vinchio Vaglio, mi ha colpito per una visione estremamente concreta e dinamica dell’enoturismo. Lo definirei un non giovane-giovane, che porta in ogni sua scelta la saggezza di un'età matura che lo porta a capire le cose nel profondo, assieme alla creatività talvolta coraggiosa tipica degli azzardi giovanili.

Lorenzo è un grande ascoltatore prima ancora di essere un pioniere su molti fronti. Ha nel suo dna il germe dell’esploratore che vuole sempre spostare un po' più il là il confine di ciò che è realizzabile con idee innovative e rivoluzionarie, pur nella loro semplicità.

Mi è piaciuto quando, raccontandoci del suo passato, ha valorizzato l’importanza del sostegno che arriva da chi è più anziano. Trovo questo concetto fondamentale in moltissime aziende del vino: le nuove generazioni sono fondamentali per il futuro del vino italiano, ma è altrettanto fondamentale che sentano e percepiscano l’appoggio di chi è più anziano.

 

Un appoggio che Lorenzo dimostra con trasparenza nei confronti di suo figlio Marco Giordano, direttore di Vinchio Vaglio.

Marco è entrato in azienda dall’amministrazione, per poi arrivare passo dopo passo alla direzione commerciale. L’improvvisa scomparsa del precedente direttore l’ha portato ad accettare quella che è stata una scelta da una parte forse per lui prematura ma dall’altra naturale: essere oggi il direttore generale, a soli 32 anni.

Non credo sia stato facile far convivere un rapporto di famiglia con il Presidente con una precoce nomina a Direttore. Ma Marco ha l’impostazione sobria di chi fa un passo alla volta, senza montarsi la testa, e con tanta umiltà si mette in ascolto del sistema.

È stato bello vedere come, al tavolo della nostra degustazione, erano seduti un Direttore con il suo Presidente e non un padre e un figlio. Se è difficile la gestione di rapporti famigliari in aziende private, immaginiamo la complessità quando c’è anche la gestione dei soci di una cooperativa. Complimenti Marco, la tua strada sarà ricca di soddisfazioni ed il tuo coraggio sarà sicuramente premiato.

 

I suggerimenti e le idee di accoglienza che abbiamo colto da Vinchio Vaglio:

  • organizzare picnic selezionando prodotti tipici del territorio e non il “semplice tramezzino”;

  • valorizzare il territorio facendo vivere camminate immersi nella natura;

  • avere un piccolo omaggio per i bambini (basta un leccalecca) per conquistarli subito;

  • avere un posacenere usa e getta per i fumatori che fanno il pic-nic.