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Export Lunedi 06 Giugno 2022

Supply chain, logistica e sostenibilità: intervista a Rafael Del Rey

Logistica e sostenibilità: nel contesto di Green Wine Future, abbiamo voluto parlarne con Rafael Del Rey, analista di spicco del settore vino.

di Emanuele Fiorio

La sesta edizione di Green Wine Future si è recentemente conclusa con un'impressionante line-up di 16 conferenze, 24 sessioni e 170 relatori da cinque continenti, comprese le regioni ospitanti di Cile, California, Sud Africa, Portogallo, Spagna, Francia, Australia e Nuova Zelanda.

Quattro giorni di presentazioni e contenuti incentrati sulle varie sfide che le aziende vinicole devono affrontare oggi in relazione alla sostenibilità, al cambiamento climatico, al risparmio idrico, alla responsabilità sociale aziendale, al greenwashing e molto altro. 
Si è trattato dell'impresa più ambiziosa nel suo genere, nessun'altra conferenza sul settore del vino è riuscita ad unire ed includere l'intero pianeta nella sua programmazione.

In questo contesto eccezionale il Direttore responsabile di Wine Meridian, Fabio Piccoli ha voluto intervistare Rafael Del Rey, General Manager di OeMv (Observatorio Español del Mercado del Vino).

La supply chain è uno dei temi più sentiti e attuali su cui si sta dibattendo, i trasporti infatti rappresentano uno dei principali problemi dal punto di vista della sostenibilità. In particolare i vini sfusi (bulk wines) hanno un grande peso in questo senso.
“Attualmente un quinto delle emissioni di carbonio sono dovute al settore dei trasporti” ha evidenziato Piccoli, “per questo è importante sapere da Rafael qual è al momento la situazione e quale può essere la strada per diminuire l’impatto delle emissioni di carbonio prodotte dalla supply chain del settore vino”.

Il vino sfuso rappresenta un terzo dell’export mondiale in termini di volume ed un decimo delle esportazioni in valore. Di conseguenza trovare soluzioni adeguate per gestire in maniera più sostenibile i trasporti per il vino sfuso, specialmente le lunghe tratte, rappresenta una priorità assoluta, secondo Rafael Del Rey.

Del Rey sottolinea che quando si parla di vino sfuso, si fa riferimento a due segmenti distinti che si muovono sul mercato in maniera completamente differente.

Il primo segmento riguarda le spedizioni dirette ai Paesi consumatori come, ad esempio, quelle che fanno Nuova Zelanda, Australia, Cile, Stati Uniti verso UK o Germania. Questi Paesi imbottigliano il vino sfuso e lo ridistribuiscono negli stessi Paesi d’origine o alcune volte li esportano verso i Paesi confinanti. Questo vino sfuso sul mercato ha un prezzo medio di 0,75 cent/litro e può raggiungere circa 1€/litro.

Il secondo segmento è caratterizzato da spedizioni di vino sfuso tra Paesi produttori del Vecchio Mondo. Parliamo delle spedizioni che la Spagna o l’Italia fanno verso Francia o Germania. Questo è un mercato completamente differente costituito da prezzi medi del vino sfuso più bassi, intorno ai 40 cent/litro. 

Prevediamo che il primo gruppo crescerà mentre il secondo probabilmente resterà stabile o subirà tendenzialmente una flessione, a meno che i Paesi produttori come Italia, Spagna o Portogallo non trovino la modalità di spedire  il proprio vino verso le destinazioni finali invece di inviare questo vino ad altri paesi produttori come Francia o Germania.

“Dal nostro punto di vista”, ha rilevato Piccoli “il vino sfuso può crescere in quantità ma soprattutto in qualità, sta cambiando anche l’atteggiamento e la percezione nei confronti del vino sfuso da parte del mercato”, Del Rey ha confermato questa tendenza globale, “la percezione del vino sfuso è cambiata, anche a livello di prezzi per esempio la Nuova Zelanda sta esportando nel Regno Unito il suo vino sfuso di qualità ad un prezzo medio di 2€/litro”.

Per quanto riguarda le problematiche ed i costi attuali legati alla logistica, secondo Del Rey è ancora presto per capire quali saranno le conseguenze di questi aumenti e della mancanza di disponibilità di container.

“Questi problemi legati alla mancanza di disponibilità di container credo possano essere risolti in pochi mesi” ha affermato Del Rey “ma gli aumenti dei costi relativi ai trasporti, alle materie prime, ai carburanti, all’energia, penso avranno una ricaduta più lunga. Vedo una tendenza di lungo corso che andrà ad impattare anche sul prezzo finale al consumatore”.

Piccoli, in relazione alle implicazioni che ha la logistica in termini ambientali ed economici, ha voluto conoscere qual è l’opinione di Del Rey rispetto al futuro delle bottiglie di vetro pesanti.

Secondo Del Rey “la fascia di consumatori che si rivolgono a vino di alta gamma rimarrà più legata alla tradizione, in relazione non solo al peso delle bottiglie ma anche rispetto ai tappi di sughero, alle regioni più blasonate, alle etichette prestigiose. Credo anche che il mercato entry-level sia meno conservatore e legato alla tradizione e sia disposto a cambiare le tipologie di bottiglie, i formati, i tappi e ad abbracciare il vino in lattina o il bag-in-box.