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Export Mercoledi 14 Luglio 2021

Russia: scandalo Champagne

Caos Champagne in Russia: Putin ha vietato il nome Champagne sulle bottiglie della celeberrima denominazione francese. Il gruppo LVMH ha decretato il blocco delle esportazioni sul mercato russo.

di Emanuele Fiorio

Il 2 luglio scorso, il Governo russo presieduto da Putin ha firmato la legge federale n. 345 del 2 luglio 2021. Anche se il disegno di legge era stato introdotto nel 2017, era stato respinto in prima e seconda lettura. La legge ha sancito che lo Champagne francese importato in Russia non potrà più fregiarsi del suo nome storico, ma verrà denominato con il termine generico di “spumante”. Solo le bollicine prodotte in Russia potranno legittimamente definirsi Champagne.

Nessuno si aspettava che venisse firmato in tempi così brevi, ma la Duma ha approvato la legge e pochi giorni dopo era sulla scrivania del presidente Putin. Prima ancora che l'inchiostro si fosse asciugato sul documento, è scoppiato uno scandalo.

La nuova versione della legge ha modificato la legge federale n. 171 del 22 novembre 1995 che regola la produzione e la vendita di tutti gli alcolici. Tra le altre cose, sono state modificate le descrizioni dei tipi di bevande alcoliche. I certificati per lo sdoganamento, i timbri per le accise, ecc. sono rilasciati secondo la suddivisione inserita nel nuovo articolo. La versione precedente della legge adottata dopo il crollo dell'Unione Sovietica descriveva tutti i vini spumanti come "vino spumante (Champagne)", mentre la nuova versione ha ridotto il nome della categoria a "vino spumante" con sottocategoria "Champagne russo". Perciò alcuni vini spumanti russi hanno mantenuto il diritto di essere denominati Champagne, mentre i vini Champagne francesi lo hanno perso. 

Per i vini importati sono state abolite le categorie di "vini con indicazione geografica" e "vini con indicazione geografica protetta". Ora per quasi tutti i vini, dal Veneto IGT al Margaux AOP, gli importatori devono passare attraverso l'intero processo di certificazione, dalla raccolta e presentazione dei documenti all'invio di campioni per le analisi di laboratorio.

Come riportato dal Sole 24 Ore, il gruppo Lvmh, cui fanno capo le etichette “Moet Chandon”, “Veuve Cliquot” e “Dom Perignon” ha immediatamente decretato il blocco delle esportazioni sul mercato russo ed il Comité Interprofessionnel du vin de Champagne (CIVC) ha dichiarato: “La Champagne è scandalizzata per la nuova legislazione russa sull'etichettatura dei vini”.

I lenti processi doganali e la burocrazia degli organi di regolamentazione rendono plausibile uno scenario pessimistico: il crollo duraturo di tutte le importazioni di vini e cognac e la quasi totale interruzione delle forniture per mesi.