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Mercato Italia

Il mercato italiano continua ad essere strategico per il nostro settore vitivinicolo. E nonostante la vocazione internazionale di Wine Meridian da sempre il nostro magazine ha tenuto i riflettori accesi anche sul mercato italiano che rappresenta uno sbocco fondamentale per il vino del nostro Paese. Di questo importante mercato vogliamo raccontare sia le dinamiche economiche ma anche le evoluzioni dei fabbisogni dei consumatori del nostro Paese.
Mercato Italia Mercoledi 24 Febbraio 2021

L'Italianità, fattore di successo per le etichette del settore agroalimentare

21.023 i prodotti che richiamano un concetto di "italianità", pari al 25,6% del campione alimentare, che sono arrivati a sfiorare gli 8,2 miliardi di euro di giro d’affari. Doc e Dop, Docg e Igp, che riguardano spesso il vino, sono sigle sempre più presenti.

di Agnese Ceschi

Oggi l’etichetta è il primo posto “fisico” di contatto con il consumatore, è uno strumento con cui i brand possono educarlo e soddisfare la sua esigenza di informazioni. Dunque, è più che mai importante e prioritario per i brand “informare bene”, in modo trasparente ed esaustivo. Questo lungo anno di pandemia ha inoltre cambiato gli approcci dei consumatori verso l’etichetta, ma come stanno reagendo le aziende a queste nuove esigenze? Per comprendere meglio queste dinamiche ci vengono in soccorso i risultati dell’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che incrocia le informazioni riportate sulle etichette di oltre 115 mila prodotti digitalizzati a giugno 2020 dal servizio Immagino di GS1 Italy (ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni Nielsen su venduto, consumo e fruizione dei media.

Cosa è successo e cosa succederà nel prossimo futuro? Guardando il modo di fare la spesa, notiamo che “siamo stati “costretti” a cambiare le nostre abitudini: abbiamo frequentato punti vendita e insegne non abituali, abbiamo ridotto le visite ai punti vendita più lontani a favore di quelli di prossimità, abbiamo ridotto la frequenza di visita e il tempo di permanenza nei negozi” spiega Marco Cuppini, research and communication director GS1 Italy.

Oltre l’emergenza, quali saranno le conseguenze di questi cambiamenti? “Le previsioni ci dicono che l’acquisto online si è conquistato – anche in Italia – un ruolo di primo piano. Questi piccoli-grandi cambiamenti spingeranno le imprese a rivedere offerta, processi, organizzazione; bisognerà lavorare sull’esperienza d’acquisto per servire il cliente in meno tempo” rileva Cuppini. 

Tra tutti i fattori analizzati dall’Osservatorio Immagino GS1 Italy, riteniamo sia di maggiore interesse per i nostri lettori quello dell’Italianità. Osservatorio Immagino GS1 Italy ha analizzato le caratteristiche rilevate in etichetta e sul packaging di 81.990 prodotti del mondo food nel canale ipermercati e supermercati e tra essi sono stati selezionati quei prodotti che riportano i claim “made in Italy”, “product in Italy”, “solo ingredienti italiani”, “100% italiano” o le indicazioni geografiche europee (Igp, Doc, Dop e Docg), oppure la “bandiera italiana” o il nome della regione di riferimento.

“Del basket di prodotti che richiamano a un concetto di “italianità” fanno parte 21.023 prodotti, pari al 25,6% del campione alimentare, che sono arrivati a sfiorare gli 8,2 miliardi di euro di giro d’affari (26,3% di quota sul totale alimentare). Il trend annuo è positivo poiché il sell-out è aumentato del +6,3% rispetto all’anno mobile precedente e quasi tutti i claim hanno migliorato la performance nell’arco dei 12 mesi” leggiamo nella relazione dell’Osservatorio.

Sono tanti i claim, le indicazioni o le immagini con cui le aziende rimarcano sulle etichette l’italianità dei prodotti. Il più utilizzato è anche il più intuitivo: la bandiera italiana. Un altro conosciuto, apprezzato e utilizzato emblema della tipicità agroalimentare italiana è costituito dalle indicazioni geografiche europee, di cui l’Italia detiene la leadership in ambito Ue e che continuano a guadagnare spazio nel budget per la spesa alimentare delle famiglie italiane. Doc e Dop, Docg e Igp sono sigle sempre più presenti sulle confezioni dei prodotti alimentari e vedono aumentare, anno dopo anno, la loro presenza nei punti vendita e il loro apporto al sell-out della distribuzione moderna. 

 

L’indicazione geografica europea più rilevante in termini di vendite è Dop, arrivata a contribuire per il 1,7% alle vendite di supermercati e ipermercati. Il paniere dei prodotti Dop si è confermato tra i più performanti, beneficiando di un incremento del +12,3% delle vendite, mettendo il turbo rispetto al +1,8% dei 12 mesi precedenti. È stato il formaggio grana che ha dato il maggior contribuito a questa crescita, seguito dai formaggi da tavola e dagli affettati.

Le altre denominazioni riguardano più da vicino il mondo vinicolo. Anche per i prodotti Doc l’anno finito a giugno 2020 è stato positivo, confermando il trend espansivo degli ultimi anni. Il sell-out in super e ipermercati è aumentato del +6,6% in un anno e le performance migliori sono state quelle dei vini e del prosecco.

Ha messo a segno una crescita superiore rispetto alla media del mondo dell’italianità l’indicazione Igp, arrivata a giugno 2020 con un +7,1% di vendite rispetto a giugno 2019. Ultima indicazione geografica per peso sia sull’assortimento che sulle vendite è Docg: nell’ultimo anno il sellout di questi prodotti è aumentato del +2,8% (+3,5% nei 12 mesi precedenti), con vini e prosecco a farla da padroni.

In termini di vendite la regionalità in etichetta ha mosso 2,4 miliardi di euro di vendite, pari al 7,7% del giro d’affari totale del paniere monitorato. Tra le 18 regioni italiane la più segnalata sulle confezioni dei prodotti alimentari di largo consumo resta ancora una volta il Trentino-Alto Adige: si conferma la principale per giro d’affari (1,1% di quota sulle vendite complessive), grazie soprattutto a categorie come vini e spumanti, speck, yogurt, mozzarelle e latte. Questa regione è seguita da Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, dove il vino è a tutti gli effetti uno dei prodotti che muove più giro d’affari o contribuisce alla crescita regionale.