IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Mercato Italia

Il mercato italiano continua ad essere strategico per il nostro settore vitivinicolo. E nonostante la vocazione internazionale di Wine Meridian da sempre il nostro magazine ha tenuto i riflettori accesi anche sul mercato italiano che rappresenta uno sbocco fondamentale per il vino del nostro Paese. Di questo importante mercato vogliamo raccontare sia le dinamiche economiche ma anche le evoluzioni dei fabbisogni dei consumatori del nostro Paese.
Mercato Italia Venerdi 03 Giugno 2022

Stefàno, enoturismo: ''Una norma nazionale per superare la frammentazione''

I punti salienti dell’emendamento Stefàno sull’enoturismo: obiettivo superare la frammentazione regionale e istituire una norma condivisa su tutto il territorio nazionale.

di Veronica Zin

Lunedì 23 Maggio presso il Rettorato dell’Università del Salento si è tenuto il convegno: “30 anni di Cantine Aperte, vino ed enoturismo in Puglia” a cui è intervenuto anche il Senatore Dario Stefàno.

L’intervento del Senatore Stefàno è iniziato con una domanda apparentemente banale: che cos’è il turismo?
A livello di numeri, Stefàno mostra che in Italia il turismo equivale al 13% del PIL nazionale, conta un giro d’affari che supera i 230 miliardi di euro e dà impiego a oltre 3,5 milioni di addetti. 

Già da questa prima panoramica si può stabilire che il turismo in Italia ha un peso ed un valore fondamentali.
Quali sono i fattori di successo? 
Secondo Stefàno è l’”Italian Style” che ci rende realmente attrattivi in tutto il mondo e ci permette di progredire facendo passi da gigante nonostante non esista una cornice precisa di riferimento. 

“Il turismo enogastronomico” rileva Stefàno “in Italia segna percentuali in costante crescita, indipendentemente dal Covid che ha avuto un impatto negativo sulla fruizione delle esperienze enoturistiche. Tuttavia il settore ha visto aumentare del 10% il numero di turisti che viaggiano con l’obiettivo principale di vivere esperienze legate all’enogastronomia”.  

Secondo il Senatore, i turisti del gusto sono sempre più consapevoli, attivi, esigenti, innovativi e attenti ai temi della sicurezza e della sostenibilità. 
In sostanza l’enoturismo italiano non solo è stato più forte della pandemia ma ha saputo svilupparsi in modo vincente anche in mancanza di una cornice amministrativa. 

“Sebbene l’Italia si posizioni al vertice del turismo mondiale” aggiunge Stefàno, “ci troviamo in coda ad altri Paesi che possono fare affidamento, a differenza nostra, su un sistema di regolamentazione turistica ben definito e preciso”.

La regolamentazione del turismo italiano è ricca di paradossi, spiega il Senatore: 

  • La disciplina “Strade del vino” (L. 268/1999) non rispecchiava la situazione reale presente nel Paese: sono state inserite nella disciplina 150 Strade del Vino quando in realtà ne erano attive solo una dozzina. Inoltre, si rimanda ad ogni singola Regione il riconoscimento tramite decreto dei percorsi sul proprio territorio anche se non appare una simbologia omogenea di riconoscimento per tutte le Regioni e non c’è una disciplina fiscale e amministrativa specifica per regolare l’attività enoturistica. 
  • La legge 98/2013 introduce il permesso di degustare in cantina, ma resta vietata la somministrazione. Quindi, era possibile aprire una bottiglia di vino ma non si poteva versare il vino nei bicchieri per la degustazione. 
  • La legge L. 236/2016, Testo Unico della vite, riconosce ufficialmente l’enoturismo, ma non viene predisposta alcuna iniziativa relativa alle questioni di natura fiscale e normativa. 


Di fronte a questa situazione così paradossale, il Senatore Stefàno ha avanzato una proposta di legge che si prefigge di superare la frammentazione regionale e le criticità che questa presenta.

L’obiettivo è quello di istituire una norma nazionale che rappresenti l’architrave unico, condiviso e valido su tutto il territorio nazionale, pur lasciando spazio ad eventuali modifiche o aggiornamenti. 
Questo emendamento – che si può definire “emendamento Stefàno” – riguarda le cantine delle aziende agricole e le aziende di imbottigliamento in relazione ai vini DOP e DOCG. Verrebbero esclusi da questa categoria i produttori industriali poiché, spiega il Senatore “se si deve qualificare l’offerta turistica lo si deve fare con chi il territorio lo vive e lo abita: i piccoli produttori, i produttori locali”.

Stefàno ha mostrato i punti salienti dell’emendamento che porta il suo nome: 

  • L’emendamento non richiede l’emanazione di apposite leggi regionali perché lascia alle singole regioni il rilascio delle autorizzazioni ed i controlli,
  • il quadro normativo è semplificato e fa riferimento alla disciplina dell’agriturismo,
  • basta una SCIA al comune di competenza per iniziare l’attività di incoming in cantina,
  • si declinano compiutamente le attività di enoturismo,
  • si definiscono le attività di enoturismo nei luoghi di produzione,
  • si stabiliscono le norme fiscali e amministrative che regolano l’enoturismo in tutta Italia,
  • si incarica il MIPAAF di definire standard minimi di attività enoturistica attraverso un decreto attuativo di concerto con il Mibact. 


“Un enoturista spende mediamente 170-180 euro al giorno, mentre un turista tradizionale ne spende mediamente 60-70. Questo dimostra che c’è una disponibilità di spesa maggiore” ha evidenziato Stefàno.

“Ovviamente, a questa disponibilità deve corrispondere qualità, un’idea concreta omogenea a livello nazionale, l’introduzione del simbolo delle cantine nel codice stradale, un portale web nazionale, un input in più alle regioni per far sapere loro come muoversi e la possibilità di vendere e far degustare piatti caldi e prodotti tipici della zona” ha spiegato il Senatore. 

L’ultima frontiera che rimane  è quella della formazione, Stefàno ha evidenziato la necessità di insegnare l’enogastronomia negli Istituti tecnici.

Il turismo Italiano ha avuto una brillante crescita negli anni anche in assenza di una cornice amministrativa di riferimento e questo risultato è frutto dell’”Italian Style”, unico ed inimitabile. Un’identità – conclude Stefàno – che costituisce un simbolo: “Se io produco e vendo un’identità, gli altri non mi potranno imitare. Se, invece, produco in modo standardizzato, ci sarà sempre qualcuno che farà meglio di me. Se produco identità non ce n’è per nessuno. Noi Italiani abbiamo qualcosa di inimitabile da raccontare in fatto di vino, di olio e di gastronomia”.